giovedì, 28 Maggio, 2020

Netanyahu, vittoria rafforza ulteriormente il suo potere

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Mercoledì 13 maggio, dopo tre elezioni anticipate, Israele tornerà ad avere un Governo con una solida maggioranza parlamentare e pienamente legittimato. La Corte Suprema ha respinto i rilievi sollevati dalle opposizioni sul fatto dell’incompatibilità tra la nomina a Premier e i processi che stanno per iniziare. Il Presidente della Repubblica Rivlin gli ha affidato il mandato. Benjamin Netanyahu presenterà alla Knesset il suo Esecutivo e otterrà una ampia fiducia in quanto oltre al suo partito, il Likud avrà il voto favorevole di circa la metà dei deputati di Blu e Bianco, del Partito laburista oltreché dei tradizionali alleati dei partiti religiosi.

Una vittoria completa che rafforza ulteriormente il suo potere. Il fatto che venga chiamato Governo di emergenza per il contagio coronavirus, peraltro in Israele sotto controllo anche grazie alla efficiente risposta sanitaria, non cambia la sensazione che Netanyahu sia il vero e unico trionfatore di un anno e mezzo di incertezza politica (l’ ultimo Governo legittimato da un voto del Parlamento risaliva al dicembre 2018).

Anche il fatto che l’accordo di Governo preveda una staffetta dopo 18 mesi e l’ affidamento del Ministero della Difesa al leader di ciò che rimane di Blu e Bianco sembra più un escamotage per giustificare la resa di Gantz (che aveva escluso qualsiasi cedimento a un nuovo Governo Netanyahu) che una reale garanzia di cambiamento considerato che in quasi due anni il quadro politico può cambiare ulteriormente, che Netanyahu si rafforzerà ulteriormente e che anche il fatto che l’accordo sia stato fatto con la benedizione di Donald Trump deve tenere conto che in mezzo vi saranno le elezioni americane.

Netanyahu incassa subito invece la riconferma e l’annessione di vaste aree della Cisgiordania occupate dai coloni e da lui fortemente voluta. Occupazione illegittima secondo l’ONU, cosa ribadita, nei giorni scorsi, dal segretario generale Antonio Guterres, insieme con la considerazione che questo atto da parte di Israele potrebbe definitivamente fine alla possibilità della nascita di due Stati, perché la Palestina non accetterebbe mai un ‘ ulteriore penalizzazione del suo territorio. Le ripercussioni interne e internazionali dopo l’annessione, che è stata citata e fa parte integrante dell’accordo di Governo , sono attese di particolare rilevanza.

Da parte dei palestinesi vi è la certezza che, una volta annessi i territori, Israele impedirà loro di continuare a svolgere le pratiche agricole che attualmente provvedono al loro sostentamento, limitando la loro libertà di movimento per ragioni di sicurezza e mutando, forti di alcune leggi già applicate, la destinazione delle aree agricole ad altre attività. Il mondo arabo, in parte diviso, non potrà che ritrovare l’unità di fronte a quella che è considerata una vera e propria prova di forza e di espansionismo. La Lega Araba è già intervenuta pesantemente sulla questione annunciando che vi saranno risposte politiche e militari. E sicuramente Cina e Russia non resteranno impassibili al precipitare degli eventi. La tensione nelle scorse settimane intanto è ulteriormente aumentata con la Siria in seguito ai raid missilistici di aerei e droni israeliani su Damasco e altre città.


Alessandro Perelli

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