venerdì, 30 Ottobre, 2020

Narendra Modi è ormai il vero padrone dell’India

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È ormai diventato il vero padrone dell’India il Premier Narendra Modi. Giunto al suo secondo mandato ha consolidato nel Parlamento la predominanza del suo partito, il Bharatija janata party e la sua popolarità nei sondaggi è arrivata al 75%. Ma il paradosso è che il Paese sta attraversando una crisi economica rilevante e la pandemia da coronavirus fa registrare ormai più di sei milioni di contagiati e centomila decessi.

 

Cifre spaventose che testimoniano la pessima gestione dell’ infezione. Del resto mancano medici e medicine, gli ospedali sono poco attrezzati tecnologicamente e il Governo ha aumentato di poco la spesa sanitaria nell’emergenza anche se ha provveduto a costruire un nuovo ospedale, già insufficiente, a Nuova Delhi. Le restrizioni prese non sono state rispettate e i contagi sono dilagati. Le illusioni di qualche anno fa che parlavano di un possibile forte sviluppo economico hanno lasciato il posto alla realtà di questi giorni con una forte contrazione del PIL e dalla produzione agricola e industriale. Ciò nonostante Modi continua a governare indisturbato e aumenta progressivamente il suo potere.

 

L’opposizione e cioè il Partito del progresso è letteralmente in mano alla famiglia Nehru Gandhi ormai da cinque generazioni ma il carisma di Indira è ormai solo un ricordo e i seggi in Parlamento si sono ridotti a una cinquantina sui 543 componenti. Ma è la proposta politica che manca mentre il Bjp riesce progressivamente ad aumentare il suo consenso con iniziative di stampo sovranista e nazionalista che riescono a coinvolgere la popolazione. E’ il caso delle tensioni con la Cina con la quale in Tibet e sui confini sulla catena dell’Himalaya si sono ripetuti scontri armati con vittime che da un lato hanno dimostrato la volontà espansionistica del regime comunista di Xi Jimping, dall’altro vengono usati da Modi per rinfocolare il sentimento nazionale anche se Pechino rimane il terzo partner commerciale dell’India.

 

Ma la priorità di Modi è la promozione della religione hindu nettamente predominante nel Paese e la penalizzazione delle altre confessioni , in particolare quella musulmana con una legge sulla cittadinanza che ha declassato gli appartenenti a questa religione a cittadini di seconda categoria togliendo l’ autonomia amministrativa a quegli stati come Jammu e Kashmir dove i musulmani erano maggioranza. Amnesty International ha fatto sapere di aver cessato la sua attività in India per le continue vessazioni del Governo nei suoi confronti con, tra l’altro, il blocco dei suoi conti correnti , il che impedisce il pagamento del personale. E parla chiaro anche l’ultima proposta legislativa del suo partito che diventerà un legge alla prima seduta di riapertura del Parlamento dopo il blocco per coronavirus: la riduzione ai minimi termini della maternità surrogata che in India era spesso una risorsa per combattere la povertà. Una scelta etica ma anche propagandistica e di arma politica proprio nella scia del pensiero induista.

Dio, Patria e Famiglia potrebbe essere la riscoperta storica di Narendra Modi.

Alessandro Perelli

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