domenica, 17 Novembre, 2019

CORSA ALLE DONAZIONI

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Notre Dame ha subito un terribile incendio. La guglia della cattedrale parigina, ieri pomeriggio, oggetto di un violento incendio, a quanto sembra dovuto a cause accidentali, è crollata dopo essere stata avvolta dalle fiamme. Secondo quanto scrive il quotidiano Le Parisien, le fiamme sono divampate sul tetto dell’edificio, mentre i 400 vigili del fuoco mobilitati hanno incontrato molte difficoltà per poter domare l’incendio. La polizia ha deviato il traffico nella zona per facilitare il compito dei pompieri. Come ha dichiarato il portavoce della Cattedrale: “Tutta la struttura lignea sta per bruciare e non ne rimarrà più nulla, mentre rimane da vedere se la volta dell’edificio sarà in grado di proteggere la parte sottostante”.
La sindaca di Parigi, Anne Hidalgo, ha definito terribile l’incendio invitando tutti i cittadini a rispettare il perimetro di sicurezza stabilito attorno all’edificio, mentre il presidente Emmanuel Macron ha espresso ‘emozione di tutta la nazione’ francese davanti alle immagini della cattedrale in preda alle fiamme. In un messaggio, Macron ha scritto: “Emozione di tutta la nazione. Un pensiero per tutti i cattolici e per tutti i francesi. Come tutti i connazionali, sono triste questa sera di vedere bruciare una parte di noi”.
Invece, Philippe Villeneuve, l’architetto responsabile dei lavori di restauro, ha dichiarato: “E’ una catastrofe, viene da piangere, non riesco ad immaginare un simile disastro. Nel momento in cui è scoppiato l’incendio, non c’erano operai nel cantiere”.
Secondo i vigili del fuoco le cause del sinistro sarebbero potenzialmente legate ai lavori in corso e sarebbero quindi accidentali.
La costruzione della cattedrale di Notre Dame, in stile gotico, venne avviata nel 1163 e fu condotta in due fasi: entro il 1250 venne completato l’edificio, mentre fino alla metà del XIV secolo si ebbe una serie di interventi alla struttura sia interna, sia esterna, fino a raggiungere l’aspetto attuale. L’edificazione dell’edificio venne finanziata sia dalla Chiesa, sia dalla corona di Francia e lavorarono al cantiere molti cittadini prestando la loro opera come fabbri, muratori e carpentieri.

Con un post fu facebook il regretario del Partito Socialista Enzo Maraio ha espresso la propria vicinanza al popolo francese. “La cattedrale di Notre Dame, un simbolo che appartiene all’intera umanità, avvolta dalle fiamme – ha detto Maraio – è un colpo al cuore. In poche ore vanno distrutti secoli di arte, storia, bellezza e cultura. Oggi è un giorno di dolore per la Francia, per l’Europa e per il mondo intero”.

“Tutti gli occhi si erano alzati verso il sommo della chiesa, ciò che vedevano era straordinario. In cima alla galleria più elevata, più in alto del rosone centrale, c’era una grande fiamma che montava tra i due campanili, con turbini di scintille, una grande fiamma disordinata e furiosa di cui il vento a tratti portava via un limbo nel fumo”. E’ questa la sorprendente descrizione dell’incendio della cattedrale di Parigi immaginato dallo scrittore francese Victor Hugo nel suo romanzo “Notre Dame de Paris” (1831), descritto con l’incipit: “Il clamore era straziante”. Hugo descrisse l’incendio che devastò la cattedrale ancora in questi termini: “Sotto quella fiamma, sotto la cupola balaustrata intagliata a trifogli di brace, due grondaie fatti a fauci di mostri vomitavano senza posa quella pioggia ardente il cui argenteo scroscio risaltava nell’ombra della facciata inferiore”.  Lo scrittore francese Victor Hugo criticava aspramente lo stato di degrado della cattedrale di Parigi nel romanzo che gli avrebbe dato il successo eterno, con l’obiettivo di riuscire a far partire i necessari restauri per fermarne la rovina. “Il tempo è cieco e l’uomo è stolto”, scrisse. E come monito aggiunse: “Se avessimo il piacere di esaminare una ad una le diverse tracce di distruzione impresse sull’antica chiesa, quelle dovute al tempo sarebbero la minima parte, le peggiori sarebbero dovute agli uomini”.

