lunedì, 18 Novembre, 2019

Nuove regole per il Reddito di Cittadinanza. Pronti i contratti per i Navigator

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Circolare Inps
NUOVE REGOLE PER IL REDDITO DI CITTADINANZA

Stretta sulla composizione del nucleo familiare in assenza del cambio di residenza, nuove modalità di accesso alla misura per cittadini di paesi extra-Ue (per i quali l’Inps ha temporaneamente sospeso le domande). Sono solo alcune delle nuove istruzioni operative dell’Istituto di previdenza sul reddito di cittadinanza che recepiscono le novità introdotte dalla legge di conversione del decreto 4/2019, contenute nella circolare Inps n. 100/2019.
Nucleo familiare
Come riporta la citata informativa dell’Ente assicuratore, per la definizione del nucleo familiare, il decreto legge ha integrato la normativa Isee sulla composizione del nucleo in materia di coniugi separati o divorziati e di figli maggiorenni non conviventi, a carico Irpef dei genitori. In particolare, viene precisato che i coniugi separati o divorziati fanno parte dello stesso nucleo familiare qualora continuino a risiedere nella stessa abitazione. Questi continuano a far parte del medesimo nucleo anche nell’ipotesi in cui risiedano nella stessa abitazione, ma risultino in due stati di famiglia distinti. Pertanto, affinché i coniugi separati o divorziati costituiscano due nuclei diversi, è necessario che abbiano due diverse residenze.
Non solo: se la separazione è avvenuta successivamente al primo settembre 2018, per avere diritto al RdC il cambio di residenza deve essere certificato da apposito verbale della polizia locale.
La regola della residenza si applica pure agli altri componenti già facenti parte di un nucleo familiare come definito ai fini dell’Isee, o dello stesso nucleo come definito ai fini anagrafici, i quali se continuano a risiedere nella medesima abitazione continuano a fare parte dello stesso nucleo anche a seguito di variazioni anagrafiche.
Il figlio maggiorenne non convivente fa parte del nucleo familiare dei genitori unicamente quando è a loro carico Irpef, ha meno di 26 anni, non è coniugato e non ha figli.
Condanne
Al momento della presentazione della domanda, chi richiede il beneficio non deve essere sottoposto a misura cautelare personale, anche adottata a seguito di convalida dell’arresto o del fermo, e non deve avere condanne definitive, intervenute nei dieci anni precedenti la richiesta. Nel dettaglio, i reati sono quelli prefigurati dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640-bis del codice penale.
Queste condizioni si riferiscono al momento in cui si presenta la richiesta. Nel caso in cui riguardino non il richiedente, ma un altro componente del nucleo familiare, quest’ultimo non si calcola nella scala di equivalenza.
La circolare riporta questo esempio: nucleo familiare di 3 maggiorenni, di cui uno sottoposto ad una misura cautelare o condannato in via definitiva per uno dei reati, il parametro della scala di equivalenza sarà pari a 1,4, così calcolato: 1 (primo maggiorenne) + 0,4 (per il secondo maggiorenne). Il terzo componente non viene calcolato. Se la condanna (sempre per i reati sopra indicati) non è definitiva, la sentenza del giudice può disporre la sospensione del diritto al reddito di cittadinanza.
Attenzione: se l’istanza di RdC era già stata presentata prima dell’entrata in vigore della legge di conversione (quindi, prima del 30 marzo 2019), il trattamento viene erogato anche in presenza delle condizioni sopra esposte in materia di condanne penali, ma per un periodo non superiore a sei mesi.
Stranieri
Altra modifica rilevante, quella relativa all’obbligo per i cittadini non europei di presentare una certificazione dell’autorità estera competente relativa al reddito e al patrimonio. L’Inps ha aggiornato di conseguenza la modulistica. Per il momento, però, le domande di questi soggetti inoltrate dall’aprile scorso non vengono lavorate e sono dunque sospese in attesa di un decreto ministeriale attuativo che deve segnalare, fra le altre cose, quali sono i paesi esonerati dai nuovi obblighi dichiarativi.
Casi particolari
Ci sono poi una serie di precisazioni relative alle comunicazioni sulle variazioni patrimoniali o di reddito che determinano la decadenza dal beneficio, e un lungo capitolo completo di esempi di calcolo dedicato a particolari tipologie di nucleo familiare e alla parte di RdC che va a integrare le spese per l’affitto o il mutuo.
Il decreto stabilisce che possono fare richiesta per il contributo solo coloro che hanno un patrimonio immobiliare (esclusa la prima casa) inferiore ai 30.000 euro. La novità è quella per cui nel calcolo di questa soglia si tiene conto non solo degli immobili ubicati in Italia ma anche di quelli eventualmente detenuti all’estero.
Il beneficio è corrisposto a decorrere dal mese successivo a quello della domanda. Le informazioni contenute nell’istanza devono essere trasmesse dagli intermediari all’Inps entro dieci giorni lavorativi dalla richiesta. È inoltre previsto che, ai fini del riconoscimento del trattamento, l’Inps verifica, entro i successivi cinque giorni lavorativi, il possesso dei requisiti per l’accesso al Rdc, sulla base delle informazioni disponibili nei propri archivi e in quelli delle amministrazioni collegate e che la domanda sia definita entro la fine del mese successivo all’invio della stessa all’Istituto.

Civ Inps
LOY: CAMBIARE AFFRONTANDO CRITICITÀ

“Cambiare senza rischiare, nel contempo, di stravolgere la straordinaria esperienza, storica, culturale, economica di un ente previdenziale a forte caratterizzazione solidaristica e mutualistica”. E’ l’indicazione che arriva, per il futuro dell’Inps, dal presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto, Guglielmo Loy, in occasione della presentazione della relazione programmatica 2020-2022 del Civ.
Per Loy, “la relazione programmatica che il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Inps ha recentemente discusso e approvato non è un mero atto formale”. “È lo strumento – ha spiegato – con il quale i protagonisti della vita economica e sociale, attraverso la propria rappresentanza, intendono contribuire a rafforzare lo strumento principale di sostegno alla crescita sociale, allo sviluppo, alla coesione e alla equità. Lo fa attraverso indicazioni concrete su come il principale gestore delle politiche di aiuto e protezione sociale del Paese, l’Inps, dovrà operare e come potrà modernizzarsi. Un modello antico e moderno nello stesso tempo”.
Un modello “certamente da adeguare, da permeare con le innovazioni normative e le nuove dinamiche sociali, che nel tempo hanno sia implementato la funzione dell’Istituto che espresso nuovi bisogni; non sempre, però, questo processo è stato sostenuto con una adeguata strumentazione”, ha avvertito. “Le criticità vanno affrontate e non sottaciute perché l’Inps, per milioni di cittadini, insieme alla scuola e alla sanità è il simbolo dello Stato. È il veicolo con il quale si misura il diritto di cittadinanza, si misura la fiducia per il presente e, soprattutto per il futuro. Il tutto con il rispetto di chi, attraverso il sacrificio economico, garantisce una adeguata contribuzione senza pesare sulla fiscalità generale”, ha sottolineato Loy.
Come spiegato da Loy nella relazione programmatica occorre prevedere “la valutazione del modello gestionale, applicato alla prima fase di erogazione delle prestazioni di reddito e pensione di cittadinanza (Rdc e Pdc), al fine di individuare gli aspetti negativi, quelli che vengono valutati positivamente e applicabili, anche, per l’erogazione delle altre prestazioni”.
Secondo il documento, è necessario quindi prevedere “lo sviluppo dell’analisi dei soggetti richiedenti, di quelli beneficiari e, eventualmente, di quelli che intendono rinunciare al Rdc e Pdc, per evidenziare contraddizioni e criticità valutando la necessità di superarle con proposte, anche di carattere normativo, da condividere con gli altri organi di vertice; la predisposizione, nell’ambito delle verifiche trimestrali del processo produttivo e del profilo finanziario, per le quali occorre garantire tempestività e l’aggiornamento dei contenuti, di una puntuale evidenza, anche sui tempi di erogazione delle prestazioni; sulla qualità delle prestazioni, intesa anche come distribuzione percentuale dei tempi di lavorazione di tutte le domande pervenute incrociata con un indice di stratificazione delle giacenze; sul contenzioso, mettendo in rilievo le cause di soccombenza dell’Istituto con particolare riferimento a quelle di carattere seriale”.
E poi serve “riproporre agli altri organi di vertice e ai ministeri vigilanti la richiesta di una modifica normativa che permetta la ristrutturazione dello stock dei crediti, con riflessi di maggiore trasparenza e miglior leggibilità del bilancio patrimoniale dell’Istituto, nonché della definizione di una norma in merito alla riduzione degli agi riconosciuti agli agenti della riscossione relativi ai crediti non più esigibili per legge”.
E secondo il Consiglio di indirizzo e vigilanza dell’Istituto tra gli obiettivi a breve termine è necessario “potenziare l’efficacia delle attuali funzioni di vigilanza e dei controlli previsti, valorizzando e integrando gli attuali sistemi informatici utilizzati per le denunce contributive, anche attraverso la definitiva unificazione dell’applicativo per tutte le gestioni previdenziali, ivi comprese quelle pubbliche”.
“Occorre, altresì, prevedere, sempre con riferimento all’attività di vigilanza, il miglioramento e il monitoraggio trimestrale del gettito da iscrivere nei bilanci preventivi delle singole gestioni e in quello dell’Istituto, del recupero crediti con l’evidenza di quelli della Pa, del rapporto tra accertato e riscosso e dell’andamento del contenzioso e di carattere amministrativo”, viene puntualizzato nella Relazione.

