martedì, 12 Novembre, 2019

Navigator, ecco i vincitori. Con il salario minimo aumenta il costo del Lavoro

0

Navigator
RESI NOTI I NOMI DEI VINCITORI DELLA SELEZIONE

Finale di partita per i navigator chiamati a coadiuvare il lavoro dei Centri per l’impiego relativamente alle politiche attive legate al reddito di Cittadinanza: l’Anpal servizi ha infatti pubblicato sul proprio sito i nomi dei vincitori e le graduatorie dei candidati risultati idonei al concorso, per ciascuna Provincia. Ma ironia della sorte, non tutti i 2.980 posti in palio per tre anni sono stati coperti: sono stati infatti 2.978 i vincitori alla qualifica di Navigator, 2 in meno rispetto ai 2.980 posti disponibili. Un ‘buco’ dovuto al fatto che la provincia di Alessandria ha coperto solo 14 dei 16 posti a disposizione, come si desume da una tabella messa a punto da Anpal Servizi che fa il punto sul bando di gara appena terminato.
I posti vacanti, assicurano i tecnici, saranno tuttavia coperti quanto prima attingendo dagli elenchi degli idonei delle provincie vicinorie. Complessivamente i vincitori e gli idonei, sono stati 5.960: 2.978 i primi e 2.982 i secondi pari al 30% dei 19.581 partecipati al test. Un esercito, questi ultimi, pari al 36,3% dei 53.907 ammessi.
A superare la prova, ricorda una nota Anpal, i candidati che hanno ottenuto un punteggio minimo di 60/100 e risulteranno vincitori i primi in graduatoria per ogni provincia in ordine di punteggio, fino alla concorrenza delle posizioni disponibili. In caso di parità sarà preferito il candidato con il miglior voto di laurea e quello più giovane se si dovesse andare ad un ulteriore ‘spareggio’. Tutti i candidati risultati vincitori alla prova selettiva verranno comunque contattati per email nei prossimi giorni.
Quanto a quei candidati idonei o quanto abbiano conseguito un punteggio minimo di 60/100, ma non siano risultati vincitori, potranno essere chiamati, sempre in ordine di classificazione conseguita, a soddisfare eventuali fabbisogni anche per la copertura di posizioni non coperte all’interno di province limitrofe a quella per la quale hanno presentato la candidatura. Anche in questa ipotesi i candidati saranno contattati via e-mail. Anpal Servizi però non darà seguito alla contrattualizzazione, o procederà alla risoluzione del rapporto di collaborazione, di quei soggetti che risultino sprovvisti di uno o più requisiti previsti dall’avviso così come le eventuali difformità riscontrate in confronto a quanto dichiarato o documentato dagli interessati saranno segnalate all’Autorità giudiziaria.
La contrattualizzazione dei vincitori è in ogni caso disposta con riserva di accertamento dell’effettiva disponibilità, anche sulla base delle convenzioni stipulate con le singole regioni, delle posizioni ricercate su base provinciale ai sensi dell’Avviso. In mancanza difatti, conclude la nota, non si procederà alla contrattualizzazione dei vincitori senza che alcun diritto possa dagli stessi essere reclamato in forza dell’avvenuta selezione.

Cambio al vertice di Inca-Cgil
PAGLIARO NUOVO PRESIDENTE

Il Comitato direttivo nazionale della Cgil ha recentemente eletto, con nessun voto contrario e tre astenuti, Michele Pagliaro nuovo presidente dell’Inca. Il segretario generale della Cgil Sicilia subentra a Morena Piccinini, che lascia la guida del patronato della Cgil per scadenza di mandato. Il Comitato direttivo della Cgil ha inoltre completato il rinnovamento dell’intero collegio di presidenza Inca con le nomine di: Lorella Brusa, attualmente nella Fp Cgil nazionale, in sostituzione di Mauro Guzzonato, che lascia l’incarico dopo gli otto anni di mandato, e di Vera Lamonica, al posto di Fulvia Colombini, eletta il 28 maggio scorso alla presidenza Auser Lombardia.
Il collegio di presidenza di Inca risulta quindi così composto: Michele Pagliaro (Presidente), Dario Boni, Lorella Brusa, Silvino Candeloro e Vera Lamonica.
Michele Pagliaro, 47 anni, nato a Pietraperzia, in provincia di Enna, sposato e con un figlio. Nel 1990 inizia la sua carriera di sindacalista in Cgil; nel 2004 è eletto segretario generale della Camera del Lavoro di Enna. In seguito, nel 2010 entra nella segreteria regionale della Cgil Sicilia, di cui diventa segretario generale nel 2013.