Per fortuna, il tesoro di Notre Dame è salvo. Tutte le opere d’arte custodite all’interno della cattedrale non sono state intaccate dall’incendio. Lo ha riferito stamani il tenente colonnello Gabriel Plus, portavoce dei vigili del fuoco di Parigi. I pompieri, dopo aver domato l’incendio che ha devastato la cattedrale, si stanno ora concentrando sul monitoraggio del sito, per verificare che non vi siano focolai residui e che la struttura sia stabile, come ha riferito ancora Plus. Salvi anche la corona di spine e i santi sacramenti.
Dopo essere state messe al sicuro nella sede dell’Hotel de Ville di Parigi, le opere d’arte sottratte alle fiamme verranno trasferite al Louvre entro domani. I cimeli estratti dall’edificio in fiamme sono recensiti nel piano di salvaguardia della cattedrale, procedura messa in atto in caso di emergenze.
Il generale Jean-Claude Gallet, comandante di brigata dei vigili del fuoco, ha spiegato: “Bisognava tirarli fuori, in mezzo al fumo, tra pezzi di materiale incandescente che cadevano e proteggerli da tutto questo. Le opere che non si è riusciti a portare fuori sono state messe al riparo dall’acqua che scendeva dall’alto”.
Il ministro della Cultura, Franck Riester, ha spiegato: “Le due torri e le opere sono state messe al sicuro, in particolare il tesoro, grazie al coraggio dei vigili del fuoco di Parigi. La Corona di Spine, la tunica di San Luigi sono ora custoditi nel municipio della capitale. L’organo è stato chiaramente leso, i grandi dipinti teoricamente hanno subito danni a causa dell’acqua. Bisognerà restaurarli”.
La sua guglia, uno dei simboli della capitale francese, è crollata dopo essere stata preda per più di un’ora delle fiamme. Ormai l’incendio è spento, ma la stabilità della cattedrale e la profondità strutturale del danno sono ancora incerti. La volta della navata centrale di Notre-Dame a Parigi è crollata in alcune sezioni e sul transetto, dove poggiava la guglia: è quanto si vede nelle prime immagini riprese dall’interno della cattedrale nella notte dai vigili del fuoco. Dalle voragini sulla volta si vedono i bagliori della struttura del tetto che ancora brucia. I rilievi in marmo appaiono bruniti dal fumo e in fondo all’abside si vede la croce dell’Altare maggiore. A terra pezzi di legno fumante.
Il direttore della Sala Stampa vaticana, Alessandro Gisotti, in un messaggio ha scritto: “Il Papa è vicino alla Francia, prega per i cattolici francesi e per la popolazione parigina”.

Il ministro francese della Cultura, Franck Riester, ha spiegato: “Il restauro della cattedrale di Notre-Dame de Paris durerà mesi e anni. E’ ancora troppo presto per valutare la durata precisa della ristrutturazione. In ogni caso ci vorrà tanto tempo e bilanci molto importanti. I due terzi del tetto sono andati in fumo. La guglia è crollata all’interno della cattedrale, creando un buco nella volta, anche una parte delle vetrate è andata distrutta”.

Subito è iniziata una gara di solidarietà per la ricostruzione: la famiglia Pinault, tra le più ricche di Francia, alla guida del colosso del lusso Kering, annuncia la donazione di 100 milioni di euro per il restauro di Notre-Dame de Paris. Il gruppo LVMH(Louis Vuitton Moet Hennessy) e la famiglia Arnault, quarto patrimonio mondiale, hanno annunciato una donazione di 200 milioni di euro. Il gruppo ha spiegato di volersi unire alla ricostruzione di questa straordinaria cattedrale, simbolo della Francia, del suo patrimonio e della sua unità. Il gruppo, prima ricchezza di Francia, ha annunciato di mettere a disposizione tutte le sue squadre di creatori, architetti, finanzieri, per aiutare nel lungo lavoro di ricostruzione e di raccolta di fondi.

