martedì, 18 Giugno, 2019

Montaigne, addio. Anzi, arrivederci… Una sfida alla politica gridata del nostro tempo

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Ho dedicato a Michel de Montaigne (1533-1592), libero pensatore francese, una raccolta di articoli pubblicati tra il 2013 e il 2018 dalla rivista “Mondoperaio”. Nella pubblicazione – che è edita dai “Quaderni di Lettera”, periodico del Circolo Riccardo Lombardi – appare un riferimento esplicito a quel personaggio con una scheda di lettura che il direttore ha appropriatamente intitolato Rileggere Montaigne (“Mondoperaio”, n.7-8/2017); l’addio si riferisce alla nostalgia per le modalità e i contenuti della sua ricerca, sempre problematica e ricca di sapiente incredulità: in tempi di lavaggi dei cervelli e difake news sarebbe un bell’antidoto.

In queste pagine ho provato – si parva licet componere magnis – a commentare avvenimenti, personaggi, storie del passato e del nostro tempo con il metodo di Montaigne: cercando di leggere molto, traendo – come lui – «profitto dai ragionamenti e dalle idee» dei più grandi di noi. Come è giusto che sia e come è diventato esplicito nella vita intellettuale da quando il filosofo medievale Bernardo di Chartres coniò l’espressione che ci rappresenta come ”nani sulle spalle dei giganti”, non tanto per copiare i grandi pensatori del passato remoto e prossimo ma per prenderli a modello e – ponendoci sulle loro spalle – provare a guardare più avanti e giungere a migliorare conoscenze e prospettive umane. Con l’umiltà tuttavia di accettare che solo grazie agli altri giungiamo ad una consapevolezza e forse ad una saggezza che non avremmo mai raggiunto da soli. Per poi riuscire ad ammettere – ecco il grande magistero di Montaigne – che le nostre conoscenze, i nostri punti di vista, sono sempre parziali e che «non c’è niente di peggio al mondo di coloro che credono di sapere»: di qui il consiglio di coltivare l’arte del dubbio e l’elogio che Montaigne fa di Socrate, il quale «sa di non sapere», con l’invito infine a non prenderci troppo sul serio.

Moderno scettico, convinto che non ci siano verità assolute, e quindi pronto a ravvedersi quando necessario, Montaigne ci induce benevolmente ad essere aperti alla rettifica delle nostre convinzioni. Così anche la nostalgia accennata all’inizio – con quell’addio quasi rassegnato a Montaigne – può trasformarsi in una speranza, in un arrivederci: contando di trovare anche nel nostro tempo – come proponeva Norberto Bobbio nel suo saggio Politica e cultura – il modo di riflettere dubitando, di giudicare con misura, senza abbandonarsi a soluzioni affrettate e alle verità di una parte sola, dunque con spirito critico, con volontà di dialogo, consapevoli della complessità delle cose.

Allora arrivederci, signor de Montaigne, nostro maestro, nostro fratello.

Nicola Zoller


Rousseau e lo Stato etico – mondoperaio 1/2013
Il riformismo di Latouche – mondoperaio 11/2013
Sartori. Che cos’è la democrazia – mondoperaio 5/2014
Matteotti. Il pellegrino del fare – mondoperaio 6/2014
2000-2015. Celebrazione di un latitante – mondoperaio 1/2015
Padri e figli. L’aspettativa di Telemaco – mondoperaio 3/2015
Rosmini. Il santo proibito – mondoperaio 7-8 /2015
Craxi. Un destino cercato – mondoperaio 1/2016
Comunitarismo e socialismo liberale – mondoperaio 3/2016
Cesare Battisti. Un eroe conteso – mondoperaio 5/2016
Auschwitz. L’angelo dagli occhi tristi – mondoperaio 11/2016
Mani pulite. Venti (cinque) anni dopo – mondoperaio 2/2017
Populismo. Cristo e Barabba – mondoperaio 4/2017
Rileggere Montaigne – mondoperaio 7-8/2017
Bolscevichi. La rivoluzione contro il socialismo – mondoperaio 10/2017
La sinistra 30 anni dopo. Giustizialismo, E. Scalfari & C. – mondoperaio 4-5/2018
Il Sessantotto bifronte – mondoperaio 9/2018
Grande Guerra. L’inevitabile e l’imprevedibile -mondoperaio 11/2018
APPENDICE
‘Memento’ controcorrente. Grande Guerra, racconto maccheronico
giornale “Trentino”, 30 novembre 2019

Socialisti trentini

 

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