mercoledì, 2 Dicembre, 2020

“Una specie di sorriso” come omaggio a De André

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“Come una specie di sorriso – Omaggio a Fabrizio De André” andrà in scena domani, venerdì 22 novembre, al Teatro Dal Verme di Milano. Ennesima tappa di una lunga e fortunata tournée che dimostra quanto ancora il pubblico apprezzi il cantautore genovese.

Un poliedrico artista, Neri Marcorè, apprezzato come attore di cinema, teatro e televisione, e un quartetto dal singolare organico strumentale, GnuQuartet con violoncello, violino, flauto e viola, omaggiano, appunto, Fabrizio De André, uno dei più grandi poeti e cantautori italiani, partendo da un verso de “Il pescatore”, una delle sue canzoni più famose.

In “Come una specie di sorriso” c’è il De André, anche quello meno conosciuto, che Neri Marcorè, qui nelle vesti di cantante e chitarrista, più ama. Un repertorio, impreziosito dagli arrangiamenti sofisticati di Stefano Cabrera, che trascinerà il pubblico in un emozionante viaggio musicale attraverso i versi immortali di Faber.

Non solo un concerto, ma un vero e proprio progetto di diffusione di idee. «Mi piacciono le sue musiche e i suoi testi, che offrono un punto di vista molto particolare. Fabrizio era un uomo senza pregiudizi, sempre dalla parte dei più deboli, degli oppressi, delle minoranze e dei diversi, senza barriere mentali», così Neri Marcorè spiega lo stretto legame con il cantautore genovese, il desiderio di condividerlo, di dimostrare che quei testi hanno ancora molto da dire ai giorni nostri.

Il progetto «E’ nato con un pizzico di ironia, senza prendermi troppo sul serio, senza pensare di fare lo chansonnier ma con la voglia di cantare insieme al pubblico i brani di De André che ho scelto seguendo il mio gusto e quel frammento di testo». Il titolo “Come una specie di sorriso”, è ripreso dal testo di una delle canzoni più famose, “Il pescatore”, con il suo “solco lungo il viso” che assomiglia, appunto, a una specie di sorriso.

Neri Marcorè è dotato dell’istrionismo di cui sono dotati solo i grandi mattatori dello spettacolo. Radio, cinema, teatro, televisione, doppiaggio: la sua carriera inizia nei primi anni Novanta ed è un mosaico di enormi successi, tra cui ricordiamo solo “Il cuore altrove” di Pupi Avati (Nastro d’argento per il miglior attore protagonista) e le grandi trasmissioni televisive accanto a Serena Dandini e ai fratelli Guzzanti.

Antidivo per eccellenza, amatissimo da pubblico e critica, negli ultimi anni Marcorè si è dedicato con particolare attenzione al teatro musicale, esplorando pietre miliari della musica quali Giorgio Gaber e i Beatles.

Lo GnuQuartet è composto da Stefano Cabrera (arrangiamenti, orchestrazione e violoncello), Roberto Izzo (violino), Francesca Rapetti (flauto traverso) e Raffaele Rebaudengo (viola).

Un quartetto dallo stile unico e caratteristico, che ha qualificato i progetti di grandi artisti come Subsonica, Afterhours, PFM, Gino Paoli, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Motel Connection e molti altri. E che si è guadagnato l’apprezzamento del pubblico e della critica sin dagli inizi della carriera.

In scena anche il percussionista Simone Talone, il chitarrista Domenico Mariorenzi, e le cantanti Flavia Barbacetto e Angelica Dettori.

Antonio Salvatore Sassu

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