giovedì, 25 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Naspi e maternità, come chiederle. Pensioni più leggere nel 2021

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Previdenza
PENSIONI PIU’ LEGGERE NEL 2021
Notizie non buone per i pensionati 2021. Da quest’anno infatti ci sarà una riduzione dell’assegno, a causa dell’aggiornamento dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo. Secondo i calcoli della Uil, si potrebbero perdere fino a 170 euro all’anno per i trattamenti pensionistici più elevati.
Effetti sul calcolo contributivo
La decurtazione dell’importo mensile riguarderà, in particolare, i lavoratori che accedono al trattamento previdenziale in base al solo metodo di calcolo contributivo. Per chi va in quiescenza con il sistema misto (ovvero coloro che avevano meno di 18 anni di contributi alla fine del 1995) il taglio è meno netto perché ci sarà una parte della pensione liquidata con il sistema di calcolo retributivo.
L’ammontare della prestazione pensionistica di alcuni soggetti cambia in riferimento ai coefficienti di trasformazione cui si ricorre unicamente per la modalità di computo contributivo. Il coefficiente viene cambiato in relazione all’adeguamento alla speranza di vita con effetti sull’importo del trattamento previdenziale. Ciò perché i coefficienti di trasformazione decrescono in misura progressiva per bilanciare le ricadute positive che l’allungamento della vita avrebbe sul rateo.
Come variano gli assegni
Secondo i calcoli della Uil, i tagli comporteranno una decurtazione degli assegni compresa tra i 100 e i 170 euro per il rateo mensile per tutti quei pensionati che godranno di una pensione liquidata integralmente con il sistema di calcolo contributivo.
I neopensionati che vanno incontro alle riduzioni sono ad esempio coloro che scelgono l’uscita con Opzione donna. In termini economici, la lavoratrice che accede nel 2021 alla pensione all’età di 67 anni riceverà 101 euro in meno su un assegno mensile lordo di 1.500 euro. In questo modo l’importo totale che per il 2020 era di 19.614 euro, passerebbe a 19.513.
Se, ovviamente, cresce l’importo mensile sale anche la quota tagliata. Sempre a causa dell’abbassamento dei coefficienti di trasformazione, chi matura il diritto a un rateo mensile di 2.000 euro lordi perderà all’incirca 136 euro sull’importo complessivo previsto per il 2021 se rapportato a quello del 2020.
Con una pensione di 2.500 euro lordi al mese la differenza annua, sempre a 67 anni, per l’uscita è di 170 euro. Più elevato è il valore lordo della rata pensionistica, più alta sarà la contrazione subita corrispondente e conseguente.
Con un’uscita dal lavoro verso la pensione a un’età più bassa, ad esempio a 62 anni, si perdono quest’anno in confronto all’anno scorso circa 70 euro lordi l’anno per chi ha 1.500 euro al mese di pensione, 94 per chi ha 2.000 euro lordi e 117 per chi ha 2.500 euro lordi circa.

 

