venerdì, 20 Settembre, 2019

Non basta al PD l’esprit de geometrie!

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L’assunto di questo articolo è presto detto: non basta al PD l’esprit de geometrie, il disporre su di un piano la mappa delle forze in campo ed auspicare un unico fronte di quelle che si oppongono all’innaturale convergenza nel governo di forze eterogenee, paralizzate da una contrapposizione strategica quasi su tutto con unico cemento la spartizione del potere del governo ed ancor più del sottogoverno,oltre 300 incarichi apicali di strumenti operativi della mano pubblica.

L’esprit de geometrie su cui coerentemente si è speso Zingaretti con la formula condivisibile dell’inclusione, però esattamente l’opposto della contestuale rivendicazione della vocazione maggioritaria per cooptazione, rivela la sua fragilità nella misura in cui si rivolge a pezzi di nomenclatura senza più adesioni popolari com’è stato attestato dalle ultime politiche. Lo stesso Zingaretti ha dovuto prenderne atto ed ipotizzare una costituente delle idee, questa sì in grado di superare la vedovanza dal potere e disegnare un futuro con risposta a sfide radicali perché globali come il clima e tra le sue dirette concause quella della migrazione. In quest’ottica prevalente sull’esprit de geometrie c’è da ispirarsi all’esprit de finesse come il filo di valori e obbiettivi condivisi, a partire dall’incarnazione di una più strutturata democrazia rappresentativa a tutti i livelli pesantemente sotto attacco del fuoco esterno dei Paesi autoritari e del fuoco amico dei risorgenti nazionalismi e sovranismi.

L’espressione infelice : “Cambiare tutto” è la strada opposta ad un’aspirante federatore di tutte le forze affini a partire da quelle interne al partito, che vanno coinvolte valorizzando quanto di positivo è stato ereditato da riprendere e proseguire nelle mutate circostanze. A chi si devono due supporti essenziali per un nuovo corso? Intendo riferirmi in primis a Mattarella che lavora incessantemente a ricucire gli strappi con l’Europa e con le alleanze democratiche consolidate nel perseguimento della pace nel mondo. Il merito impagabile nell’eleggere Mattarella è stato quello di non farsi condizionare dall’apporto di un Berlusconi alla perpetua ricerca di un salvacondotto per non uscire dal Parlamento! Ed ancora altro merito avere valorizzato Gentiloni che Zingaretti ha associato alla sua guida del partito in qualità di Presidente dell’Assemblea ma anche in forza del credito elettorale che ha saputo conquistarsi nel Paese! Ma su due punti cruciali di una eredità politica preziosa per il Paese Zingaretti glissa quando gli sarebbe necessario riproporla per l’unità del PD, del centrosinistra senza trattino e dell’’intero Paese.

Mi riferisco a due traguardi, raggiunti e poi cancellati con la bocciatura referendaria:a quello di aver strappato a Berlusconi il consenso sul ballottaggio per sapere ad urne chiuse chi fosse legittimato a governare senza più alibi dell’impedimento altrui, quello che oggi è lo sport nazionale per eccellenza dell’attuale maggioranza. Il ballottaggio portava all’esatto contrario del disegno di inciuci postelettorali con Berlusconi di cui Renzi era accusato. Ma il traguardo più prestigioso per il Paese in Europa è stato quello di allinearci a tutti gli altri Paesi nella consapevolezza che non si governa in un mondo in continua accelerazione con un bicameralismo perfetto che degenera in un estenuante ping-pong tra le due Camere per evitare il quale si procede a raffiche di fiducia contro le opposizioni esterne ed interne. Il rapporto di investitura del Governo da una sola Camera e congiuntamente la riduzione dei senatori per i loro compiti più ristretti non aveva nulla a che vedere con l’accanimento anticasta (oggi compresi i suoi) dei grillini alla Di Maio.

La ripresa, aggiornandole, di queste tematiche sofferte e pagate a caro prezzo, metterebbero Renzi di fronte alla scelta di un’opposizione cieca o della fedeltà alla sua migliore eredità come priorità del confronto con il M5stelle specie col suo elettorato. Ho detto questo per onestà verso un leader politico che ha sollevato tante attese, portando il PD al 40% e più nelle europee, cifre da DC se si è capaci di una sintesi culturale e politica di centrosinistra senza trattino quale intendeva essere il PD. Non è una difesa d’ufficio la mia perché mi sono stati chiari i suoi limiti rispetto ad una situazione complessa che avrebbe dovuto essere affrontata con più collegialità .

E’ su di una circostanza che la mia fiducia già scossa è venuta meno quando Renzi è comparso in TV da Presidente del Consiglio avendo fatto rimuovere deliberatamente la bandiera europea, grazie alla quale abbiamo costruito 70 anni di pace e messo le basi per un futuro al riparo dal rischio di vassallaggio da una grande potenza.

Roca

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