martedì, 18 Febbraio, 2020

Noi

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Non si tratta di stilare classifiche e graduatorie. Affatto. Si tratta di spiegare chi siamo in relazione al referendum costituzionale. Ne abbiamo avuto prova recentemente, proprio durante la convention di martedì. Chi è rimasto con noi, chi è rimasto a sostenere i socialisti come partito, ha scelto di votare SÌ al referendum. Insomma, ha condiviso un percorso, ciascuno con le sue argomentazioni, ciascuno a suo modo.
Lo hanno fatto ex parlamentari – Covatta, Borgoglio, Tiraboschi, Albertini, Crema, Vazzoler, Giorgi, Maccheroni, Santarelli, e ne cito solo alcuni – e una sessantina di sindaci, costituzionalisti, da Pio Marconi a Cesare Pinelli, da Mario Chiti a Gianrico Ranaldi, storici (Mammarella, Ciuffoletti, Gervasoni, Baldacci, Pombeni), economisti (Scalzini, Gamberale), artisti (Nespolo, Talani, Scaparro), urbanisti (Abis, Giorgieri, Zanardi, Cianfanelli), i presidenti delle Fondazioni Acquaviva e Mastroleo, quell’Artali che guida l’associazione dei partigiani, perfino Rosa Filippini, leader storica degli Amici della Terra e parlamentare socialista nel 1992.
Un bel gruppo, davvero un bel gruppo. Ne faremo tesoro.
C’è un significato in tutto questo? Si. La lettura solidale di una storia riformista, il sostegno a una comunità in tempi di bufera. Grazie davvero.

Riccardo Nencini

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