domenica, 26 Maggio, 2019

Monte dei Paschi di Siena: 4600 licenziamenti in arrivo. Il titolo vola in borsa e i sindacati bocciano il piano industriale

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Un copione già visto. Taglio dei costi, chiusura di circa 400 filiali, vendita degli asset non utili alle nuove strategie del Gruppo. Tutto per ripartire più “leggeri” con una banca “proiettata nel futuro” e non legata dai famosi lacci e lacciuoli. Questo, in buona sostanza, lo spirito del Piano industriale 2012-2015 varato dalla storica banca Monte dei Paschi di Siena, e illustrato ieri dal presidente Alessandro Profumo e dall’amministratore delegato Fabrizio Viola come risposta alle richieste di capitalizzazione avanzate dall’Autorità Bancaria europea.

BUSSANO ALLA PORTA DELLO STATO – Per far fronte alla richiesta dell’Eba, che prevede una ricapitalizzaizone per 3,3 miliardi di euro, il gruppo MPS è, prima di tutto, dovuto ricorrere all’aiuto di Stato. Il Consiglio dei Ministri ha, infatti, autorizzato una nuova trance di “Tremonti Bond fino a un massimo” di 2 mld: il Monte potrebbe utilizzarne fino a 1,5 mld oltre ai 1,9 già usati. L’obiettivo del piano è anche quello di rimborsare questi soldi nel 2015, azzerando la dipendenza dalla liquidità della Bce.

IL “COSTO” DEI POSTI DI LAVORO – Il piano prevede il ritorno all’utile solo nel 2015: ma quello che più preoccuopa è la “diminuzione dei costi operativi” di 565 mln: tradotto in soldoni, sono 4.600 i posti di lavoro a cadere vittima dell’operazione. La cessione di asset “costerà” 1200 dipendenti, la razionalizzazione del Gruppo e l’esternalizzazione delle attività di back-office altri 2.300, oltre al taglio di circa 100 dirigenti. Nuvole nere all’orizzonte: Profumo e Viola, già in serata, hanno avviato il confronto con i sindacati. Il coordinamento Rappresentanze sindacali autonome, come prima reazione, ha “bocciato” senza mezzi termini le decisioni dei vertice.

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3 commenti

  1. mario pusceddu on

    era ora hanno licenziato da ogni parte ,e chi ha fatto il danno (le banche ) li nessuno ha perso il posto
    4600 spocchiosi in meno che giravano foglietti e consigliavano truffe .Ora forse dovranno trovarsi un lavoro (onesto)

  2. Matteo Scarpa on

    In risposta al nostro carissimo Mario Pusceddu,qui di seguito cercherò di riassumere in poche righe la Storia di mia madre direttore mps,forse ex.
    L.S 36 anni di contributi dall’età di 22 anni al mps,3(tre) promozioni negli ultimi 6 anni,zero(0) aumenti in busta come da c.n.l. 12 ore lavorative giornaliere 5(cinque) città cambiate negli ultimi 10 anni compenso buoni pasto giornaliero euro 1.89. Lavoro che ha tenuto mia madre lontana dalla famiglia per lunghi periodi e con enormi sacrifici…..etc etc.
    Penso che chiunque,non solo mia madre che ha dedicato spirito di sacrificio,onestà e professionalità a qualsiasi mansione lavorativa,non meriti di essere additata dal primo ignorante di turno come “truffatore gira foglietti”.
    Buona serata ad intelligenti e meno.

  3. è ora che i bancari subiscano pure loro i costi della crisi, categoria da sempre iperprotetta…è finita l’epoca dei salvataggi a spese della collettività, se la prendano con i loro “illuminati vertici” fatti da incompententi al massimo livello e la criosi innescata dalle banche nonchè la vicenda MPS lo dimostra in pieno…non c’è categoria manageriale peggiore in termini di competenza dei dirigenti bancari, spesso anche iperpagati…lo stesso dicasi dei bancari tout court, degni figli di cotanti padri…che soffranno pure loro…

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