martedì, 18 Giugno, 2019

Moreno Menotti
Marche, il dibattito sulla legge elettorale

0

Nelle Marche si è aperto un ampio dibattito sulla riforma della legge elettorale regionale. I consiglieri socialisti Rapa e Pieroni ne sono tra protagonisti. Un’occasione per riflettere anche sulla parità di genere.

Sono ben sei le proposte di riforma della legge elettorale regionale delle Marche si va dalla minimale introduzione della preferenza di genere alla più ampia revisione dei collegi elettorali, l’introduzione del ballottaggio ed il voto disgiunto per l’elezione del Presidente.

I consiglieri socialisti Boris Rapa e Moreno Pieroni hanno presentato una proposta organica e complessiva che introduce sia la preferenza di genere che un minimo del 40% della presenza di genere nelle liste. Ma soprattutto la proposta tende a riportare l’elettore maggiormente al centro della scelta sia dei consiglieri regionali che del presidente della regione, responsabilizzando maggiormente i partiti nella selezione dei candidati: questo si ritiene possa ottenersi con l’introduzione del voto disgiunto, la previsione di un collegio unico regionale, il ballottaggio per l’elezione del presidente se al primo turno nessun candidato presidente superi il 50% dei consensi. Inoltre l’introduzione di quattro preferenze nel rispetto della parità di genere tende ad ampliare la possibilità di scelta dell’elettore. E’ attraverso la qualità dei candidati, il livello della proposta dei partiti, che si vuole e si deve recuperare la disaffezione degli elettori.

Appare quindi singolare che, pure con l’anticipo con cui è iniziata questa importante discussione, si voglia da taluni porre in votazione la sola preferenza di genere nell’elezione dei consiglieri regionali.

L’introduzione della parità di genere, stimolata anche dalla legislazione nazionale, è tristemente doverosa in un contesto in cui la piena parità è ancora non raggiunta, ma certo rischia di costituire anche una sorta di pregiudizio, una riserva. Mi chiedo pertanto perché non fare un passo ulteriore e pieno con l’introduzione della parità di genere anche per l’elezione diretta del Presidente (e del Sindaco)? Ma qui il voto non potrebbe essere “ad adiuvandum”, in concorso, ma necessariamente alternativo: forse a questo punto i sostenitori della parità potrebbero non essere più gli stessi.

Moreno Menotti

 

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply