lunedì, 14 Ottobre, 2019

Nino Oddo
Nessuna cambiale in bianco al governo Pd-Cinque stelle

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Avere arginato, almeno per il momento, una destra che stava prendendo un deriva decisamente antieuropea con tratti di integralismo dialettico lontani dalla storia e dalla cultura di un popolo da sempre legato ai valori della solidarietà va letto come un dato positivo. Ma l’accordo Pd/5 stelle che sta per essere varato non per questo può essere sostenuto senza colpo ferire dai socialisti. Molte le perplessità che emergono fra i compagni. È da alcuni come Ugo intini esplicitati in maniera molto chiara. Le stesse argomentazioni molto dubbiose manifestate da Riccardo Nencini confermano i profondi mal di pancia che albergano nel nostro mondo. Intanto finora il governo che si profila si basa su un patto di potere fra due partiti secondo regole sostanzialmente simili a quelle che diedero vita all intesa gialloverde dello scorso anno. Non si intravede un disegno nuovo nel segno della discontinuità come pure chiesto all inizio dal Pd. I grillini, del resto, chiaramente affermano che per loro non cambia niente. Porteranno avanti lo stesso programma con partner incidentalmente diversi. Credo che allo stato delle cose non possiamo che valutare gli atti del governo che sta nascendo singolarmente mano a mano che verranno portati in parlamento. Non credo che possano firmarsi cambiali in bianco A Conti di Maio e c.

Nino Oddo
Segreteria Nazionale Psi

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1 commento

  1. Paolo Bolognesi on

    Nei commenti che si leggono su queste pagine riguardo al nascente Governo giallorosso, mi par di cogliere, nelle fila dell’odierno PSI, due posizioni abbastanza diversificate, l’una propensa a mantenere un legame stretto ed organico col PD, pur con alcune rimodulazioni, ed un’altra cui non dispiacerebbe invece “allontanarsene” per diventare il perno di un differente tipo di opposizione (al centrodestra).

    Sappiamo bene che anche nei partiti di un tempo, cosiddetti identitari, esistevano differenti posizioni, quanto a collocazione ed alleanze, che si traducevano non di rado nelle “correnti”, ma quando le percentuali elettorali di un partito sono basse le divisioni sulla linea politica non giovano di certo ad una sua eventuale ripresa, perché ne indeboliscono di fatto l’immagine nei confronti del corpo elettorale.

    Paolo B. 31.08.2019

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