mercoledì, 28 Ottobre, 2020

“Nero a Metà”, torna la fiction di Rai Fiction e Cattleya

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Di necessità di lavorare e di tornare alla normalità, ma anche di senso di responsabilità in un momento delicato e drammatico, ha parlato l’attore e regista Claudio Amendola (l’ispettore Carlo Guerrieri) in occasione della presentazione di Nero a Metà, per la regia di Marco Pontecorvo. La serie coprodotta da Rai Fiction e Cattleya, in collaborazione con Netflix, andrà in onda su Rai1 dal 10 settembre 2020, alle 21 .25, per sei prime serate ed un totale di dodici episodi, ma visto lo share altissimo (25,3%), sono iniziate le lavorazioni per la terza stagione, come ha annunciato lo stesso Amendola.

Identico senso di responsabilità viene dal coprotagonista Miguel Gobbo Diaz (vice ispettore Malik Soprani), in merito al caso George Floyd, ma anche alla pandemia:
“Quello che accade in giro nel mondo è molto triste e deve far riflettere, io sostengo che bisogna sempre ragionare con intelligenza e cercare di affrontare le difficoltà ma non con odio, perché l’odio porta alla violenza, naturalmente il mondo insegna e bisogna cercare di capire in quale maniera migliorare le varie criticità, purtroppo il passato e la storia raccontano che ci vuole tanto tempo, pazienza e memoria da parte di tutti, la memoria è importante però evidentemente, lo abbiamo visto con la pandemia da Covid 19, non ne siamo ancora consapevoli. Vedere che quando le attività dell’uomo si fermano la natura recupera fa molto riflettere però, passata l’emergenza, siamo ritornati nella stessa situazione. Dobbiamo invece imparare ad apprendere dai nostri errori e far sì che determinate sventure si trasformino in serio motivo di riflessione per cercare di smetterla e che non accadano più”.
“Abbiamo il dovere di comportarci bene – ha aggiunto Amendola – di mettere la mascherina il più possibile perché, anche se una persona sola vede che Miguel la indossa, è ben fatto, un attore è come un calciatore, abbiamo una responsabilità in più, dobbiamo stare attenti a tutto quello che dichiariamo, a volte ciò che dice un personaggio pubblico ha un grande peso, può fare opinione, dunque dobbiamo ‘collegare il cervello’ e non sempre tutti lo fanno!”.

E anche dalla sua Roma è venuto un insegnamento, lui, considerato icona della romanità (con il Colosseo tatuato sul braccio), ha il ricordo più bello della città proprio durante il lock down!
La seconda serie di “Nero a metà” promette numerosi colpi di scena fin dalla prima puntata ed un taglio più drammatico.
“Siamo curiosi di vedere le reazioni dei telespettatori”, ha dichiarato Amendola che vede una ripartenza post-Covid ricca di impegni. Dopo aver ultimato le riprese del sequel Come un gatto in tangenziale, con Paola Cortellesi e Antonio Albanese, ed aver conquistato il Premio speciale per il cinema – Pellicola d’oro, lo attende l’appuntamento più desiderato, dal 2 novembre le riprese della sua black comedy “Cassamortari”.

 

“La prima stagione di Nero a metà affrontava di petto il tema del razzismo – prosegue – in questa seconda serie continua ad essere trattato, la sola presenza di Miguel ne è foriera, però nei casi di puntata quest’anno abbiamo anche attinto alla cronaca dunque automaticamente la cronaca ti porta ad affrontare altre tematiche altrettanto gravi e spaventose della nostra società, parleremo di bullismo, violenza in famiglia, di traffico di organi. E’ chiaro che quando si fanno fiction del genere c’è la possibilità di andare a raccontare qualche cosa di più e noi ne abbiamo la forza e il coraggio, su questo punto la Rai e Cattleya ci supportano molto”.

Nuovo anche il linguaggio cinematografico, forse più contemporaneo ben si sposa con la presenza di Netflix, anche se il regista ci tiene a precisare che è un caso, che il linguaggio nasce dalle storie:
“Ci sono storie che ti permettono di andare con più libertà in varie direzioni – ha precisato Pontecorvo – questa serie, per come l’abbiamo impostata, ci permetteva questa libertà, peraltro Netflix è entrata dopo! Le nuove puntate presentano vari livelli che si mescolano, aiutandoci a recuperare quel reale che ti fa pensare se ci credo io possono crederci anche i telespettatori”.
Il taglio realistico è presente anche nel parlato.
“C’è tanta normalità – spiega Amendola – lavoriamo sul ritmo, sulla tonalità, la nostra lingua è quella del nostro quotidiano, al fine di renderci credibili. Rispetto a quella dell’anno scorso la serie è migliorata, è molto più forte, più drammatica, ma fa anche ridere di più e ci sono molte novità, inoltre è stata arricchita la parte sentimentale che quest’anno non coinvolge soltanto Malik e Alba, ma anche altri personaggi, me compreso, senza mai cadere nel mèlo e rispettando la nostra tradizione da poliziottesco”.

 

Nel cast oltre a Claudio Amendola e a Miguel Gobbo Diaz
Fortunato Cerlino: Mario Muzo
Rosa Diletta Rossi: Alba Guerrieri
Alessandro Sperduti: Marco Cantabella
Margherita Vicario: Cinzia Repola
Sandra Ceccarelli: Alice Soprani
Alessia Barela: Cristina
Antonia Liskova: Micaela Carta
Angela Finocchiaro: Giovanna Di Castro
Roberto Citran: Elia Santagata
Margherita Laterza: Clara

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