lunedì, 22 Luglio, 2019

Netanyahu: la Shoah voluta dai palestinesi

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Netanyahu-ShoahIn Italia Nel giorno in cui Netanyahu fa discutere sulle sue dichiarazioni sulla Shoah, creando scalpore e dissenso anche con il resto della comunità ebraica, Mai Alkaila, ambasciatrice palestinese in Italia, ha reso noto che l’Autorità palestinese ha fatto appello alla Comunità internazionale perché intervenga in difesa del suo popolo.

In un intervento al congresso sionista mondiale, Netanyahu ha dichiarato ieri che “Hitler non voleva sterminare gli ebrei, solo espellerli”. In un incontro avvenuto nel 1941 a Berlino – secondo la ricostruzione del premier israeliamno – il muftì avrebbe detto al leader nazista: “Se tu li espelli, verranno tutti qui (in Palestina)”. Allora, secondo Netanyahu, Hitler gli avrebbe chiesto: “Cosa dovrei fare con loro?”. E la risposta del muftì sarebbe stata: “Bruciali”.

Secondo la ricostruzione fatta dal leader israeliano quindi, il colpevole della Shoah non sarebbe in realtà Hitler, ma il gran muftì. La dichiarazione ha mandato su tutte le furie non solo i palestinesi, ma anche la comunità israeliana che parla di nuovo “negazionismo”.

Il leader dell’opposizione israeliana Isaac Herzog ha definito le affermazioni del premier “una pericolosa distorsione. Chiedo a Netanyahu di correggerla immediatamente perché minimizza la Shoah… e la responsabilità di Hitler nel terribile disastro del nostro popolo”.
Un altro deputato, il laburista Itzik Shmuli, ha chiesto che il premier si scusi con i sopravvissuti all’Olocausto. “Il capo del governo israeliano al servizio dei negazionisti! Questo non si era mai visto finora. Non è la prima volta che Netanyahu deforma la storia però una frottola di questa caratura è veramente nuova”. Non poteva mancare la risposta palestinese e l’Anp ha definito le parole del premier israeliano come  un incitamento Israele alla violenza destinato a creare una situazione esplosiva. “Lo Stato di Palestina – aggiunge il segretario generale dell’Olp Saeb Erekat – denuncia le affermazioni Netanyahu in quanto moralmente indifendibili ed incendiarie”.

Shoah-Hitler

Intanto, dopo giorni in cui ormai lo scontro tra coloni dello Stato ebraico e palestinesi è al culmine, si passa alla conta dei morti: in 20 giorni, 46 vittime palestinesi e 7 israeliane. Hamas ha lanciato pochi giorni fa l’Intifada per “liberare Gerusalemme”, mentre le tensioni continuano a crescere e si un ulteriore aggravamento della tensione.

In Italia l’ambasciatrice Mai Alkaila, ha denunciato l’aggravamento delle condizioni di vita del suo popolo nel corso di una conferenza durante la quale ha  ribadito la richiesta di un intervento della Comunità internazionale, la fine dell’occupazione israeliana dei Territori e ha denunciato il “vittimismo” di Israele in una guerra che essa stessa ha provocato.

Oltre alle esecuzioni e alle brutalità dei soldati dello IOF (Israeli Occupiyng Forces), denunciate dall’ambasciatrice, prosegue anche la repressione politica: ogni giorno sono decine gli arrestati nei territori occupati. Ieri è toccato ad un parlamentare di Hamas, Hassan Yousef, 60 anni, arrestato nella sua casa di Beitunia in un raid all’alba e portato al carcere di Ofer. Hassan Yousef è accusato di “istigazione e incitamento al terrorismo, incoraggiamento pubblico e appelli agli attacchi contro israeliani”. Mai Alkaila ha chiesto che venga aperta un’indagine internazionale sull’escalation di violenze e sulle repressioni in corso nei territori palestinesi.

Maria Teresa Olivieri

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