sabato, 31 Ottobre, 2020

No, Emanuele, dopo il Pd c’è il Psi

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Emanuele Macaluso, nella sua intervista all’Avanti!, scudiscia il Pd a più non posso. Sulla politica, sul tesseramento, sulle regole delle primarie che definisce scellerate. E chiarisce perché egli non vi abbia aderito. Macaluso è uno dei vecchi saggi del riformismo comunista, protagonista, come Napolitano, dell’adesione del Pds al socialismo europeo e anche italiano e dunque a quell’unità socialista proposta da Craxi, in forte polemica con l’oltrismo di Occhetto. L’unica cosa discutibile è l’osservazione che dopo il Pd ci sia il nulla, solo il baratro. Questo assunto di Macaluso sembra in netto conflitto con la sua storia e la sua politica. Dopo il Pd ci può essere una forza socialista europea e italiana.

Ci può essere quello che è mancato in Italia in questi vent’anni. Ci può essere il grande assente. E cioè quel partito che Macaluso voleva nascesse e non è mai nato. Strano però che oggi siano gli uomini che provengono dalla Margherita, e in particolare Renzi, a proporre l’adesione del Pd al socialismo europeo e non i vecchi compagni di strada di Macaluso che al socialismo europeo avevano pur aderito al tempo del Pds-Ds. Che confusione. Resta il fatto che, come Macaluso ha sempre pensato, o la sinistra italiana assume un carattere identitario o assume il carattere del Pd, quello di un partito senza anima e col coltello sempre tra i denti.

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