martedì, 2 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Misiliscemi, nasce un nuovo comune dopo il referendum

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La nascita del nuovo Comune di Misiliscemi è ormai ufficiale dal 3 febbraio 2021.
L’Assemblea Regionale Siciliana ha approvato con 21 voti favorevoli e 13 contrari il Disegno di Legge che lo istituisce e che era approdato in aula cinque mesi fa, dopo la vittoria referendaria del fronte per il sì nel maggio del 2018.
Il nuovo Comune sorgerà accorpando otto frazioni della città di Trapani (Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Pietretagliate, Palma e Salinagrande), e sarà retto da un Commissario Straordinario che rimarrà in carica fino all’elezione di Sindaco e Consiglio.
Diventa il 25° Comune della provincia di Trapani, ed il 391° Comune della Sicilia, con i suoi 8.669 abitanti, circa il 12,5% degli attuali abitanti di Trapani che sono 67.531.
Adesso, secondo alcune voci, Trapani potrebbe perdere il titolo di capoluogo di provincia, a favore di Marsala. Il Sindaco di Trapani, Giacomo Tranchida, ha dichiarato:  “Mi giunge notizia che l’ARS abbia a maggioranza votato per la nascita del nuovo comune in armonia al voto popolare di circa 32 mesi fa, cioè prima delle elezioni amministrative che ci hanno portato al governo della città di Trapani. Decenni di abbandono da parte delle amministrazioni e dei governi che ci hanno preceduto hanno la responsabilità politica della “divisione” socio-economica territoriale trapanese. Il nostro impegno, da subito, è stato quello di “restituire” attenzioni, opere e servizi al territorio e a tali cittadini trapanesi considerati in passato solo come periferia e feudi elettorali. Continueremo il nostro impegno, tanto investendo in progettualità, opere e servizi, senza arretrare di 1mm ed accompagneremo la nascita del nuovo comune “cugino di primo grado” anche con nuove idee e progettualità oltre che con donne e uomini a servizio dello stesso”.
Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana, ha affermato: “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della legge che istituisce il comune di Misiliscemi. È stato un percorso lungo che però ha fatto giustizia dell’autodeterminazione dei cittadini di questa porzione di territorio, a ridosso dei comuni di Trapani, Marsala e Paceco, che finalmente vedono riconosciute le ragioni per le quali si sono battuti al fine di ottenere la propria autonomia da Trapani. Se questi cittadini si sono spinti a tanto è perchè da sempre si sono sentiti marginali ed estranei all’amministrazione cittadina. Basta andare in questi territori per comprendere come questi siano in totale abbandono. C’è un progetto per lo sviluppo e la sostenibilità economica di questo comune che mi ha molto convinta. Sono felice perchè con la nascita di Misiliscemi vince la democrazia contro l’arroganza del potere di chi oggi incitava il parlamento a votare contro la volontà legittimamente espressa dai cittadini. Il parlamento regionale non poteva ascoltare l’appello dell’esponente del Pd Cracolici al potere di veto. Sarebbe stato un atto di arroganza e di prepotenza. Ringrazio tutte le forze politiche e i parlamentari che hanno compreso le ragioni di questi cittadini ed hanno espresso il voto favorevole. Un particolare