martedì, 18 Febbraio, 2020

Noi

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Ora il nostro risultato è più chiaro. Stentiamo nelle grandi città (dal 1993 non incontriamo il voto di opinione) con l’eccezione di Trieste – un bel 3.4% – ma nei centri medio piccoli e in molti comuni capoluogo eleggiamo nove sindaci (due candidati socialisti sono al ballottaggio) e decine di consiglieri comunali. La maggioranza sotto il simbolo di partito o comunque in liste di area socialista. Non c’è confronto, negli eletti, tra noi e Ala o Scelta Civica. Anche il NCD, quando si presenta da solo, ha un numero minore di eletti. Insomma, in molte città i candidati della sinistra riformista vincono o vanno al ballottaggio grazie ai consensi raccolti dal Psi. Nella deriva verso le liste civiche, noi siamo ancora in piedi, rappresentanti di un’Italia ‘minore’ dove la rete socialista tiene, nonostante tutto. Nonostante non esistano più i partiti tradizionali, nonostante lo scontro tra titani, nonostante la fine del finanziamento pubblico e il fiorire ovunque di sbarramenti elettorali.
Nessun osanna, ma proprio niente male.
Che fare di questo patrimonio? Convincere il Presidente del Consiglio che la storia si innova, ma non si sradica. L’anima della sinistra va ritrovata nel socialismo umanitario. Li sono le radici del riformismo italiano.

Riccardo Nencini

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