domenica, 17 Gennaio, 2021

NATALE CON I TUOI

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Dal 7 gennaio il Paese “ripartirà” sapendo di dover iniziare “una grande campagna di vaccinazione”. Lo afferma il ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia intervenendo a 5G Italy mentre il nuovo Dpcm, che verrà varato entro il 3 dicembre, prende forma. Il vaccino “non sarà obbligatorio anche se sarà ovviamente consigliato”, ha spiegato il ministro, indicando che “più persone faranno il vaccino più il Paese sarà in sicurezza”. Noi non possiamo permetterci la terza ondata – ha sottolineato Boccia – perché non vogliamo che una sola persona possa morire per covid nel corso del nuovo anno”, un auspicio ma comunque “dobbiamo limitare al massimo questo rischio. Queste ore son decisive per questo dpcm” che sarà “il più lungo” di quelli che hanno caratterizzato le nostre azioni in tempi di covid.

 

Oggi è anche il giorno in cui il ministro della Salute Roberto Speranza è intervenuto al Senato per illustrare le misure del prossimo Dpcm. “Per la stabilizzazione dei primi risultati c’è bisogno di altre settimane di sacrifici e poi di una cura di mantenimento. L’onda resta ancora molto alta quindi attenzione a non  scambiare un primo raggio di sole con scampato pericolo. Non facciamoci illusioni, se abbassiamo la guardia la terza ondata è dietro l’angolo”, ha detto il ministro della Salute, Roberto Speranza, illustrando al Senato le misure del prossimo dpcm e le linee guida del piano dei vaccini elaborato dal ministero, dal commissario straordinario per l’emergenza, dall’Istituto superiore di sanità e dall’Aifa.

“L’insieme delle misure che abbiamo adottato inizia a dare i primi incoraggianti risultati, l’indice Rt è passato da 1,7 a 1,08 in 4 settimane, sono fiducioso che possa scendere a breve sotto l’1. La situazione è ancora molto seria e nessuna sottovalutazione può essere ammissibile” ha poi spiegato il ministro. “Le misure che abbiamo messo in campo stanno funzionando – ha aggiunto – l’obiettivo del governo è piegare la curva senza un lockdown generalizzato”. “Le ordinanze sono scelte ispirate dal principio di precauzione  che hanno aiutato a ridurre il contagio e il numero dei nuovi casi. Il governo si è assunto la responsabilità di scelte difficili ma necessarie. Senza di esse la pressione sugli ospedali diverrebbe insostenibile” . Poi ha sottolineato: “L’impianto a colori sta funzionando. Al momento le Regioni tendono verso il giallo, ma possiamo subito intervenire”, ha aggiunto. “Ma se stiamo andando nella direzione giusta, l’altra verità è che c’è ancora una situazione moto complicata nel paese, perché contagi e decessi sono ancora elevati, così come la pressione sui posti letto. Oggi abbiamo 320 casi ogni 100 mila abitanti, un dato alto, la cifra per riportare sotto controllo la curva è 50 casi per 100 mila”.

 

Dobbiamo disincentivare gli spostamenti tra regioni il 25, 26 e primo gennaio e limitare anche gli spostamenti tra comuni. Dobbiamo affrontare le feste con massima serietà se non vogliamo nuove chiusure a gennaio. Per le feste le limitazioni previste dovranno essere rafforzate anche nel quadro di un coordinamento europeo. Bisogna limitare il più possibile i contatti tra persone”. L’orientamento del Governo è quello di disincentivare anche gli “spostamenti internazionali e limitati gli spostamenti tra le Regioni. Bisognerà poi evitare potenziali assembramenti nei luoghi di attrazione turistica legati in modo particolare alle attività sciistiche. È opportuno, più in generale, ridurre i rischi di diffusione del contagio connessi ai momenti di aggregazione durante le festività del Natale e del Capodanno”

 

Per quel che riguarda le scuole il ministro ha spiegato che “compatibilmente con l’ evoluzione del quadro epidemiologico è obiettivo del governo riportare in presenza le scuole superiore”. “Non vogliamo disporre l’obbligatorietà della vaccinazione, il nostro obiettivo è raggiungere il prima possibile l’immunità di gregge, ma vediamo la luce in fondo al tunnel” ha detto il ministro annunciando la possibilità di avere i “primi vaccini a gennaio”. L’acquisto del vaccino è centralizzato e sarà somministrato gratuitamente a tutti gli italiani, ha spiegato il ministro Speranza al Senato. E’ probabile che saranno necessarie due dosi per ogni vaccinazione, l’Italia ha opzionato 202 milioni di dosi .Le prime dosi potranno cominciare ad essere disponibili da gennaio”. Il ministro ha inoltre spiegato che “non sono i singoli stati a trattare con case farmaceutiche ma è la commissione Ue a negoziare per tutti gli stati europei. Le trattative avviate si sono concentrate su un gruppo di aziende con vaccini con diverse tecnologie e i vaccini saranno distribuiti agli stati secondo le popolazioni, con più dosi nel secondo e terzo trimestre 2021. Se tutti i processi autorizzativi andassero a buon fine l’Italia potrebbe contare su: 40,38 milioni di dosi Astrazeneca, 26,92 milioni Johnsson, 20 milioni Sanoifi, 26 milioni Biontech, Modena 10,768 milioni dosi”.

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