martedì, 19 Gennaio, 2021

Niente ammortizzatori per i disoccupati sardi

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Sardegna-operai-protestaFine anno 2013 amaro per i circa 12 mila sardi disoccupati nello status di aventi diritto ai sussidi in mobilità in deroga – per comprendere meglio di cosa si parla quando si fa riferimento al termine mobilità, nel sito dell’Inps tutte le informazioni relative alle modalità di accesso al servizio.
I sussidi non sono arrivati e, ancora una volta, (vedi articolo precedente) molti ritengono, a ragione, di esser stati beffati dalle Istituzioni. La Regione Sardegna attribuisce le responsabilità al governo centrale, dal canto suo l’esecutivo fa sapere che interverrà presto per cercare di risolvere il problema. Ripercorriamo intanto la vicenda che vede coinvolti circa 12 mila sardi come su detto. Tanti attendevano, dal mese di gennaio 2013, che venisse loro saldato anche solo un piccolo anticipo delle somme spettanti . In questo senso la Regione Sardegna , per bocca dell’Assessore regionale al lavoro, Mariano Contu, si era espressa il 4 dicembre scorso quando venne indetta una manifestazione di protesta fuori il palazzo del consiglio regionale – “Assumiamo l’impegno per attivare una procedura d’urgenza che ci consenta di affrontare questa situazione di emergenza che riguarda le mobilità. Intendiamo, tramite la SFIRS, Società Finanziaria Regione Sarda, procedere con un anticipazione di 30 milioni di euro.”

Alla data del 28 dicembre , però, nessun cenno di autorizzazioni al pagamento di almeno la metà delle somme spettanti e, ancora una volta viene sollecitato l’intervento dell’Assessore il quale rende noto – “il 29 dicembre ha presentato una delibera sull’anticipo e sull’erogazione delle somme”. Il documento, frutto di un accordo siglato il 19 dicembre con i rappresentanti sindacali CGIL-CISL-UIL, da quanto è dato sapere prevede la disposizione dei pagamenti del 50% delle somme spettanti a ciascun avente diritto. Per render disponibili i pagamenti è però necessario attendere la firma della convenzione tra Inps e Regione Sardegna. – “Noi abbiamo fatto quanto era di nostra competenza, – ha proseguito Contu che non ha mancato di lanciare l’ennesima frecciata la Governo – queste somme, sottolineo, sono un primo anticipo rispetto ai fondi che il Governo deve attribuire alle Regioni.”

In sostanza le risorse inizialmente disponibili , tramite la Sfirs, erano di 60 milioni di euro scesi poi a 52 milioni a seguito delle rimodulazioni. Dal Governo, per bocca del sottosegretario al lavoro Carlo Dall’ Aringa, nel corso dell’ultima conferenza Stato/Regioni, fanno sapere che le somme disponibili da ripartire tra le Regioni italiane ammontano a 1,6 miliardi. Tutte le Regioni hanno chiesto al governo di reperire i fondi che consentano la copertura degli ammortizzatori sociali anche per il 2014. Il 30 dicembre  l’Assessore Contu ha convocato, presso l’assessorato, un vertice d’urgenza con le tre sigle sindacali, per un punto della situazione. “In tutto questo è bene chiarire” – precisa Marinora Di Biase della Cgil – “che gli impegni presi non sono stati rispettati. I lavoratori disoccupati avevano sperato in un anticipo entro il 31 dicembre. Ci è stato detto che la Sfirs era in attesa degli elenchi con i nomi dei beneficiari e relativa somma da erogare ad ogni avente diritto”. Ma questi nominativi non sono già inseriti nel decreto RAS n. 367655101 del 23 Luglio 2013?

L’altro paradosso in tutta questa vicenda è quello derivato dal fatto che nel mese di settembre la Corte Costituzionale ha impugnato, su richiesta del Governo, la legge sarda sugli ammortizzatori sociali approvata a luglio che prevedeva l’anticipazione delle somme destinate agli ammortizzatori sociali. Anche qui un rimpallo da parte delle Istituzioni. Il Governo ha contestato la legge nella norma in cui il consiglio regionale sardo ha inserito nel bilancio 30 milioni di euro dai fondi per nuovi onori legislativi per poter poi utilizzare le stesse somme come anticipo dei fondi statali che ancora devono essere erogati. La Regione Sardegna ha da subito contestato questo provvedimento definendolo, per bocca di Cappellacci – “Un colpo basso in quanto per il 2013 sono arrivati in Sardegna 82 milioni, all’appello ne mancano almeno 140. Quei 30 milioni sono somme a noi dovute”.

Il Governo insiste: “Il problema è che non sono stati previsti finanziamenti per le annualità successive”. A tal proposito esiste una norma pubblicata anche nel sito del ministero degli Affari regionali: «La norma che autorizza ad anticipare agli aventi diritto cassa integrazione e mobilità, anche tramite apposita convenzione con il competente istituto previdenziale, non essendo limitata all’esercizio finanziario 2013, determina oneri a carico del bilancio regionale per gli anni successivi al 2013 privi di idonea copertura, in contrasto con la Costituzione»
Insomma, tutta questa vicenda ha dell’incredibile. Un 2013 concluso nel peggiore dei modi e un 2014 che secondo quando emerso dal vertice convocato urgentemente dall’ Assessore al lavoro Mariano Contu, non fa presagire nulla di buono.

Antonella Soddu

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