martedì, 20 Ottobre, 2020

“NON ABBIAMO BISOGNO”

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La Stampa parla di scontro tra il Vaticano e gli Usa, Bergoglio non ha incontrato il segretario di Stato americano Pompeo in visita a Roma per via delle elezioni. “Sì, e questa è proprio una delle ragioni per cui il Papa non incontrerà il segretario di Stato americano Mike Pompeo”. Così il segretario vaticano per i Rapporti con gli Stati, mons. Paul Richard Gallagher, subito dopo l’incontro con Pompeo al meeting sulla libertà religiosa organizzato a Roma dall’Ambasciata Usa presso la Santa Sede, risponde all’ANSA alla domanda se la stessa mossa di organizzare unilateralmente il simposio non significhi una strumentalizzazione del Papa mentre il presidente Trump è alle battute finali della campagna elettorale.
In realtà pare che ad irritare la Santa Sede sia stata l’ingerenza dell’amministrazione Trump nelle trattative che il Vaticano sta portando avanti con Pechino sulla nomina dei vescovi. L’intesa – come scrive il Sole 24 ore – aveva due anni di “prova”, che scadono il 22 ottobre (era entrata in vigore un mese dopo la firma), e sta aumentando il pressing americano. Pompeo pochi giorni fa in un tweet aveva scritto: “Due anni fa, la Santa Sede ha raggiunto un accordo con il Partito comunista cinese, sperando di aiutare i cattolici cinesi. Ma l’abuso del Pcc sui fedeli è solo peggiorato. Il Vaticano metterebbe a rischio la sua autorità morale, se rinnovasse l’accordo”. Il tweet del capo della diplomazia Usa rilancia un suo saggio scritto per First Things, nota rivista conservatrice americana. Insomma Pompeo – per conto di Trump – contesta l’accordo e dice perché a suo avviso la Santa Sede dovrebbe rinunciarvi. “Se il Partito comunista cinese riuscirà a mettere sull’attenti la Chiesa cattolica e altre comunità religiose, i regimi che disdegnano i diritti umani saranno rafforzati, e il costo della resistenza alle tirannie si alzerà per tutti i coraggiosi fedeli che onorano Dio al di sopra dell’autocrate di turno”.
In effetti in cima all’agenda, i rapporti con la Cina, non solo con il Vaticano, ma anche con Roma. Durante l’incontro con il presidente Conte e il ministro Di Maio grande rilevanza è stata data alla Cina e al 5G.
Tornando al Vaticano, il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, chiede a papa Francesco di dare prova di “coraggio” nel combattere le persecuzioni religiose, in particolare nei confronti della Cina con la quale il Vaticano è sul punto di rinnovare un accordo sulla nomina dei vescovi. Lo ha detto in presenza dell’arcivescovo Paul Gallagher. “Faccio appello a tutti i leader religiosi affinché si trovi il coraggio per affrontare le persecuzioni religiose dellle loro comunità come delle altre”, ha detto Pompeo. “I leader cristiani – ha continuato – devono difendere i loro fratelli e sorelle in Iraq, in Corea del Nord e a Cuba”.
Ma la posizione di Bergoglio ha assunto i caratteri di un vero e proprio muro anche contro la più grande potenza mondiale, una sorta di ‘non abbiamo bisogno’ famosa enciclica di Papa Pio XI

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Scrivo al volo, penso con la mano sinistra, leggo da ogni angolazione, cerco connessioni

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