Brambilla
SU QUOTA 100 RISPARMI PER PIU’ DI 1 MLD QUEST’ANNO

Su Quota 100 “è possibile che si possa risparmiare più di un miliardo di euro quest’anno e l’anno prossimo saranno più di 2 miliardi di risparmi”. Così Alberto Brambilla, tra i massimi esperti di previdenza in Italia, conversando con Adnkronos/Labitalia a margine del Festival del lavoro svoltosi a Milano, ha commentato l’annuncio dato dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, sempre dal Festival, che aveva parlato di un possibile risparmio per quota 100, rispetto a quanto preventivato, di 1 miliardo di euro.
E sul reddito di cittadinanza ha affermato: “Il reddito di cittadinanza non serviva, come serviva il Rei. Spendiamo già 130 miliardi in assistenza, andrebbe fatta una razionalizzazione e lì si potrebbe trovare qualche miliardo per rispondere alle richieste dell’Europa. Non si tratterebbe di tagliare il welfare ma di non garantire assistenza a chi non ne ha bisogno”.

Costi per 10 miliardi
TRIDICO (INPS): SALARIO MINIMO NECESSARIO

“L’Inps ha fatto una stima di 10 miliardi di euro di costo per l’aumento del salario minimo a 9 euro lordi. Lo stesso ministro del Lavoro ha annunciato la possibilità, la necessità, di una riduzione del cuneo fiscale che possa interessare in qualche modo le imprese che subiscono un aumento del costo. Tuttavia, bisogna dire che ci sono tanti lavoratori, il 15-20% dei lavoratori che guadagnano salari non più bassi di 9 euro, ma più bassi di 5-6 euro. Salari troppo bassi, situazioni che a mio parere vanno risolte, per questo serve il salario minimo”. Lo ha detto il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, a margine del Festival del lavoro, dei consulenti del lavoro, svoltosi recentemente a Milano, conversando con Adnkronos/Labitalia. “Dopo di ché il legislatore sceglie la soglia, e anche l’opportunità del salario minimo”, ha aggiunto.
Sul fronte del reddito di cittadinanza, Tridico ha affermato: “Abbiamo completato le analisi sul mese di maggio e abbiamo ricevuto entro la fine del mese 1,3 mln di domande. Un numero molto importante. Di queste circa il 74% è stata accolta, quindi parliamo di una platea di circa un milione di persone. Vedo il numero delle richieste pervenute di accesso alla misura in linea con le previsioni”.
Quanto alle pensioni anticipate, per Tridico, sono possibili fino a 1 miliardo di risparmi sulla spesa pubblica di quest’anno dal mancato raggiungimento del target di 300mila richieste per Quota 100: “Bisogna aspettare la fine dell’anno per dare numeri certi ma se questo dovesse continuare a essere il trend si arriva intorno alle 200mila istanze ed è possibile che per il primo anno si possa risparmiare 1 miliardo”.
“A oggi sono oltre 140mila le domande per Quota 100 e se questo è il trend probabilmente non si arriverà alla platea stimata di quasi 300mila domande, o 290mila, e quindi si avranno anche risparmi che il legislatore potrà utilizzare come crede”, ha ricordato, sottolineando anche che per il reddito di cittadinanza sono arrivate 1,3 milioni di nuclei familiari, quasi 4 milioni di persone. A chi gli chiedeva perché le richieste fossero state molte meno delle previsioni, ha risposto: “La Ragioneria di Stato prefigura sempre una platea la più ampia possibile per tenere in sicurezza i conti del Paese, poi alla fine si riscontra il bacino effettivo. Nelle stime bisogna essere comunque sempre prudenti”.
Per i lavoratori diventa “una scelta, un’opzione dei pensionandi che possono farla, come di quelli con carriere più faticose. Altri con un lavoro meno stressante possono scegliere di rimanere, è un’opzione che non si può predeterminare con sicurezza”, ha concluso.

