domenica, 23 Febbraio, 2020

Ndrangheta. Altri 50 scarcerati dopo il blitz di Gratteri

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Nel mondo si è innocenti fino a prova contraria, in Italia nel dubbio esiste il carcere preventivo. Un vizio tutto italiano che il nostro Paese porta avanti non da Tangentopoli, ma da molto prima, da prima degli anni di Piombo.
Dopo che il Tribunale della Libertà ha revocato, lo scorso 3 gennaio, gli arresti domiciliari a Luigi Incarnato, già assessore regionale ai Lavori Pubblici della Regione Calabria, attuale amministratore della SORICA (l’azienda dell’acqua), oggi altre 50 persone sono state scarcerate.
L’inchiesta di Nicola Gratteri, detta operazione “Rinascita-Scott” e apparsa prima di Natale come una ripulita veloce di un sistema marcio in Calabria, si è subito sgonfiata agli inizi di questo 2020.
Accanto al lavoro dell’inchiesta sulla ndrangheta oggi quello del Tribunale del Riesame di Catanzaro che nella giornata di ieri ha esaminato le istanze presentate da numerosi indagati finiti in carcere o ai domiciliari nell’ambito della maxi inchiesta “Rinascita-Scott”. Tra le posizioni più importanti al vaglio dei giudici c’erano quelle dell’ex sindaco di Pizzo Gianluca Callipo e del tenente colonnello dei carabinieri, già comandante del Reparto operativo di Catanzaro, Giorgio Naselli.

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