sabato, 19 Ottobre, 2019

Nel 2019 la manovra porterà maggiori tasse per le aziende per 6,2 miliardi

0

Invalidità civile

ACCESSO SEMPLIFICATO ALL’ACCOMPAGNAMENTO

Dal 1° gennaio 2019 entra a regime l’accesso semplificato all’indennità di accompagnamento per i cittadini ultrasessantacinquenni, introdotto in via sperimentale nel maggio 2018. È quanto ha recentemente comunicato l’Inps con il messaggio del 28 novembre 2018, n. 4463.

La semplificazione consiste nella possibilità per il cittadino di anticipare al momento della presentazione della domanda di invalidità civile le informazioni di natura socio-economica contenute nel modello AP70, di norma comunicate solo al termine dell’esito positivo della fase sanitaria.

Grazie all’acquisizione anticipata di tali notizie, è possibile, una volta definito positivamente l’iter dell’accertamento sanitario, liquidare in tempi brevi la prestazione economica riconosciuta.

L’indennità di accompagnamento è un trattamento economico assistenziale, erogato a richiesta, a favore degli invalidi civili totali a causa di minorazioni fisiche o psichiche per i quali è stata accertata l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore oppure l’incapacità di compiere gli atti quotidiani della vita.

E’ concessa, in particolare, ai soggetti per i quali è stata accertata la totale inabilità (100%) residenti in forma stabile in Italia, a prescindere dalla condizione reddituale personale annua e dall’età.

Ai fini dell’ammissione alla prestazione numeraria, il cittadino deve chiedere il riconoscimento dei requisiti sanitari inoltrando la prescritta istanza mediante il servizio denominato “Invalidità civile – Invio domanda di riconoscimento dei requisiti sanitari”.

Accertato il possesso dei requisiti sanitari e amministrativi previsti, il conseguente trattamento economico viene corrisposto per 12 mensilità, a partire dal primo giorno del mese successivo all’inoltro della richiesta o, eccezionalmente, dalla data indicata dalle commissioni sanitarie nel verbale di riconoscimento dell’invalidità civile inviato dall’Inps. Attenzione, il pagamento dell’indennità viene sospeso in caso di ricovero in istituzioni sanitarie o case di cura e assistenza a totale carico dello Stato per un periodo superiore a 29 giorni.

Per quest’anno l’importo dell’assegno di accompagnamento è di 516,35 euro. L’indennità di accompagnamento è incompatibile con le prestazioni simili corrisposte per cause di servizio, lavoro o guerra, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole.

L’indennità di accompagnamento è compatibile invece con lo svolgimento di attività lavorativa, dipendente o autonoma, e con la titolarità di una patente speciale.

L’indennità di accompagnamento è altresì compatibile e cumulabile anche con la pensione di inabilità, con le pensioni e le indennità di accompagnamento per i ciechi totali o parziali (soggetti pluriminorati). Importante, ai minori titolari di assegno di accompagnamento, al compimento della maggiore età, viene automaticamente riconosciuta senza necessità di inoltrare l’apposita domanda amministrativa e senza necessità inoltre di ulteriori accertamenti sanitari. la pensione di inabilità riservata ai maggiorenni totalmente inabili. Per i neo diciottenni rimane tuttavia confermato l’obbligo di trasmettere il modello AP70.

Per la domanda, Una volta ottenuto il certificato medico introduttivo dal proprio medico curante e il codice allegato, l’istanza si invia online all’Inps attraverso il servizio dedicato. In alternativa si può fare domanda tramite gli enti di patronato o le associazioni di categoria dei disabili (Anmic, Ens, Uic, Anfass), usufruendo dei servizi telematici offerti dagli stessi.

Importante, con l’eccezione delle domande di aggravamento presentate dai malati oncologici, non è possibile inoltrare una nuova istanza per la stessa prestazione fino a quando non sia completamente esaurito l’iter di quella in corso o, in caso di ricorso giudiziario, finché non sia intervenuta una sentenza passata in giudicato.

Chiarimenti in caso di trasferimento all’estero

INDENNITÀ DI MALATTIA: PRECISAZIONI INPS

La libera circolazione delle persone all’interno dei Paesi dell’unione Europea si è nel tempo rafforzata con l’introduzione del concetto di cittadinanza europea, la creazione dello “spazio Schengen” e la direttiva generale del Parlamento Europeo e del Consiglio elaborata per incoraggiare i cittadini dell’Unione a circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri.

Alla luce di questi principi l’Inps ha previsto che, in caso di trasferimento del lavoratore nei Paesi dell’Unione e in paesi extraeuropei, durante l’assenza dal lavoro per malattia, il riconoscimento della prevista indennità è subordinato al possesso di un’autorizzazione al trasferimento rilasciata dalla Asl o dall’Istituto stesso.

A tale proposito, il messaggio Inps n.4271 fornisce chiarimenti in ordine ai numerosi quesiti, recentemente pervenuti dalle Strutture territoriali dell’Istituto, sulla perdurante validità, pur nel mutato quadro normativo europeo, delle indicazioni formulate con la circolare 192 del 1996, in merito alla necessità dell’autorizzazione al trasferimento in paesi Ue.