Al festival del lavoro
AL CENTRO INNOVAZIONE E CRESCITA

“Il Festival del lavoro è passione, voglia di mettersi in gioco, e realizzare un prodotto che sia adatto alle esigenze del momento. E questa decima edizione racconta bene dove siamo arrivati, è il frutto del lavoro fatto in questi anni. E al centro quest’anno abbiamo messo lavoro, innovazione tecnologica e crescita, il Paese ha bisogno di riflettere su questi temi”. Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, ha aperto la decima edizione del Festival del lavoro organizzata dai consulenti del lavoro, svoltasi di recente a Milano.
“Noi come professionisti -ha detto Calderone- abbiamo una funzione di accompagnamento e lettura della situazione del momento e anche di critica. E il Festival oggi diventa sempre più internazionale, con delegazioni di diversi paesi che ci accompagnano”. Secondo Calderone, il “lavoro cresce se è un mercato inclusivo e quindi mettendo una platea sempre più ampia di soggetti: vorremmo che non ci fosse differenza tra lavoratore subordinato e lavoro autonomo”.
Al centro dell’intervento è stato posto anche il tema del salario minimo. “Se si vuole davvero fare il salario minimo, allora, a nostro parere, va tagliato il cuneo fiscale e contributivo. Altrimenti, le aziende con questo innalzamento del costo del lavoro abbasseranno il loro fabbisogno di personale”, ha evidenziato Marina Calderone.
E la presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine dei consulenti del lavoro, dal palco del Mi.Co, ha lanciato un messaggio preciso: “Se si vuole fare il salario minimo per i lavoratori subordinati, allora noi diciamo che ci deve essere anche l’equo compenso per i professionisti. Non mi piacerebbe vedere un mondo del lavoro di serie A e uno di serie B, con il salario minimo per i lavoratori subordinati e nessuna tutela per gli autonomi. Io da tecnico dico che tutto è possibile, basti che si trovino le condizioni che poi rendano le misure applicabili e accettabili”.

Loy (Civ Inps)
CON SALARIO MINIMO AUMENTA IL COSTO DEL LAVORO

“Se le imprese aumentano il loro costo” con il salario minimo orario “il proprio prodotto è meno competitivo. Poi quasi nessun lavoratore italiano non ha un minimo salariale, questo minimo è stabilito dai contratti, che coniugano la competitività delle imprese e i diritti dei lavoratori, in alcuni casi il minimo salariale è più alto, in altri è più basso, ma là si tratta di intervenire con leva fiscale in modo tale da aiutare i redditi più bassi ad avere un sostegno. Intervenire per legge non è giusto, non è corretto”. Lo ha affermato, a margine del Festival del lavoro svoltosi recentemente a Milano, il presidente del Civ Inps, Guglielmo Loy, conversando con Adnkronos/Labitalia. “Detto questo, ci sono milioni di persone, di lavoratori che hanno retribuzioni basse ma non sono dipendenti, sono inquadrati – ha concluso – con altre tipologie di lavoro”.
Loy ha parlato, poi, del reddito di cittadinanza: “E’ una cosa nobilissima cercare di raggiungere chi non ha fatto la domanda per il reddito di cittadinanza, ma io mi focalizzerei più sulla qualità di queste domande e abbiamo chiesto al professor Tridico di avere dati più chiari. E cioè da dove vengono queste persone, non solo intendendo la destinazione geografica, ma se vengono da un periodo di disoccupazione, se non hanno mai lavorato, se non sono stati licenziati, e così via. La qualità delle persone indica le caratteristiche di un processo che va analizzato”.
Secondo Loy, “ci sono circa il 30%-25% di richieste respinte e c’è una gran parte di persone che hanno ricevuto una cifra inferiore alle aspettative”. “Sono processi che vanno analizzati. E’ ovvio che ci deve essere politica di contrasto alla povertà ma noi siamo convinti che il primo veicolo per includere le persone è il lavoro, e poi aiutare chi non può lavorare”, ha affermato.
Infine, sull’Inps e sulla ‘gestione’ Tridico ha aggiunto: “Siamo nella fase di apprendistato, il professore si è insediato, non ha ancora un consiglio di amministrazione: da parte nostra c’è grande collaborazione. Noi continuiamo a sostenere che l’Inps deve salvaguardare prima di tutto il sistema mutualistico, assicurativo e previdenziale. Deve essere fatto con efficienza ed efficacia, stando vicini al territorio”.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply