domenica, 15 Settembre, 2019

Nulla è più importante della salute o meglio, lo era…

0

Alla fine del Novecento la sanità italiana era un fiore all’occhiello del nostro Paese. Rappresentava quella conquista sociale che ci rendeva unici nel mondo occidentale, a pari merito con le socialdemocrazie scandinave; unici al punto che persino le persone più benestanti, specialmente nelle regioni del Nord, trovavano più sicuro curarsi negli ospedali pubblici. Tutti potevano accedervi gratuitamente e le liste d’attesa erano in funzione dell’effettiva urgenza del cittadino paziente.

Poi sono arrivati gli anni 2000, le privatizzazioni, i tagli al welfare e, poco dopo, l’euro. l’Europa è entrata prepotentemente nella nostra salute e condizionato pesantemente e progressivamente la qualità della nostra vita. Questa situazione si è aggravata con l’inizio della crisi, attraverso una sempre maggior incidenza del costo della vita sui cittadini.

Ma la sanità pubblica non funziona? Certo che funziona e questo grazie anche all’eccellente qualità e responsabilità della classe medica e paramedica, nonostante una politica scellerata che ci fa rischiare di perderne di dottori in quantità talmente elevate che, a breve, ci costringerà ad importarne un’altrettanta quantità considerevole, in gran parte, dall’Africa.

Il punto è che ormai la sanità pubblica costa molto di più di quella privata; se hai bisogno di visite e indagini urgenti devi accontentarti di appuntamenti lunghi di mesi. Questo è il tempo che aspettano gli impoveriti, mentre i ricchi accedono immediatamente alle stesse strutture pubbliche, pagando con disinvoltura per la loro salute. I poveri e miserevoli, sempre più numerosi, vanno alla Caritas.

Di quella salute si è creato un mercato parallelo dentro le stesse strutture pubbliche dove oggi, solo se puoi pagare ti compri il benessere, altrimenti muori. Nessuno vi ha detto che c’è una inversione di rotta sulle aspettative di vita?

I nostri padri, quelli che per le conquiste e i diritti sociali hanno fatto le battaglie più nobili, si rivolterebbero nella tomba se potessero vedere! Il punto di rottura sta avvenendo qui, su questo avamposto di confine dove si è canalizzato il voto di protesta che vede oltre il 50% degli elettori molto irritati.
Ma si accontenteranno di questo, oppure a causa dell’impoverimento, non potersi permettere le spese sanitarie o assistere alla scomparsa di una persona cara per carenza di cure li spingerà ad una protesta più determinata? Ce lo chiediamo perché nulla è più importante della salute. Pensate solo a quei farmaci di ultima generazione che solo pochi possono permettersi. E così, anche l’ultimo pezzo di civiltà del Paese si globalizza, importando qui il sud del mondo: evviva la globalizzazione della salute: l’Africa in Italia!

Caro impoverito, dopo aver perso il lavoro, la fabbrichetta, il negozio, lo studio, la casa e una decorosa prospettiva di vita, ora sei destinato anche ad imbarcarti sul traghetto di Caronte prima del previsto. Ecco, lì, ancora ora per il momento, non si paga il biglietto. Ma guai ad ammalarti in viaggio…

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply