sabato, 16 Gennaio, 2021

Maraio, Nencini e Valdo Spini ricordano Giorgio Morales

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“Con Giorgio Morales scompare un uomo delle istituzioni, un socialista appassionato, un Sindaco che ha lasciato il segno nel suo ‘passaggio’ a Palazzo Vecchio”. E’ Il ricordo di Enzo Maraio, segretario del Psi, di Giorgio Morales, l’ex sindaco socialista di Firenze scomparso ieri all’età di 88 anni. “Fu primo cittadino della sua amata Firenze, città con la quale ebbe un rapporto strettissimo, negli anni difficili e complessi di Tangentopoli – ricorda Maraio – ma guidò una giunta che non fu mai sfiorata dalle inchieste. Un uomo retto, un galantuomo”.
È morto Giorgio Morales, compagno fiorentino di prima fila, nato nel 1932. Socialista fin da ragazzo e negli anni più difficili, è stato a lungo assessore alla cultura di Palazzo Vecchio, prima di diventarne primo cittadino, e dal 2004 era stato difensore civico della Regione Toscana.
“È morto Giorgio Morales, sindaco di Firenze in un frangente difficile e ottimo Difensore Civico della Regione Toscana. Ha incarnato per mezzo secolo la sinistra riformista nella sua città. Un socialista colto, preparato, figlio di una tradizione che si ricollegava a Calamandrei, a Ramat, alla cultura azionista.
Gli ho chiesto consigli fino a poco tempo fa. Me ne ha sempre dati di buoni”, scrive su Facebook il senatore Riccardo Nencini, presidente Commissione Cultura Senato.
Sempre su Facebook il ricordo di Valdo Spini, presidente dell’Associazione delle Istituzioni Culturali Italiane (AICI): “La notizia della scomparsa di Giorgio Morales mi rattrista profondamente. L’ho conosciuto fin dal 1962, quando mi iscrissi al Psi e lui era un giovane e brillante assessore alla provincia di Firenze. Insieme abbiamo militato nella sinistra socialista, insieme siamo entrati nel 1975 nel consiglio comunale di Firenze, lui assessore, io capogruppo Psi. Quando nel 1989, l’allora sindaco Massimo Bogianckino dovette lasciare perché colpito da infarto sostenni la sua candidatura alla successione e lui mi chiese per un anno di ricoprire il ruolo di assessore alla cultura per presiedere alle celebrazioni del V centenario della scomparsa di Lorenzo il Magnifico. Nel 1990 si ricandidò e fu rieletto. Le travagliate vicende della crisi e dello scioglimento del Psi ci divisero, ma intatta rimase la stima e l’affetto personale.
Giorgio Morales era nato per fare l’amministratore: intelligente, preciso, scrupoloso ed onesto. Credo che Firenze lo possa ricordare come uno dei suoi grandi Sindaci”.

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