Nessuno dimenticherà questo 15 aprile, primo giorno delle celebrazioni della settimana Santa. Non lo dimenticheranno i tanti parigini che sono usciti di casa e hanno raggiunto sul parapetto della Senna, a sud dell’Ile-de-la-Cité, i turisti allontanati dalla spianata della cattedrale subito dopo le 18:50, quando le fiamme hanno cominciato a divampare su un’impalcatura. I lavori di ristrutturazione, un cantiere gigantesco, erano cominciati da pochi giorni.
In particolare era da ristrutturare e rinforzare il tetto della cattedrale, quello che sotto la violenza delle fiamme e il peso della guglia, è crollato e adesso tutti sono con il fiato sospeso per capire se anche la preziosa volta che sovrasta la navata centrale è stata distrutta. Non ci sono feriti tra i fedeli o i turisti, l’unico in gravi condizioni è un pompiere, uno dei 500 intervenuti con ingenti mezzi per tentare di domare le fiamme che continuavano ad avanzare inesorabili. Non si sono visti Canadair, perché lanciare bombe d’acqua dall’alto avrebbe potuto causare danni se possibile peggiori.
Fra le prime reazioni, già serpeggiano le polemiche sulla mancanza di adeguati ed efficaci automatismi antincendio, vista anche l’ampiezza del cantiere. A Parigi in particolare, le ultime settimane sono state punteggiate da incendi di palazzi a ripetizione, con numerose vittime, compresi i pompieri. La Procura della capitale ha aperto un’inchiesta per disastro colposo.
In serata, il presidente Macron accompagnato dalla moglie Brigitte, con la voce rotta dall’emozione, davanti alle fiamme che, benché più deboli, ancora ardevano all’interno della cattedrale, ha detto: “Abbiamo evitato il peggio grazie al coraggio dei pompieri, abbiamo salvato la struttura, la facciata. La ricostruiremo, tutti insieme. E’ quello che i francesi si aspettano, che la nostra storia merita”.

Il simbolo di Parigi, il monumento storico più visitato d’Europa, è andato in cenere. I parigini sono usciti di casa e si sono avviati a piedi, seguendo la nube nera, verso le preziose guglie che si stagliavano verso il cielo e che oggi sono crollate in macerie. Qualcuno si è abbracciato, altri hanno intonato canti e preghiere per quel simbolo della storia e della tradizione che sparisce in pochi minuti, forse per negligenza, forse per fatalità.

Qualche accento polemico da Donald Trump, che nel suo messaggio ha parlato di necessità di ‘agire rapidamente’, mentre solidarietà e partecipazione al dolore sono arrivate da tutto il mondo, dall’Italia alla Germania.

Le autorità religiose della città, in questo inizio di Settimana Santa, hanno invitato fin dalla serata i fedeli a pregare e a recarsi nell’altra cattedrale, Saint-Sulpice.
Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha scritto: “Seguo con angoscia le notizie dell’incendio che sta devastando in queste ore la cattedrale di Notre Dame, tesoro storico che nei secoli ha custodito un eccezionale patrimonio artistico di immenso significato per la Francia, per l’Europa e per la cultura del mondo. In queste ore drammatiche l’Italia intera si stringe con sincera amicizia e vivissima partecipazione al popolo francese. Il nostro pensiero va a quanti in queste ore si stanno adoperando, a tutti i livelli, per domare le fiamme e preservare, nella misura del possibile, questo straordinario simbolo di Parigi. Le giungano, signor Presidente, le espressioni della solidarietà degli italiani tutti e mia personale”.
Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, ha espresso la propria solidarietà “con la gente e il governo francese” e si è detto “inorridito dalle immagini del fuoco che devastano la cattedrale di Notre Dame, gioiello unico del patrimonio mondiale che regna su Parigi dal XIV secolo”.
Il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, ha detto: “Notre Dame di Parigi è Notre Dame di tutta l’Europa. Siamo tutti con Parigi oggi”.
Frans Timmermans, vicepresidente della Commissione europea, ha detto: “Notre Dame fa parte del Patrimonio europeo e anche mondiale: quando soffre, soffriamo tutti”.

Salvatore Rondello

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