domenica, 7 Marzo, 2021
Direttore Responsabile Mauro Del Bue

Nola. Discoccupato
va all’Inps e si suicida

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Disoccupato-suicida-Inps-NolaImbianchino, asfaltista, muratore, Raffaele faceva di tutto per sbarcare il lunario, ma non sempre trovava lavoro. Raffaelle, che di cognome faceva Carillo, di Acerra, aveva 48 anni ed era disoccupato. Era, perché da ieri si è cancellato dalla lista principale, quella degli uomini e delle donne di questa terra, sconfitto dalla disoccupazione, dalla povertà, dalla fatica di vivere. E per farlo a scelto un luogo simbolo della fame di lavoro impiccandosi nei bagni della sede dell’Inps di Nola.

All’Inps c’era andato con la moglie. La coppia certamente non navigava nell’oro, ma comunque tra mille difficoltà e con enormi sacrifici è riuscita a crescere due figli, di cui uno, una ragazza, disabile, affetta da una patologia che richiede cure costose. Raffaele, in preda ad un forte stato depressivo, si era recato negli uffici dell’Istituto per chiedere notizie sulla riscossione di due mesi di pensione di reversibilità del suocero morto due mesi prima. Ratei di pensione che gli competevano in virtù della presenza nello stato di famiglia dei due figli della coppia. Non solo, hanno fatto inoltre sapere alcuni funzionari dell’Ente, Raffaele voleva informarsi anche sul sussidio di disoccupazione e su di un’indennità economica che sarebbe spettata ad uno dei suoi figli. Mentre erano in fila avrebbe chiesto alla moglie la sciarpa per andare poi in bagno a mettere in atto quella che forse gli è apparso come un estremo atto di protesta, anzi il più duro e ultimativo atto di denuncia che si possa immaginare.

Il corpo senza vita è stato purtroppo ritrovato circa quattro ore dopo, alla chiusura della sede, impiccato a un tubo dell’acqua.

La notizia ha sconvolto anche il personale degli uffici, il Presidente del Comitato Provinciale di Napoli, i Consiglieri dell’Ente. Tutti hanno espresso alla famiglia di Raffaele Carillo il loro dolore e lo sconcerto per quanto accaduto.

L’acuirsi della crisi e un insufficiente welfare – ha in particolare scritto il Presidente del comitato provinciale – rendono ancora più drammatiche le condizioni dei cittadini e dell’utenza che sempre più vedono l’Istituto come destinatario dell’ultima speranza di reddito.

Profondamente addolorati pure i dirigenti e i dipendenti della struttura territoriale campana dell’Inps, che si sono sentiti chiamati in causa e che per questa ragione hanno voluto far sapere di avere “sempre fornito al sig. Carillo le informazioni richieste nel rispetto delle leggi e nella piena consapevolezza di dover avere comprensione per le difficoltà che al momento tanti nuclei familiari attraversano”.

Carlo Pareto

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