ringraziamento al presidente dell’Ars Gianfranco Micciché che ha saputo ascoltare, in questi mesi, le istanze dei cittadini di Misiliscemi e che ha ben condotto i lavori odierni esprimendo chiaramente le ragioni di una scelta che rispetta la volontà popolare. Con l’istituzione del comune di Misiliscemi, i cittadini si sentiranno più vicini a chi li rappresenta in parlamento, riconoscendo i loro diritti. È senza dubbio un passo importante nella lotta ai populismi di ogni tipo che mirano ad allontanare eletti da elettori. Si chiude così nel migliore dei modi un iter che dà prospettiva, futuro e nuove opportunità ai cittadini di Misiliscemi”.
La nascita del nuovo comune è la vittoria del comitato di cittadini che da anni si batte per l’indipendenza di queste frazioni trapanesi, e che hanno saputo lottare con tenacia e perseveranza.
Maurizio Miceli, presidente del Comitato per il NO al nuovo Comune, ha dichiarato: “Prendiamo atto con amarezza del risultato del voto dell’Assemblea regionale che ha conclamato la nascita del comune di Misiliscemi, determinando la secessione di Trapani. Non possiamo che rispettare il voto assembleare e riconoscere il merito ai nostri avversari di aver creduto e perseguito fino in fondo il loro obiettivo. Rimane l’amarezza di chi è convinto che unire e non dividere oggi, in materia di enti locali, specie in Sicilia, sia la vera necessità che tutti dovremmo abbracciare e realizzare. Ringrazio in egual modo tutti coloro che, al contrario, si sono spesi per il NO, le forze politiche, i nostri simpatizzanti, gli abitanti delle zone del nuovo comune di segno opposto al movimento di Tallarita. Quando si cade bisogna avere sempre la capacità di rialzarsi e noi siamo convinti che Trapani si rialzerà anche questa volta, nonostante tutto”.
L’On. Stefano Pellegrino, Presidente della Commissione Affari Istituzionali all’ARS, ha annunciato: “Oggi in Aula è stato approvato il disegno di legge relativo all’istituzione del venticinquesimo comune della provincia di Trapani. È stato premiato il lavoro svolto nella commissione che ho l’onore di presiedere. La nascita del Comune di Misiliscemi non avrebbe potuto essere ancora procrastinata dopo un progetto ed un iter amministrativo durato più di 15 anni. Era evidente infatti, che attraverso lo strumento referendario, gli abitanti delle frazioni di Fontanasalsa, Guarrato, Rilievo, Locogrande, Marausa, Palma, Salinagrande e Pietretagliate avessero rappresentato di sentirsi fuori dalle dinamiche di sviluppo del Comune di Trapani. E ciò, nonostante il territorio di Misiliscemi rappresenti uno dei centri più importanti della provincia trapanese per la particolare ubicazione tra le riserve delle saline di Trapani, Paceco e dello Stagnone. Certamente il progetto Misiliscemi è risultato assolutamente eco-sostenibile e, pertanto, potrà puntare alla creazione di un polo turistico-ricettivo attraverso la realizzazione di un parco agricolo insistente lungo il torrente Misiliscemi, che geograficamente lega tutte le contrade. La nuova entità comunale migliorerà la qualità della vita dei misilesi, incidendo sul livello occupazionale e reddituale dei medesimi. Auguro prosperità ai cittadini misilesi, consapevole che l’autonomia contribuirà alla crescita economica, sociale e culturale della provincia di Trapani”.

