giovedì, 2 Luglio, 2020

Novità Cassa integrazione e Bonus baby-sitting. Covid, denunciati 47mila contagi sul lavoro

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Cassa integrazione
CDM APPROVA DECRETO

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze Roberto Gualtieri e del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Nunzia Catalfo, ha di recente approvato un decreto legge che introduce ulteriori misure urgenti in materia di trattamento di integrazione salariale Questo l’annuncio: “Approvato in Consiglio dei Ministri il decreto che permette alle aziende che hanno esaurito le 14 settimane di #CassaIntegrazione, previste nel #CuraItalia e #DecretoRilancio, di anticipare le ulteriori 4 previste. Sosteniamo la ripartenza delle imprese tutelando i lavoratori”, ha difatti scritto su Twitter il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo.
Il testo prevede che, in deroga alla normativa vigente, i datori di lavoro che abbiano fruito del trattamento di integrazione salariale ordinario, straordinario o in deroga, per l’intero periodo precedentemente concesso, fino alla durata massima di quattordici settimane, possano fruire di ulteriori quattro settimane anche per periodi decorrenti prima del 1° settembre 2020. Resta ferma la durata massima di diciotto settimane, considerati cumulativamente i trattamenti riconosciuti.
Inoltre, il decreto dispone che, a prescindere dal periodo di riferimento, i datori di lavoro che abbiano erroneamente presentato la domanda per trattamenti diversi da quelli a cui avrebbero avuto diritto o comunque con errori od omissioni che ne hanno impedito l’accettazione, possano inoltrare la richiesta nelle modalità corrette entro trenta giorni dalla comunicazione dell’errore nella precedente istanza da parte dell’amministrazione di riferimento, a pena di decadenza, anche nelle more della revoca dell’eventuale provvedimento di concessione emanato dall’amministrazione competente.
Infine, sono prorogati dal 15 luglio al 15 agosto 2020 i termini per la presentazione delle domande di regolarizzazione di cui all’art. 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, e dal 30 giugno al 31 luglio 2020 quelli per la presentazione delle domande per il Reddito di emergenza.

Bonus Baby-sitting e centri estivi
ONLINE IL SERVIZIO PER LE DOMANDE

Introdotto dal decreto Cura Italia, il bonus baby-sitting è stato ampliato e rimodulato dall’articolo 72, decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (decreto Rilancio).
Con il messaggio del 5 giugno scorso, n. 2350 l’Inps informa che è ora disponibile il servizio online per inviare la domanda per i due nuovi bonus introdotti dal decreto Rilancio:
servizi di baby-sitting (con nuovi importi);
iscrizione ai centri estivi e servizi integrativi per l’infanzia.
Al beneficio può in particolare accedere:
Chi non ha mai inoltrato la richiesta per il bonus baby-sitting, con possibilità di vedersi riconosciuto un importo massimo di 1.200 euro ovvero di 2.000 euro, a seconda del settore di appartenenza del genitore richiedente;
Chi ha già usufruito del bonus baby-sitting nella prima fase dell’emergenza, per un importo massimo di 600 euro ovvero di 1.000 euro (a seconda del settore di appartenenza).
In questo secondo caso, il genitore può trasmettere una nuova richiesta di bonus per ottenere l’importo integrativo, fino al massimo previsto, pari a 1.200 euro o 2.000 euro. L’importo residuo potrà essere utilizzato per continuare a fruire dei servizi di baby-sitting mediante il Libretto Famiglia, oppure per i centri estivi e i servizi integrativi per l’infanzia.
Il messaggio specifica, nel dettaglio, la platea dei soggetti ammissibili al beneficio e la relativa misura della prestazione, le modalità di erogazione del bonus di baby-sitting e quelle per il bonus per comprovata iscrizione ai centri estivi e servizi integrativi dell’infanzia, le modalità di compilazione e presentazione della domanda e le incompatibilità tra il beneficio e altre forme di sostegno al reddito.
Al via bando concorso centri estivi
L’Inps ha anche comunicato che è stato pubblicato il bando di concorso Centri estivi diurni 2020 per l’assegnazione di contributi, a titolo di rimborso spese, per la partecipazione a centri estivi in Italia riservati a minori tra i 3 e i 14 anni.
Destinatari della prestazione sono i figli o gli orfani ed equiparati dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, e dei pensionati utenti della Gestione Dipendenti Pubblici.
L’istanza per richiedere l’accesso al servizio, già attivo con apposita procedura telematica dalle 12 del 15 giugno scorso, deve essere trasmessa direttamente dal beneficiario entro e non oltre le 12 del 30 giugno 2020.

