domenica, 17 Novembre, 2019

REBUS NOMINE

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Dopo una giornata di pausa per riflettere ulteriormente sulle nomine europee, si torna a trattare per la composizione delle tante caselle da riempire. A quanto scrive l’Adnkronos, il premier italiano è stato contattato da diversi leader europei in vista della riunione di oggi in cui si punta a chiudere la partita sui vertici dell’Ue. Il premier Conte punta a una casella di peso. Alla titolarità di un commissario con portafoglio che possa, per dirla chiaramente, avere voce nei posti che contano. Quelli economici. Insomma Conte alza il tiro con la richiesta di “un portafoglio economico di peso” ma soprattutto Conte mira a “partecipare alla decisione finale sulle nomine, servono personalità forti che abbiano un visione strategica”. “Ho spiegato – ha detto ancora – che l’Europa è a 28, non a 2 o 3 o a blocchi. Io rappresento tutti cittadini, se Italia non partecipa alle decisioni l’offesa non è al premier ma ai milioni di cittadini che hanno votato come tutti e hanno diritto a essere rappresentati”.

Conte però nelle elezioni si è schierato, o meglio,si è lasciato schierare, con quella parte di Europa che è uscita perdente dalle elezioni del 24 maggio. La linea sovranista è stata sconfitta. Allo stesso modo è stata sconfitta la linea di chi vuole la finanza allegra dove la spesa sia liberata da vincoli di bilancio che tengono insieme l’Unione europea. Con la correzione nel consiglio dei ministri di ieri, l’esecutivo cerca di ridare qualche briciolo di credibilità alla finanzia italiana. Ma l’impostazione economica basata su reddito di cittadinanza e quota cento fa sì che la spesa non sia basata su investimenti, ma solo su spesa e uscite che in poco tempo rischiano di mandare a gambe all’aria un Paese già in difficoltà.

La mattina a Bruxelles è stata densa di incontri per i negoziati in corso sul pacchetto di nomine: si sono infatti tenute diverse riunioni bilaterali per cercare di trovare il consenso più ampio possibile sui candidati per la presidenza della Commissione, quella del Consiglio europeo e quella della Banca centrale europea e per il posto di Alto rappresentante per la politica estera. Anche se non è competenza diretta dei capi di Stato e di governo, anche la presidenza dell’Europarlamento rientra nel pacchetto negoziato.

Per la presidenza della Commissione Europea è entrata in corsa anche Ursula von der Leyen, ministra della Difesa tedesca. Un altro nome femminile che circola, oltre a quello di Margrethe Vestager, è quello di Christine Lagarde, considerata però per la Bce.

Ricapitolando sono due gli scenari sul tavolo per le nomine per i posti chiave dell’Ue. In entrambe Christine Lagarde è il candidato alla Banca centrale europea. Quindi al momento questa potrebbe essere l’unica scelta sicura. Il primo scenario, quello che sembra avere possibilità di maggiore successo, vede Ursula Von der Leyen alla presidenza della Commissione; il belga Charles Michel per il Consiglio; Manfred Weber per la seconda parte del mandato della presidenza del Parlamento europeo.

Ma si discute ancora di una possibilità diversa, quella che vede Frans Timmermans per la Commissione europea, il premier croato Andrej Plenkovic al Consiglio, Manfred Weber alla presidenza del Parlamento, e sempre Christine Lagarde alla Bce.

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