Gianina Ciancio, deputata del M5S all’Ars, ha affermato: “Come Movimento abbiamo sempre avuto un grande rispetto per il risultato referendario, ma non possiamo non sottolineare che l’istituzione del Comune di Misiliscemi resti una scelta anacronistica, in un mondo che va verso l’accorpamento ed efficientamento dei servizi, e che apre un percorso tutto in salita e pieno di grossi punti interrogativi per il nuovo ente. Nutriamo non poche perplessità sugli effetti che questa decisione potrebbe portare, in primis, per il comune di Trapani, a causa delle inevitabili refluenze sui tributi e sui servizi, e della perdita di territori importanti, come quello su cui insiste l’aeroporto. Comunque, vale la regola che chi non va a votare ha sempre torto, e Trapani, purtroppo, paga duramente il fatto che la stragrande maggioranza dei cittadini non sia andata a votare in occasione del referendum. Vedremo ora se il governo sarà capace di portare a compimento questo percorso o se la legge rimarrà sulla carta”. La dichiarazione della deputata Ciancio ha motivato il voto di astensione del M5S.
Sergio Tancredi, deputato regionale di Attiva Sicilia, ha affermato: “Arriva a compimento un iter lunghissimo che ha avuto diversi passaggi e per diversi anni ha impegnato il comitato promotore del referendum. Speriamo che questa nascita possa determinare un notevole miglioramento della porzione territoriale da più anni, di fatto, abbandonata a se stessa. Auspichiamo che l’assessore al ramo adesso avvii immediatamente tutte le procedure per definire l’iter istitutivo di questo nuovo comune della provincia di Trapani. Dispiace che ci sia stato il tentativo finale attraverso il voto segreto di affossare un iter pluriennale che dà seguito a una chiara volontà popolare. Colpisce che tra i richiedenti del voto segreto ci siano tre esponenti del M5s che hanno fatto da stampella ai cinque richiedenti del Pd”.
Nemmeno il tempo di costituire il nuovo Comune di Misiliscemi che a Trapani il Movimento Cives ha reagito puntando ad accorpare i comuni di Trapani, Erice, Paceco e Valderice.
Su Facebook, nel blog del movimento rappresentato da Piero Spina si legge: “Chiediamo al Sindaco di Trapani il LUTTO CITTADINO!
E’ morta la politica. E’ morta per sempre una parte della storia della nostra città. Non esiste più una spiaggia cittadina, ci siamo staccati ancor di più dall’aeroporto, mancheranno all’appello oltre 7000 concittadini.
Trapani fanalino di coda, con Misiliscemi registra una sconfitta politico-amministrativa nel silenzio colpevole della politica.
Comprendiamo bene quale possa essere lo stato di scoramento di quella parte di Trapanesi e riteniamo fondate le loro doglianze. Ma non TEMIAMO neppure nell’assumere una posizione critica e dura rispetto alla creazione del nuovo Ente Comunale. Non pensiamo, infatti, che questa sia la soluzione corretta per poter porre rimedio ai disagi sofferti dalla nuova comunità e dalle frazioni in genere.
Una soluzione che se allargata ad ogni periferia condurrebbe a circostanze amministrative aberranti!
E se, fra le tante, anche Villa Rosina chiedesse di diventare Comune? Oppure San Giuliano?
Ognuno, per la propria parte, dovrà assumersi le responsabilità, nessuno escluso, tutti i cittadini Trapanesi ma anche i Misilesi che hanno sempre votato ed eletto i loro rappresentanti.
I maggiori responsabili, però, sono i consiglieri che nel 2015 votarono a favore della scissione ed hanno, con tale voto, dato vita a Misiliscemi ed alla, già folta, fabbrica dell’incapacità POLITICA!
Puntiamo a creare un grande territorio, che comprenda tutte le odierne realtà amministrative locali, quali Erice, Valderice, Trapani e Paceco. Un unico Grande Comune, che nel rispetto delle identità territoriali, riesca finalmente a dare quella uniformità nella gestione e nella programmazione politica. Ridiamo vita e speranza a questo Territorio!”
Il Movimento Cives subito puntato l’indice in direzioni opposte estendo la proposta di avviare le pratiche per la fusione di Trapani e Erice attraverso un Comitato promotore che nasca dal basso già avanzata dal presidente del Circolo di Trapani di Fratelli d’Italia, Christian Farsaci, e dal consigliere comunale di Erice Giuseppe Vassallo.
La proposta demagogica e provocatoria non tiene conto delle esigenze degli abitanti che vorrebbero le istituzioni più presenti sul territorio, motivo che ha spinto i misilesi a creare un nuovo comune staccandosi da Trapani.
In questa circostanza è doveroso ricordare che, durante il fascismo, il comune di Paceco venne accorpato a Trapani per finalità politiche. Allora, il regime fascista mal tollerava la roccaforte socialista di Paceco capeggiata da Pietro Grammatico e Giuseppe Paesano.
Oggi c’è l’esigenza sempre più sentita di fare politica al servizio dei cittadini non solo in quel territorio. I misilesi hanno saputo dimostrarlo con ferma determinazione e perseveranza per la nascita del comune di Misiliscemi.

 

Salvatore Rondello

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