Osservatorio Reddito e pensione di cittadinanza
I DATI DI GIUGNO 2020

È stato pubblicato l’Osservatorio su Reddito e pensione di Cittadinanza con i dati, aggiornati all’8 giugno 2020, relativi ai nuclei percettori di Reddito e Pensione di Cittadinanza tra aprile 2019 e maggio 2020.
Le domande pervenute all’Inps in totale sono state 1.952.640: 1.315.511 sono state accolte, 146.495 sono in lavorazione e 490.634 sono state respinte o cancellate. Da aprile 2019 ad oggi 144.495 nuclei sono decaduti dal diritto.
Le regioni del Sud e delle isole, con 1.099.526 nuclei (56,3%), detengono il primato delle richieste inoltrate all’Istituto, seguite dalle regioni del Nord, con 535.236 nuclei (27,4%) e da quelle del Centro con 317.878 nuclei (16,3%).
È possibile consultare i dati relativi ai nuclei beneficiari del Reddito e della Pensione di Cittadinanza, alle persone coinvolte e all’importo medio del beneficio attraverso l’osservatorio statistico navigabile. I dati, ottenuti attraverso la selezione personalizzata, sono inoltre esportabili in formato excel.
Nella sezione “Dati cartacei” vengono forniti i dati dall’istituzione della prestazione fino al momento della rilevazione. Nella sezione “Dati navigabili”, invece, vengono forniti i dati per anno di competenza della prestazione.

Coronavirus
DENUNCIATI OLTRE 47MILA CONTAGI SUL LAVORO

I contagi da nuovo Coronavirus di origine professionale denunciati all’Inail alla data del 31 maggio sono 47.022, 3.623 in più in confronto al monitoraggio precedente del 15 maggio. I casi mortali sono 208 (+37%), pari a circa il 40% del totale dei decessi sul lavoro denunciati all’Inail nel periodo preso in esame e concentrati nei mesi di marzo (40%) e aprile (56%).
A rilevarlo è il quarto report nazionale elaborato dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, che rispetto ai precedenti si arricchisce di un approfondimento a livello territoriale, con la predisposizione di 21 schede relative ai casi riscontrati nelle 19 regioni italiane e nelle due province autonome di Trento e Bolzano, che saranno aggiornate con cadenza mensile.
Il 71,7% dei contagiati sono donne e il 28,3% uomini, ma il rapporto tra i generi si inverte negli eventi mortali. I decessi degli uomini, infatti, sono pari all’82,7% del totale. Secondo i dati elaborati dalla Consulenza statistico attuariale dell’Istituto, l’età media dei lavoratori che hanno contratto il virus è di 47 anni per entrambi i sessi, ma sale a 59 anni (57 per le donne e 59 per gli uomini) per i casi mortali. Il 71,2% dei decessi è concentrato nella fascia di età 50-64 anni, seguita da quella over 64 anni (18,3%). La quota dei lavoratori stranieri è pari al 15,6% del totale delle denunce e al 10,1% dei decessi.
Il settore della Sanità e assistenza sociale – che comprende ospedali, case di cura e di riposo, istituti, cliniche, policlinici universitari, residenze per anziani e disabili – registra, insieme agli organismi pubblici preposti alla sanità, l’81,6% delle denunce (e il 39,3% dei casi mortali). Seguono i servizi di vigilanza, pulizia, call center, il settore manifatturiero (industria alimentare, chimica e farmaceutica), le attività di alloggio e ristorazione e il commercio.
L’analisi per professione evidenzia la categoria dei tecnici della salute come quella più coinvolta da contagi, con circa l’84% relativa a infermieri (il 66% per i decessi). Seguono gli operatori socio-sanitari, i medici, gli operatori socio-assistenziali e il personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri.
Più della metà delle denunce all’Inail di contagio di origine professionale (55,8%) e quasi sei eventi fatali su 10 (58,7%) ricadono nel Nord-Ovest. La Lombardia, in particolare, si conferma la regione più colpita, con il 35,5% delle denunce di contagio sul lavoro e il 45,2% dei decessi. Il 30,4% delle 16.700 infezioni denunciate nel territorio lombardo riguardano la provincia di Milano, ma il primato negativo dei casi mortali, con 25 decessi, è della provincia di Bergamo.

Carlo Pareto

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