mercoledì, 8 Aprile, 2020

Non c’è Europa

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Lo scontro tra il Presidente del Consiglio e la Presidenza della Commissione Europea è al calor bianco. C’è una doppia insofferenza: nostra verso l’Unione, dei vertici dell’Unione, sostenuti dal Ppe, verso l’Italia. Solo un orizzonte strategico comune può abbassare il tono delle polemiche. Poi c’è il presente: la flessibilità, i migranti, le quote.
La direzione ‘di fatto’ tedesca dell’U.E. – la SPD ha fatto ben poco per distinguersi dalla Merkel – non si è distinta nell’approccio innovativo alle due grandi questioni sul tappeto: revisione degli accordi di Dublino sui migranti e superamento dell’eccesso di rigore nell’affrontare la crisi economica. Hanno prevalso interessi nazionali a scapito di una visione unitaria. C’è un ma. Enorme. Si tratta dell’approccio giusto a governare la globalizzazione o non è invece una visione corta? Quando, mesi fa, invocammo la convocazione di un congresso straordinario del Pse, più volte reiterata, lo facemmo perché vedevamo un’Europa col fiato corto, inadeguata. La situazione non è affatto migliorata. Lunedì si riuniranno a Roma parlamentari socialisti di diversi Stati europei. È l’occasione per mettere sul tavolo il problema, con un occhio all’oggi e l’altro all’idea di Europa che vogliamo. Renzi fa bene a non fidarsi dei soli testa a testa. Serve una visione coraggiosa. Adesso!
Riccardo Nencini

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