mercoledì, 3 Giugno, 2020

NODO PRESCRIZIONE

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Governo e maggioranza tentano di chiudere un accordo sulla prescrizione. Ma la strada, nonostante l’intesa raggiunta giovedì sera, non pare essere completamente in discesa. Conte mostra ottimismo e dice la sua: “Il dialogo, il confronto, l’ascolto sono sempre state parole chiave nello svolgimento del mio ruolo da Presidente del Consiglio. Ma arriva il momento delle decisioni. Gli italiani si aspettano risposte, non litigi e rinvii” anche sul tema della prescrizione sul quale mi sono speso per trovare un punto di mediazione sempre più avanzato. Confido che tutte le forze di maggioranza riescano a condividere la medesima ragionevole posizione”. Però il passo avanti fatto dal ministro grillino della Giustizia Alfonso Bonafede, verso la proposta di Leu sottoscritta dal Pd, lascia fuori Italia viva che quel patto non lo ha firmato. Per Iv infatti c’è solo la strada del rinvio della riforma Bonafede che blocca il decorso della prescrizione dopo la sentenza di primo grado. Però Renzi aggiunge che Italia Viva non ha “assolutamente intenzione di far cadere il governo sulla prescrizione. Ma è necessario parlarsi chiaro, non prendiamoci più in giro. E in ogni caso, in queste settimane di tutto si dovrebbe discutere tranne che di polemiche tra partiti, non ha senso di litigare e discutere in un periodo come questo”.

Intervistato a Radio Capital, il leader di Italia Viva ha aggiunto: “Noi non vogliamo lasciare le postazioni, se poi il presidente del Consiglio vuole lo dica, ma sulla giustizia noi non ci stiamo. Se ci vogliono buttar fuori lo dicano, se ci dicono ‘o cambiate idea o vi buttiamo fuori’, noi non cambiamo idea”. E parlando del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede ha aggiunto: “Ha una visione giustizialista che io non condivido”. Infine così Twitter: “C’è il coronavirus, il frecciarossa, il crollo del PIL, ma ci costringono a parlare di prescrizione. L’accordo di ieri di Pd e 5 Stelle produce ‘danni devastanti’ per gli avvocati. Non capisco perché insistano a dire No al Lodo Annibali. Forse perché loro non amano essere definiti garantisti. Noi invece sì”.

Matteo Renzi in mattinata ha ribadito il proprio no evidenziando che secondo lui “questo accordo a tre, a mio sommesso avviso, non ha la maggioranza in Parlamento”. “Un appoggio esterno – ha detto ancora – significherebbe che dovremmo far dimettere i nostri ministri: Bellanova è la numero uno sull’agricoltura, Bonetti sta lavorando bene, il sottosegretario Scalfarotto è l’unico che capisce di export. Noi non vogliamo lasciare. Poi se il presidente del Consiglio vuole che lasciamo, ci mettiamo un quarto d’ora”.

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti cerca una mediazione e soprattutto cerca di giustificare l’appoggio del proprio partito alla riforma Bonafede che sulla prescrizione supera la riforma Orlando parlando di “sostanziali passi avanti e il ministro ha sostanzialmente cambiato posizione. Questa è la verità, tutto il resto è propaganda di chi piccona alleati e non avversari, di chi porta avanti una posizione che sta diventando ambigua”. Parole che il suo ex compagno di partito Ettore Rosato, Coordinatore Nazionale di Italia Viva e vicepresidente della Camera dei Deputati, definisce “paradossali”. “Noi – continua Rosato – siamo gli unici a difendere le cose fatte con il Pd, riforme importanti e serie”. “Difendiamo la Orlando, noi. Sulla prescrizione si può stare con avvocati e magistrati o con Bonafede e Travaglio – conclude Rosato – Noi abbiamo scelto”.

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