lunedì, 20 Maggio, 2019

Montenegro: il futuro di una giovane Repubblica

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Il Montenegro è definito Repubblica parlamentare semipresidenziale ma, con senso ironico, potrebbe essere considerato come una “monarchia”. La longevita’ politica del suo Presidente, Milo Dukanovic, infatti, ha raggiunto traguardi ragguardevoli. Esponente del socialismo reale di comunista memoria, e’ stato eletto alla guida del Montenegro (allora noto come Crna Gora) alla fine degli anni 90 per poi essere confermato come Primo Ministro o Presidente (c’e’ il limite di due mandati consecutivi) fino alla ultima rielezione del giugno 2018 con la maggioranza assoluta del 53%.

In questi anni e’ profondamente mutato il quadro politico ed economico e la collocazione internazionale. Da comunista Dukanovic è divenuto socialdemocratico (il suo partito è largamente primo nei consensi). Il Montenegro nel 2006, in maniera soft con un referendum, proposto dallo stesso leader, ha raggiunto l’indipendenza dalla Serbia. Da Stato profondamente legato alla Russia, si e’ distinto per le posizioni europeiste e filoccidentali fino ad arrivare due anni fa all’adesione alla Nato, al riconoscimento del Kosovo e da anni all’adozione dell’euro ( che pur non essendo ancora entrato nell’ Unione Europea e’ diventato moneta ufficiale dello Repubblica.) Si e’ poi avviata una fase di privatizzazione (che le opposizioni definiscono di svendita ) delle risorse economiche sia sul piano delle materie prime che su quello turistico. Sul piano energetico, nei rapporti con l’ Italia , vi e’ stata la costruzione dell’ elettrodotto tra i due Paesi da parte della Terna. Ma e’ sul piano turistico che l’economia del Montenegro e’ veramente decollata. Sulle splendide coste dell’Adriatico ci sono stati investimenti massicci sia dal punto di vista edilizio (con interventi con rischio di cementificazione delle coste come nel caso di Budva) , sia dal punto di vista alberghiero e ristorativo, sia dal punto di vista dei servizi (come nel caso dei porticcioli per grandi yacht). Anche il settore della pesca nonostante, nonostante una certa inadeguatezza dei mezzi marini, ha fatto grandi passi in avanti soprattutto nel settore della cattura dei tonni, della mitilicoltura e dell’ ostricoltura. Specialmente sulla costa e’ presente una piccola ma dinamica Comunita’ italiana perfettamente inserita nella vita sociale e istituzionale della Repubblica- che ha la sua sede a Kotor (Cattaro), bellissima cittadina piena, come anche altri luoghi sul mare, di ricordi e vestigia della dominazione della Repubblica Serenissima di Venezia. La comunità, prima presieduta da Paolo Perugini e ora da Sasa Dender, svolge una importante funzione di raccordo con l’Italia non soltanto promuovendo e organizzando appositi corsi per la conoscenza della lingua italiana (in questa terra ove si parla soprattutto inglese), ma anche essendo soggetto di progetti di cooperazione allo sviluppo. Aiutata in questo anche dall’azione della Universita’ popolare di Trieste e dall’ Unione degli italiani dell’Istria e della Dalmazia nonché da alcune associazioni del Fvg e del Veneto.

In questo contesto si inseriscono le insoddisfazioni di coloro, soprattutto giovani, che vorrebbero un cambio di rotta con una piu’ marcata attenzione verso i problemi sociali e della partecipazione amministrativa, con un cambio e un rinnovamento della direzione politica. Sono questi i motivi di alcune manifestazioni di protesta che si sono svolte recentemente nella capitale Podgorica. Si trattera’ di vedere se Milo Dukanovic ancora una volta riuscirà a riaffermare la sua leadership che sembra inossidabile.

Alessandro Perelli

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