lunedì, 9 Dicembre, 2019

“Nulla Di Personale”. L’Arte, uno strumento per comunicare

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E se l’arte, in fin dei conti, non fosse nulla di personale?. “Da anni insisto nel definirmi “operaia dell’arte” prendendo spunto da una riflessione di Munari sull’essenza dell’arte stessa: un affascinante strumento per comunicare – magari l’incomunicabilità – basandosi su una serie di codici determinati dal contesto sociale. L’arte scaturisce dal patrimonio conoscitivo che essa interpreta e si avvale di meccanismi di fascinazione che vanno ad evocare reazioni emotive e pungono “nervi sentimentali” innescando processi di empatia e/o repulsione comuni all’essere umano come specie”. Con queste parole Ilaria Paccini, artista a 360° (pittrice, scultrice, orafa, scenografa), spiega l’essenza del suo lavoro introducendo la mostra dal titolo “Nulla Di Personale“, visitabile fino al 2 settembre presso il Museo (Palazzo Caccia) del Comune di Sant’Oreste (Rm). Le varie tecniche ed eterogeneità dei materiali utilizzati testimoniano una salda preparazione (base il disegno), protagonista l’uomo nel quale una espressività di tipo classico/ fotografico, dai toni fortemente espressivi, si lega ad una matericità del colore in grado di proiettare l’individuo in una dimensione onirica ed astratta.

“Le mie opere sono il risultato della elaborazione di immagini prodotte da altri – precisa – oppure immagini che la mia mente ha ricavato da ciò che vedo quotidianamente, l’esito di stratificazioni di senso creatosi al di fuori di me, a cui io attribuisco un valore espressivo in quanto capace di evocare emozioni. Questo non sminuisce l’importanza dell’opera, attenzione, il mestiere di artista si gioca su un interessante rapporto di intenzione, espressione e forma, ma l’artista genio è la mistificazione di chi spaccia l’arte come forma salvifica per sé e per gli altri, detenuta da pochi eletti e non riconosce che il processo creativo, come qualsiasi attività umana in questo sistema sociale, ricade nel meccanismo di divisione del lavoro ed è dunque per questo il prodotto ideologico per eccellenza, distaccato dalla vita quotidiana in quanto prodotto distinto dal processo di riproduzione materiale della vita”.

La giovane artista toscana (originaria di Arezzo e figlia d’arte, ha il suo studio a Roma nel Quartiere Testaccio) si esibirà in una performance di musica elettronica e pittura dal vivo, su una grande lastra ossidata, il 9-10 e 11 agosto.

Museo Comunale di Palazzo Caccia – Piazza Cavalieri Caccia – Sant’Oreste (RM)
Apertura al pubblico ven-sab 10 ,00- 12,00 ; 15,30 – 18,30

Chi è Ilaria
Ilaria Paccini nasce ad Arezzo ed è in Toscana che comincia a dipingere dal vero nelle gare di pittura estemporanea a cui partecipa fin da piccolissima accompagnando i genitori entrambi artisti.
Nel 1998 consegue il primo grande successo di pubblico alla prima edizione del Concorso per la ”Lancia d’Oro” della Giostra del Saracino di Arezzo, espone le sue opere presso le “Logge Vasari” e le viene commissionata la medaglia del CALCIT.

Seguono varie esposizioni in Toscana: per il Salone Seat di Arezzo, alla rassegna ”Melisciano Arte”, ad Udine espone medaglie per l’AIAM, a Roma espone opere in smalto alla ”X MOSTRA DELLA MEDAGLIA” presso il Salone Sistino a Città del Vaticano, collabora ed espone dipinti presso la Galleria ”L’angelo Azzurro” ed esegue una serie di medaglie sul Papa per la Zecca Privata di Roma.
Da anni si occupa di scultura, medaglistica, smalto a caldo e microscultura per oreficeria; mentre sperimenta la pittura su lastra ossidata d’acciaio con cui ha eseguito numerosi ritratti. Frequenta numerosi corsi di formazione, tra cui la Scuola dell’Arte della Medaglia.

Il suo studio si trova presso l’Ex Mattatoio nel quartiere Testaccio a Roma dove la passione per l’arte in tutte le sue manifestazioni tecniche la portano a collaborare come scenografa per il teatro e per il cinema; come caricaturista per MICROSOFT, mentre per la Ditta Festucci esegue numerosi restauri: presso
Villa Medici a Roma, Villa Reale a Monza e nel 2018 Villa Bernini ad Arcore.

Da cinque anni collabora con la Scuola insegnando scultura coroplastica, con il progetto di alternanza scuola-lavoro ”NuovaMente per l’Antico” riconosciuto dal MIUR come progetto d’eccellenza nel 2017.

Maria Grazia Di Mario

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