domenica, 8 Dicembre, 2019

Napoli. La Whirlpool se ne va. Altro fallimento di Di Maio

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Di Maio, da ministro dello sviluppo economico del governo appena andato in soffitta, aveva garantito che lo stabilimento Whirlpool di Napoli non avrebbe traslocato. Ma le cose sono andate diversamente. A nulla sono valsi i 16,9 milioni stanziati con decreto dal primo governo Conte: secondo Whirlpool, l’unica soluzione alla vertenza che ha investito a giugno scorso lo stabilimento di Napoli è la cessione del ramo d’azienda. La società americana era stata chiara nelle scorse settimane, nonostante il pressing del ministero dello Sviluppo economico e dei sindacati che hanno sperato fino all’ultimo in una soluzione che non prevedesse la riconversione del sito: i soldi stanziati dal governo precedente non bastano, e l’unica alternativa al licenziamento dei 412 lavoratori dello stabilimento di Napoli è cedere. Mancava solo l’annuncio ufficiale, arrivata ieri. È un altro fallimento del defunto governo gialloverde. Whirlpool è la prima della lunga lista delle oltre 150 crisi industriali non risolte che l’ex capo del Mise Luigi Di Maio, trasferitosi ora alla Farnesina, ha lasciato sul tavolo del suo collega di partito Stefano Patuanelli.

La multinazionale degli elettrodomestici, dopo più di un anno di tavoli di incontri, sit-in e proteste dei lavoratori, ha annunciato la vendita del sito di Napoli, con 410 lavoratori, alla startup Passive Refrigeration Solutions (Prs), con sede a Lugano, che produce container refrigeranti. Whirlpool lo aveva detto da tempo di voler andare via dall’Italia perché lo stabilimento era in perdita. Di Maio aveva provato a tenerli in Campania, offrendo un contentino nel “decreto imprese“, nel pieno della crisi di governo, ma senza un piano per rilanciare lo stabilimento. I 16,9 milioni di euro offerti come sgravi annui erano stati rimandati al mittente attraverso una nota stampa della società: “Non servono a garantire a lungo la sopravvivenza dello stabilimento. Manca una missione produttiva”.

Gli stessi sindacati avevano ammesso che il “decreto imprese” non bastava. E che la norma era scritta male, senza una cifra strutturale concordata con l’azienda e la previsione di investimenti per rilanciare il sito

L’amministratore delegato lo ha annunciato nell’ultimo incontro del 17 settembre al Mise. E il veloce cronoprogramma di cessione dimostra tutta la fretta di lasciare Napoli. L’operazione con Prs vale 20 milioni di euro, è già stata avviata e si concluderà entro fine ottobre con efficacia dal primo novembre, spiega Whirlpool, assicurando che saranno garantiti i livelli occupazionali. Ma i lavoratori non ci stanno. Arrivati in corteo da Napoli, hanno protestato sotto le finestre del Mise, annunciando poi lo sciopero e una manifestazione nazionale.

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