sabato, 27 Febbraio, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Netta vittoria contro il Canada, la giovane Italia è bella

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blankAl Fukuoka Hakatanamori Stadium si è chiuso con un’altra vittoria il secondo turno degli Azzurri ai mondiali di rugby nipponici. Contro il Canada, un indubbio 48-7, con altre sette mete italiane, accorda il punto di bonus consolidando il vertice della Pool B a punteggio pieno.

Sicuramente la sconfitta del Canada si doveva dare per scontata come un’Italia che finalmente entrasse in clima mondiale, con la giusta concentrazione e determinazione.
Ma anche contro la Namibia erano sicurezze e poi oltre la vittoria, sebbene importante, si è stati testimoni di una prova alquanto sconfortante.
A Fukuoka si è visto molto di più e le attese si sono concretizzate.
A Fukuoka è scesa in campo la “giovane“ Italia con un nuovo approccio vincente alla partita.
O’Shea ha, finalmente, avuto la temerarietà o la fortuna dei condottieri quando vogliono vincere le battaglie. Rivoluzionata la formazione con mosse che hanno trasformato l’assetto della squadra, si è mostrato che giocare in modo diverso, e meritevole di nota, è possibile anche per gli italiani. Senza Parisse si è materializzata una terza linea di livello assoluto. Il reparto emancipato, magari senza “imbarazzi” gerarchici, oltre che deflagrante, è apparso più “sciolto” di muoversi, di inventare, liberando energie e ingegno fino a quel momento smorzati. C’è amicizia, chimica, piacere nel giocare. E nel vedere giocare. Steyn, a numero 8 con ben maggiore abrasione e potenza rispetto a quella di Parisse, un devastante Polledri, a fine partita Man of the match, un guardiano sicuro come Negri a flanker hanno ufficialmente sancito il cambio generazionale. Questo non è il futuro ma l’oggi del nostro rugby. Non capirlo sarebbe un “peccato capitale”.

Rinunciare a tutto questo e persistere con vecchi schemi e nomi si può fare ma con tangibili dimostrazioni. La squadra, trascinata da una terza linea fiera e arrembante, ha ispirato e spinto, imbastendo un divertente lavoro collettivo, non presente da anni, che ha apportato una prestazione di armonia e qualità importante. Non che non ci siano stati cali di tensione o momenti d’indecisione, specialmente quando i canadesi hanno capito che era gioco tirare dietro la prima linea di difesa. Ma tutto si è ricomposto. Bene il metronomo Braley abbinato in mediana ad Alan. Bene Il secondo regista con Hayward a centro. Ottimo il lavoro di Campagnaro, sempre esplosivo Minozzi.
Il 4 ottobre a Shizuoka, 18.45 locali (11.45 italiane), per l’Italia dovrà giocarsi la madre di tutti i match contro il Sudafrica per un miracoloso accesso ai quarti.
Il classico, drammatico, dentro o fuori e per una partita così Mr O’Shea “semel in anno licet insanire”.

Insomma ripeta la “pazzia” e liberi i suoi “ragazzini” e se va male torni in Italia a testa alta conscio di aver coniato la nuova Italia.

COSI’ IN CAMPO

blank15 Minozzi, 14 Benvenuti (1′ st Bellini), 13 Campagnaro, 12 Hayward, 11Bisegni, 10 Allan (22′ st Canna), 9 Braley (31′ st Palazzani); 8 Steyn (22′ st Mbandà), 7 Polledri, 6 Negri, 5 Budd, 4 Sisi (15′ st Ruzza), 3 Ferrari (7′ st Riccioni), 2 Bigi (18′ st Zani), 1 Lovotti (7′ st Quaglio).HC O’Shea

blank15 Parfrey (Hearn), 14Hassler (Coe), 13 Lesage, 12 Blevins, 11 Van Der Merwe , 10 Nelson,9 McRorie (26′ st McKenzie), 8 Ardron, 7 Rumball (15′ pt Heaton), 6 Sheppard 5 Larsen, 4 Keys, 3 Tierney (10′ st Keith), 2 Howard (18′ st Piffero),1 Buydens (39′ pt Duru-Sears). HC Jones

Italia-Canada 48-7 (17-0)
Marcatori: 3′ pt cp Allan, 8′ meta Steyn tr. Allan,12′ meta Budd tr. Allan; 3′ st meta Negri, 18′ meta di punizione, 21′ meta Bellini, 28′ meta Coe tr. Lesage, 32′ meta Zani tr. Canna, 38′ meta Minozzi
Arbitro: Owens (Gal)
Man of the match: Polledri

RugbyingClass di Umberto Piccinini

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