mercoledì, 20 Gennaio, 2021

Natale è sempre Natale

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Alla fine degli anni Cinquanta arriva nelle sale cinematografiche il film “Domenica è sempre domenica”; la trama ci racconta di un importante industriale, con la passione delle canzonette, che per vanità fa di tutto per partecipare ad una trasmissione televisiva. Il ricco imprenditore non solo non vince la gara canora, ma si rende ridicolo agli occhi del pubblico televisivo.
Il tormentone, che ormai ci accompagnerà fino alle prossime festività natalizie, vede i protagonisti dei talk show impegnati a farsi reciprocamente le solite domande a cui, da soli, si rispondono sempre le stesse cose.

L’argomento principe delle conversazioni, che vede coinvolti eminenti scienziati, è se potremo o no andare alla messa di Natale e poi riunirci in famiglia per mangiare, soprattutto bere, e avvinazzati poterci scambiare prima i doni e poi gli abbracciarci.
Le risposte intelligenti, riflessive e ponderate, le potete immaginare, sintetizzo: Sì, No, Forse. Insomma, fior di ex ministri della Salute, virologi, infettivologi, rianimatori, porta barelle e crocerossine, che si interrompono a vicenda facendo impazzire i conduttori, perché ognuno di loro vuole affermare la propria microscopica parte di sapere.
Il confronto più interessante è quello relativo a quanto debba durare l’abbraccio con il nonno, se i regali vadano disinfettati prima di essere scartati e, infine, se i baci debbano essere schioccati a distanza e quanto potente debba essere lo schiocco: per evitare le famose bollicine, che non sono quelle del Prosecco, ma naturalmente del virus che ci vuole rovinare il cenone della vigilia di Natale.
Inesorabilmente, come in tutti i programmi un po’ noiosi, arriva anche la parte delle storie personali che raccontano gli ospiti, ricordando quando erano bambini e scrivevano la letterina da mettere sotto al piatto del papà che, meravigliato, la trovava appena alzata la scodella per farsi servire la pietanza. Un papà sempre commosso, il quale, dopo averla letta, metteva nella busta una lauta mancia di Natale, con l’applauso dei parenti commensali.
Le scene sono un po’ sempre quelle, un repertorio consumato che guadagna simpatia solo se chi le racconta è il nostro personaggio televisivo preferito.
La storia, quella attuale, pare sarà narrata in un DPCM annunciato per le 20,30 nella serata dell’antivigilia a reti unificate.

Le indiscrezioni di Palazzo riferiscono che sarà concessa mezza porzione di cappelletti mangiata in una tavola dove tutti dovremo essere seduti di spalle per evitare gli starnuti, il tono della voce sarà più alto per farsi sentire dal nonno che, vista l’età, usa la cornetta, in caso di raffreddore bisogna correre nell’altra stanza per soffiarsi il naso, e infine brindare con il calice alzato, auguri, auguri.
Noi italiani non possiamo proprio fare a meno del cenone e della messa, perché per tutti Natale è sempre Natale.

 

Angelo Santoro

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Angelo Santoro

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