Il provvedimento di autorizzazione va inteso come una valutazione medico-legale volta a escludere eventuali rischi di aggravamento del paziente, derivanti dal trasferimento, in ragione dei maggiori costi per indennità di malattia che una tale circostanza comporterebbe a carico dell’Istituto. Qualora il paziente proceda comunque al trasferimento nonostante il parere negativo dell’Inps, il diritto all’indennità economica verrà sospeso nell’ipotesi in cui il lavoratore compia atti che possano pregiudicare il decorso della malattia.

Pensioni

CON QUOTA 100 PIÙ FACILE IL RISCATTO LAUREA

La possibilità di pensionamento anticipato con Quota 100 potrebbe implicare anche il rilancio dell’operazione di riscatto degli anni di laurea per consentire a un maggior numero di dipendenti di perfezionare i 38 anni di contributi necessari a raggiungere, con i 62 anni, la fatidica quota 100.

Il riscatto degli anni di studio all’università consente di sommare diversi anni di contribuzione a seconda della durata legale del corso di studi praticato, utile ai fini del computo dell’età pensionabile. Con quota 100 tale operazione diventa ancora più appetibile: in tal modo i lavoratori riuscirebbero a maturare più facilmente i 38 anni richiesti per l’accesso alla quota 100, nel rispetto del requisito anagrafico di almeno 62 anni di età.

Non solo, ma l’utilità del riscatto laurea tornerebbe sotto forma di incentivo vantaggiosa anche per i datori di lavoro che intendono finanziare l’uscita dei dipendenti più prossimi alla quiescenza facendo ricorso ai fondi bilaterali. La novità potrebbe riprendere l’impostazione che nel 2017 era stata costruita per agevolare gli esodi dei bancari in esubero ovvero, come di recente riportato dal Sole 24Ore, attingendo al Fondo di solidarietà del credito ordinario e cooperativo.

Grazie a questa misura, il numero di domande per il riscatto ai fini pensionistici degli anni di università è notevolmente lievitato negli ultimi anni, accompagnato anche dai risvolti favorevoli del riscatto per perfezionare i requisiti per la pensione anticipata con il cumulo dei contributi. La stessa formula potrebbe essere impiegata per altri settori e fondi di solidarietà, permettendo quindi ai datori di lavoro di incentivare l’uscita anticipata con quota 100 dei lavoratori senior.

Dal 2016 al 31 agosto scorso l’Inps ha ricevuto 62.282 domande di riscatto laurea e ne ha accolte 28.389 tra gestione pubblica e privata. Nel settore privato, delle 43.686 domande presentate, 12.920 sono pervenute nei primi otto mesi di quest’anno, ovvero da quando è in vigore la circolare Inps (n.188 del 22 dicembre) che ha dato attuazione a questo strumento che consente alle banche la facoltà di riscatto e ricongiunzione di periodi utili al conseguimento del diritto alla pensione anticipata o di vecchiaia dei propri dipendenti.

Da quando è entrato in vigore il cumulo gratuito a gennaio 2017, in molti hanno riscoperto la convenienza del riscatto laurea per soddisfare prima le condizioni richieste per accedere alla pensione anticipata (42 anni e 10 mesi fino a fine anno) e di vecchiaia (67 anni dal gennaio prossimo).

Passare a una gestione che prefigura redditi più bassi ha consentito a molti di unire anche gli anni della laurea al cumulo, reso gratuito, dei versamenti in gestioni diverse. Tra le 18.062 domande del settore privato e le 6.553 del settore pubblico ce ne sono parecchie (8.447) fatte da over 56enni: il motivo è proprio nella gratuità del cumulo.

Da segnalare infine che possono essere riscattati soltanto i periodi corrispondenti alla durata legale del corso di laurea (o una sua parte), compresi i dottorati di ricerca, i diplomi di specializzazione post laurea ed i titoli di studio equiparati a seguito dei quali sia stata conseguita la laurea o i diplomi previsti dall’articolo 1, della legge 341/1990. Ma possono essere inoltre riscattati anche i titoli conseguiti all’estero, se però hanno valore legale in Italia.

Non possono invece essere riscattati: i periodi di iscrizione fuori corso; i periodi già coperti da contribuzione o riscatto; le borse di studio universitarie per la frequenza del dottorato di ricerca; gli assegni concessi da alcune scuole di specializzazione.

Cgia

IN 2019 A IMPRESE +6,2 MLD DI TASSE

Nel 2019 la manovra di bilancio comporterà alle aziende italiane un aggravio di gettito di 6,2 miliardi: di cui 4,5 miliardi circa in capo alle imprese non finanziarie e quasi 1,8 miliardi a carico di banche e assicurazioni. A dirlo è l’Ufficio studi della Cgia che è giunto a questi risultati dopo aver misurato gli effetti fiscali sulle imprese di ogni singolo articolo presente nel disegno di legge di bilancio. La cifra tiene conto delle nuove misure che appesantiranno la tassazione, della rimozione o del differimento di altre che avrebbero dovuto essere applicate e dell’introduzione di novità che invece alleggeriranno il prelievo. Le cose, invece, andranno meglio nel 2020, quando la crescita del prelievo si ridurrà a soli 374 milioni di euro, per cambiare completamente segno nel 2021, quando il sistema delle imprese, le banche e le assicurazioni beneficeranno di una diminuzione del prelievo fiscale per un importo di circa 1 miliardo di euro.

Carlo Pareto

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply