martedì, 24 Novembre, 2020

Nessuno si occupa più delle Provincie

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Di certo si tratta di un tema che fa poco notizia. Che interessa pochi parlamentari più avvezzi all’argomento che “fa sangue” piuttosto che a seri ragionamenti sulla organizzazione istituzionale di questo povero paese. Fatto sta che il tema della riforma o della ridefinizione del ruolo e delle funzioni delle provincie è scomparso dai radar. Semplicemente, non se ne sta occupando nessuno. Eppure gli enti provincia, fallito con il referendum costituzionale del 2016 il tentativo di eliminazione a firma Delrio, sono ancora lì, con il loro carico di funzioni importanti (scuole secondarie, strade, territorio) e con pochissimi fondi, con governance da ente di area vasta, ma con sempre meno dipendenti, dirigenti, possibilità di dispiegare capacità amministrativa.

 

Non si riesce davvero a capire come possa sfuggire di vista una situazione tanto delicata. Per fare un esempio, tutta l’edilizia scolastica relativa all’istruzione superiore dipende da queste amministrazioni. Edifici, palestre, laboratori; strutture in molti casi datate che necessitano di ammodernamenti, potenziamenti, messe a norma. Senza risorse, queste cose non si possono fare. Senza contare alle migliaia di Km di strade provinciali che in alcune aree, specie montane, rappresentano viabilità principale ed esclusiva di collegamento tra località e punti di erogazione servizi (scuole, ospedali, municipi e altri presidi). Non mancano poi tematiche locali di fondamentale importanza, si pensi ad esempio alle provincie alle prese con i diritti esclusivi di pesca, con situazioni ambientali a rischio deflagrazione come le discariche, alla protezione civile. In un paese serio, è possibile che questioni così delicate per la vita dei cittadini siano completamente escluse dal dibattito? Ho i miei sinceri dubbi.

 

Leonardo Raito

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