domenica, 27 Settembre, 2020

RIFORMA IN – GIUSTIZIA

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L’anno nuovo potrebbe annunciare una delle peggiori Riforme sulla Giustizia che lo Stato italiano (e di diritto), ricordi.
Dovrebbe entrare la tanta annunciata abolizione della prescrizione, riforma preoccupante perché così si riducono le garanzie per il cittadino in nome di una battaglia contro i furbi e potenti
“La legge sull’abolizione della prescrizione di Bonafede, è ingiusta e intrisa del peggior populismo giudiziario e blocca la macchina giudiziaria del Paese”. È quanto ha affermato Enzo Maraio, segretario del Psi, durante un sit in organizzato dai socialisti a Piazza Montecitorio, per protestare contro la legge che abolisce la prescrizione e che entrerà in vigore il 1 gennaio 2020. Alla maratona oratoria hanno partecipato, tra gli altri, diversi dirigenti socialisti tra i quali Riccardo Nencini, presidente del Psi, e Bobo Craxi. “La prescrizione non è una scorciatoia giuridica – ha sottolineato Maraio – al contrario serve a decidere in un tempo ragionevole, in tempi certi, se si è innocenti o colpevoli. L’alternativa è un ergastolo processuale. Bisogna raccontare la verità su una norma che rappresenta un pericolo per lo Stato di Diritto. È profondamente irresponsabile convincere l’opinione pubblica – ha aggiunto – che sia normale avere una visione rabbiosa e distorta della giustizia. Quella contro la legge sulla prescrizione è una battaglia di civiltà: chiediamo alle forze politiche di maggioranza e di opposizione di modificare la legge prima che entri in vigore”.
Inoltre come più volte ricordato, questa riforma, che salvo imprevisti, dovrebbe entrare in vigore dal gennaio 2020, non dice quali sono i reati che si prescrivono, fase per fase. Sappiamo che ogni anno si prescrive circa il 13% del totale complessivo dei procedimenti penali, ma non sappiamo quali e in quale misura.
Ma non sono solo i socialisti e l’Unione delle Camere penali ad essere contrari a questa riforma, tanto che tutti i giorni c’è stato un sit in davanti alla Cassazione di Piazza Cavour, da parte degli avvocati, anche riviste autorevoli e docenti esprimono forti perplessità.
La Voce.info, ad esempio scrive: “Nella discussione in Parlamento, la mediazione politica ha reso possibile l’approvazione della riforma solo ‘ora per allora’, sul presupposto, cioè, che la sua entrata in vigore fosse differita al 1° gennaio 2020, in modo tale da poter approvare nel frattempo una revisione di sistema del processo penale in grado di garantirne la ragionevole durata, pur dopo il blocco della prescrizione successivo alla sentenza di primo grado”.
Insomma non solo la Riforma risulta sbagliata, ma poggia anche sul presupposto di un’altra Riforma, quest’altra mai avvenuta.

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