martedì, 18 Giugno, 2019

Milano – Sanremo. Pronti, via alla classica di primavera

0

“Primo classificato Coppi. In attesa che arrivi il secondo trasmettiamo musica da ballo”. Così declamò nel 1946, con voce impostata, lo speaker radiofonico della Milano Sanremo. Ci vollero ben quattordici minuti prima di vedere spuntare l’ostinato francese Teisseire. Non credo che sabato 23 marzo assisteremo a distacchi così alti, un record ancora mai battuto. Probabilmente arriverà un gruppetto ristretto oppure, come ha fatto anno scorso uno splendido Nibali, qualcuno userà il Poggio di Sanremo come rampa di lancio per involarsi verso il traguardo di Via Roma, quando mancheranno 6,6 chilometri al traguardo

Quest’anno siamo all’edizione numero 110 di questa classica monumento del ciclismo. Tutto nacque alle ore 5,17 del 14 aprile 1907 quando partirono in 33 dal Naviglio Pavese di Milano, davanti all’Osteria della Conca Fallata.

In verità gli iscritti erano 62 ma molti di loro decisero che quella mattina in fin dei conti era meglio rimanere a letto. Arrivarono in 14, zuppi di acqua e di freddo, dopo più di 11 ore di pedalate su strade feroci ed insidiose. I baffetti di Lucien Georges Mazan, detto Petit-Breton, tagliarono per primi il traguardo e si aggiudicarono il premio di ben 300 lire. Proveniente dall’Argentina, dove il padre orologiaio era emigrato in cerca di fortuna, Petit-Breton era già un campione, deteneva il record dell’ora e di li a poco vincerà il Tour de France. La Grande Guerra se lo prese nel 1917, per i postumi di una ferita procuratasi nella battaglia delle Ardenne.

Per molti anni la Milano Sanremo è stata la corsa che consentiva alle biciclette di scuotersi dalla polvere ed uscire dal letargo invernale; oggi si comincia molto prima, correndo in America Latina, in Oceania e nella penisola arabica. Le maglie bianco-azzurre della Deceunink Quick Step saranno anche in questa gara il punto di riferimento per tutti gli altri iscritti, potendo contare sulla potenza allo sprint del nostro Elia Viviani e sull’intelligenza tattica di Julien Alaphilippe, recente vincitore alle Strade Bianche e in due tappe della Tirreno-Adriatico. Stessa maglia per il vecchio Philippe Gilbert, sempre in grado di piazzare la zampata vincente, se capita l’occasione. Viviani ha dichiarato di temere molto Gaviria ed ha ragione. Il colombiano non si è visto molto in questo inizio di stagione ma nessuno vorrebbe averlo alla propria ruota negli ultimi duecento metri. In casa UAE Team Emirates alloggia anche Il norvegese Kristoff, già protagonista negli anni scorsi sulle strade sanremesi. Se i due andranno d’amore e d’accordo potranno dire la loro e regalare alla squadra di Beppe Saronni una vittoria prestigiosa. Tra gli spagnoli tornano dall’infermeria il campione del mondo Valverde e Landa ma non credo che abbiano la forma fisica necessaria per affrontare con successo una corsa così lunga. Alla Parigi-Nizza hanno brillato Bennett e Groenewegen ma il primo dovrà servire la causa di Peter Sagan che, si dice in giro, abbia preparato bene questa corsa.

Il solito Van Avermaet, il transalpino Demare, Michael Matthews, Caleb Ewan e Degenkolb implementano la schiera degli aspiranti al podio. Tra gli italiani forse ancora Nibali ma anche il volenteroso Bettiol, o Colbrelli, o Trentin. Vedremo anche Moscon tra i protagonisti? Per adesso il veneto in questo inizio di stagione purtroppo è stato solo chiacchiere e distintivo, complice un brutto capitombolo sulle strade sabbiose dell’UAE Tour dal quale non si è ancora ripreso e che lo ha costretto al ritiro già alla seconda tappa della recente Tirreno-Adriatico

Certo è che ai meno 50 chilometri sarà bagarre, prima con i tre capi affrontati a grande velocità (Capo Mele, Capo Cervo e Capo Berta) e poi con la Cipressa ed infine con il già citato Poggio.

La discesa del Poggio è una discesa molto tecnica che va affrontata con lucidità ma non tutti saranno così brillanti dopo quasi 290 chilometri di gara. In alcuni passaggi la strada è molto stretta, con un susseguirsi di tornanti, di curve e controcurve fino all’immissione nella statale Aurelia. Qui si tira dritto fino a 750 metri dall’arrivo, quando una curva immette sul rettilineo finale.

Appuntamento quindi intorno alle 16,30 di sabato, per vedere chi alzerà le braccia al cielo e ricordando quello che diceva Alfredo Binda “per vincere ci vogliono i garùn….”

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply