martedì, 24 Novembre, 2020

Montenegro, verso il primo Governo senza socialisti

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In Montenegro il Premier incaricato Zdravko Krivokapic, leader della formazione filoserba “Per il futuro del Montenegro” ha dichiarato che entro l’undici novembre sarà presentato al Parlamento il nuovo Governo, che sarà il primo, dopo il raggiungimento dell’indipendenza, a non vedere protagonisti e presenti i socialisti di Milo Dukanovic, attualmente Presidente della Repubblica. In questi giorni Krivokapic è impegnato a trovare i necessari equilibri all’interno della coalizione che ha vinto le ultime elezioni politiche. Ma non solo. Vista la strettissima maggioranza di cui dispone per ora in Parlamento (41 seggi su 81) cerca di acquisire i voti delle minoranze presenti. Di qui l’incontro con una delegazione del Partito Bosniacco e con il Partito Albanese con la proposta di farli entrare nel Governo. Krivokapic si è anche rivolto alla minoranza musulmana del Paese, spaventata da atti ostili verificatisi in alcune zone del Montenegro per rassicurarla che si farà garante della libertà religiosa di tutti. I socialisti ovviamente non stanno con le mani in mano ben sapendo che Krivokapic non può sopportare neanche una defezione nei suoi voti di maggioranza in Parlamento e cercano di alimentare delle divisioni nei tre partiti che formano la coalizione incaricata di governare. I temi più caldi riguardano non tanto la volontà di aderire all’Unione Europea, che rimane obiettivo comune ed è stata ribadita dal Premier incaricato al Commissario Europeo per l’allargamento Oliver Verhelyi in visita a Podgorica, quanto la netta scelta filoatlantica di Dukanovic e la differenziazione con la Serbia soprattutto per il riconoscimento del Kosovo. Sembra però che questi tentativi finora non abbiamo dato alcun risultato e anche nel voto per la Presidenza della Camera l’unità dei tre partiti che hanno scelto Aleksa Becic è stata confermata. Vedremo nei prossimi giorni se la coabitazione tra il Presidente della Repubblica Milo Dukanovic e il nuovo Governo di Krivokapic sarà incanalata su quei binari costituzionali corretti previsti da una democrazia consolidata come dovrebbe essere quella della giovane Repubblica montenegrina. Frattanto hanno suscitato una certa sorpresa le informazioni provenienti dalla Banca Centrale di Podgorica che rilevano come il Paese che maggiormente ha investito in Montenegro nell’ultimo anno, sia stata la Cina. Soldi cinesi che hanno acquisito società e immobili oltreché finanziare grandi infrastrutture stradali e autostradali. Sono lontani i tempi in cui questo primato era detenuto dalla Russia soprattutto per gli investimenti nel settore turistico con l’acquisto addirittura di pezzi della splendida costa e la realizzazione di grandi alberghi. Un cambiamento importante che dimostra il grande interesse di Xi Jimping e del regime comunista cinese per questo territorio così strategicamente importante. Rimane comunque l’Italia il secondo Paese per quantità degli investimenti, sicuramente nel settore energetico ma anche in quello turistico, del legno e agricolo con particolare riferimento ai piccoli frutti. Senza dimenticare la operosa presenza di una piccola ma dinamica Comunità italiana con sede a Kotor (Cattaro) che tiene alto l’interesse in Montenegro per la cultura e la lingua italiana non dimenticando il periodo in cui la Repubblica marinara di Venezia , di cui vi sono ancora varie vestigia monumentali, estendeva fino a qui la sua giurisdizione.

Alessandro Perelli

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