Rdc
PRONTI I CONTRATTI PER I NAVIGATOR

Da metà agosto i navigator saranno pienamente operativi nei Centri per l’impiego, per la gestione delle attività connesse al Reddito di cittadinanza. L’obiettivo è definito nel cronoprogramma elaborato da Anpal Servizi che prevede dal 19 al 24 luglio l’avvio e la definizione delle procedure di contrattualizzazione dei vincitori delle selezioni. Cominceranno il 29 e si concluderanno 31 luglio, tre giornate di orientamento a Palermo, Cagliari e Roma. Poi dal 1 agosto due settimane di formazione sul territorio, sotto la supervisione di un tutor di Anpal Servizi.
Propedeutiche a tutto il percorso di contrattualizzazione, orientamento e formazione, saranno le convenzioni che Anpal Servizi e le Regioni si sono impegnati a sottoscrivere il 18 luglio per definire il perimetro operativo in cui i navigator saranno chiamati a supportare i Centri per l’impiego.
Il percorso formativo prefigurato nelle prime due settimane di agosto non esaurirà il consolidamento del bagaglio di conoscenze necessario a supportare i Cpi nella gestione del reddito di cittadinanza. Per i navigator, Anpal Servizi ha ipotizzato infatti anche una formazione on the job attraverso il completamento di una decina di moduli e un test finale di certificazione.
L’entrata in servizio dei nuovi operatori delle politiche attive va di pari passo con l’avvio delle convocazioni da parte dei Centri per l’impiego, attraverso sms o mail, dei percettori del reddito di cittadinanza per la sottoscrizione del Patto per il lavoro.
I contratti stipulati dal 19 al 24 luglio dai vincitori delle selezioni per navigator prevedono un rapporto di collaborazione con durata fino al 30 aprile 2021, per un compenso lordo annuo di 27.338,76 euro oltre a 300 euro lordi mensili a titolo di rimborso forfettario per spese di viaggio, vitto e alloggio, sostenute per svolgere l’incarico.

Carlo Pareto

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