Come comportarsi
MATERNITA’ DURANTE LA NASPI
E’ interessante verificare se e in quale modo si conciliano le norme che tutelano il diritto al congedo di maternità e quelle relative all’indennità economica di disoccupazione. Iniziamo con il fare chiarezza su quello che dice la Legge e rispondiamo ai dubbi più comuni delle future o neo mamme che percepiscono la Naspi.
Disoccupazione e maternità: le definizioni a norma di legge
Sul sito dell’Inps si legge che “La Nuova Assicurazione sociale per l’impiego (Naspi) è una indennità mensile di disoccupazione, istituita dall’articolo 1, decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 22 – che sostituisce le precedenti prestazioni di disoccupazione Aspi e MiniAspi – in relazione agli eventi di disoccupazione involontaria che si sono verificati a decorrere dal 1° maggio 2015”.
Tale sussidio sociale viene corrisposto su domanda del lavoratore disoccupato che percepisce la Naspi a partire dall’ottavo giorno successivo alla cessazione del rapporto di lavoro, qualora la richiesta sia stata presentata entro 8 giorni, oppure entro e non oltre il termine massimo previsto dalla Legge se l’istanza è stata inoltrata dopo l’ottavo giorno.
Con congedo di maternità invece si intende il periodo di astensione dal lavoro nel periodo di gravidanza, durante il quale la lavoratrice ha diritto a percepire un’indennità economica in sostituzione della retribuzione. Si tratta di un “periodo protetto” della durata di 5 mesi durante i quali la donna che lavora non può essere licenziata.
La Legge di Bilancio 2020 ha stabilito le seguenti tre modalità per usufruire del congedo di maternità:
2 mesi prima più 3 mesi dopo la data presunta del parto
1 mese prima più 4 mesi dopo la data presunta del parto, la cosiddetta maternità flessibile
5 mesi dopo la data presunta del parto
Maternità in disoccupazione NASpI: quali sono i requisiti?
Vediamo adesso quali sono i principi che regolano la maternità durante la Naspi. Cominciamo col dire che l’indennità per congedo di maternità compete anche se la lavoratrice è disoccupata, a patto che siano soddisfatti i seguenti requisiti:
entro i 60 giorni: è il limite massimo di tempo ammesso dalla sospensione del lavoro fino all’inizio del congedo di maternità;
sopra i 60 giorni: l’indennità giornaliera di maternità viene erogata soltanto se la madre ha già diritto alla Naspi, ovvero al sussidio di disoccupazione.
Se nessuno dei due requisiti risulta perfezionato, ovvero sono passati più di 60 giorni e non è stata riconosciuta la Naspi, si ha diritto all’indennità per maternità solamente se sono trascorsi al massimo 180 giorni fra la risoluzione dell’ultimo contratto di lavoro e l’inizio del congedo di maternità. Inoltre la lavoratrice deve avere versato almeno 26 contributi settimanali nel biennio che precede il periodo di congedo. In tal caso, l’Inps riconosce per i 5 mesi di maternità un’indennità sostitutiva pari all’80% della retribuzione.
Maternità e disoccupazione: che succede in caso di dimissioni?
La Naspi in linea di principio è un indennizzo prefigurato per coloro che perdono il lavoro involontariamente, quindi a causa di un licenziamento o di dimissioni per giusta causa.
Per le donne in stato di gravidanza però, a tutela ulteriore, è stata fatta un’eccezione e quindi è possibile beneficiare della disoccupazione anche in caso di dimissioni senza giusta causa. Devono però sussistere due requisiti:
almeno 13 settimane di contributi nei 4 anni precedenti la cessazione del rapporto di lavoro;
30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi antecedenti l’inizio del periodo di disoccupazione.
Maternità anticipata in disoccupazione: ecco come funziona
La maternità anticipata rispetto ai tempi del congedo obbligatorio è un diritto volto a tutelare la salute della madre e del nascituro. Per questo motivo si estende ad un ampio numero di casistiche. Queste le categorie di lavoratrici che possono beneficiarne: dipendente pubblica / dipendente privata; lavoratrice occasionale / a progetto; libera professionista iscritta alla gestione separata Inps; associata in partecipazione di un’azienda; in stato di disoccupazione e percepente la Naspi.
Occorre però rammentare al riguardo che la concessione del congedo di maternità anticipato è subordinato alle seguenti, precise condizioni: stato di salute della futura mamma che può compromettere l’esito della gravidanza; lavoratrici in stato interessante che lavorano in un ambiente non salubre; mansioni che confliggono con la gravidanza, perché troppo gravose, oppure potenzialmente nocive.

 

Lavoratori agricoli
COMUNICAZIONE INDIVIDUALE PER VARIAZIONI GIORNATE LAVORATIVE
Il decreto-legge 17 luglio 2020, n. 76, cosiddetto decreto semplificazioni, nel facilitare l’erogazione di risorse pubbliche in agricoltura, ha disposto che la notifica ai lavoratori agricoli interessati dalla variazione del riconoscimento delle giornate lavorative intervenuta dopo la pubblicazione dell’elenco nominativo annuale, deve essere effettuata mediante comunicazione individuale a mezzo raccomandata, posta elettronica certificata o altra modalità idonea a garantire la piena conoscibilità.
Pertanto, con il messaggio Inps dell’11 gennaio scorso, n. 71, l’Istituto comunica la cessazione della pubblicazione degli elenchi nominativi trimestrali di variazione degli operai agricoli a tempo determinato.
Le Strutture territoriali dell’Ente assicuratore dovranno quindi provvedere a notificare con raccomandata o posta elettronica certificata le variazioni delle giornate intervenute dopo la predisposizione e la pubblicazione del primo elenco di variazione 2020.

 

Carlo Pareto

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