giovedì, 28 Maggio, 2020

Napolitano prova a rimettere insieme i cocci del Paese, il Pd quelli del partito

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Napolitano-consultazioniUna lunga giornata di consultazioni “lampo”, in quanto brevi e concentrate, nonché singolari poiché si realizzeranno in un solo giorno. Dopo il giuramento solenne di ieri, il rieletto capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha già iniziato gli incontri al Quirinale, necessari per trovare la quadra indispensabile nella formazione di un governo che dovrebbe nascere sulla linea guida tracciata dal lavoro dei dieci «saggi» che hanno elaborato un programma di possibili riforme istituzionali e di interventi rapidi in ambito economico. Il primo colloquio è stato con il presidente del Senato, Pietro Grasso, cui è seguito quello con il presidente della Camera, Laura Boldrini. Nel corso del fitto calendario di consultazioni, Napolitano avrà modo di incontrare anche il presidente Emerito della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Il Pd sarà l’ultimo partito, la cui ancora indefinita delegazione incontrerà il capo dello Stato nel tardo pomeriggio, mentre la direzione del partito democratico è stata anticipata di un’ora, dunque alle ore 16.

LE CONSULTAZIONI LAMPO DELLA MATTINA – Stamane, dopo i due presidenti del Parlamento, il capo dello Stato ha incontrato i capigruppo parlamentari e non i leader di partito. Napolitano ha ricevuto il presidente del gruppo Misto del Senato, Loredana De Petris, e quello della Camera, Pino Pisicchio secondo il quale l’incarico «verrà dato tra pochissime ore». E stata poi la volta di “Rappresentanza parlamentare” della “Sudtiroler Volkspartei”, mentre a partire da mezzogiorno sono giunti al Colle gli esponenti del Senato e della Camera della minoranza linguistica della Valle d’Aosta, Albert Lanièce e Rudi Franco Marguerettaz. È stato poi il turno di Giorgia Meloni, numero uno del gruppo parlamentare della Camera “Fratelli d’Italia”, poi del presidente del gruppo parlamentare del Senato “Grandi Autonomie e Libertà”, Mario Ferrara, del presidente del gruppo “Per le Autonomie (Svp, Uv, Patt, Upt – Psi), Karl Zeller e infine, a chiudere le consultazioni della mattina è stato Gennaro Migliore, presidente del gruppo Camera “Sinistra Ecologia Libertà (Sel). Questi, con Sel, ha ribadito il “no” alla fiducia per un governo di larghe intese.

LE CONSULTAZIONI LAMPO POMERIDIANE – A partire dalle ore 16.30 Napolitano incontrerà i capigruppo di Senato e Camera degli altri partiti. In particolare quelli di “Lega Nord e Autonomie”, rispettivamente Massimo Bitonci e Giancarlo Giorgetti; di Lista Civica, Mario Mauro e Lorenzo Dellai; presidenti dei gruppi parlamentari del Senato e della Camera del MoVimento 5 Stelle, Vito Crimi e Roberta Lombardi, che potrebbero anche non salire al Colle. E ancora, alle 18 i capigruppo di Senato e Camera del Pdl, rispettivamente Renato Schifani e Renato Brunetta. L’ultimo incontro è previsto con i rappresentanti del Pd, Luigi Zanda – capogruppo al Senato – e Roberto Speranza alla Camera.

PD, DIREZIONE ANTICIPATA ALLE 16 – Il partito democratico dovrà decidere quale linea seguire: se quella di un governo del presidente oppure un esecutivo capitanato dai “big”. Un’ipotesi che sembra piacere al Pdl che gradirebbe nomi di peso del partito, e che non rifugge nemmeno l’opzione di Renzi. Per Sandro Bondi, infatti, un incarico al sindaco di Firenze «sarebbe un vero segno di cambiamento». Nel frattempo il giovane turco Matteo Orfini, membro uscente della segreteria, ha reso noto non solo di votare “no” a un governo Pd-Pdl «perché il voto di fiducia è un voto di coscienza», ma anche di voler candidare Renzi a premier, il quale però prende subito le distanze, dichiarando: «Mai segretario di questo Pd». Gli ha fatto eco, il capogruppo alla Camera, Roberto Speranza che detto: «Non c’è alcun veto».

Silvia Sequi

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