lunedì, 22 Aprile, 2019

Nuovo scontro nel governo per la flat tax

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Sulla flat tax, si estende il duello tra Lega e M5S. Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria ha dichiarato: “Nessuna stima del Mef’”. Il minisro dell’Interno e vicepremier, Matteo Salvini, ha detto: “La flat tax c’è nel contratto di governo. Spero non ci siano resistenze da parte di nessuno. Le coperture ci sono, perché quando l’economia corre lo Stato incassa”. In precedenza il leader leghista, a Rtl, aveva criticato un’ipotesi di simulazione fatta dal Ministero dell’Economia commentando: “Sono stati fatti numeri strampalati, 50-60 miliardi di euro, non siamo al Superenalotto. Per la prima fase bastano tra i 12 e i 15 miliardi di euro per un abbattimento fiscale a tante persone. L’ultima cosa da fare è aumentare le tasse, anche se lo chiede l’Europa. Sulle clausole di salvaguardia una riflessione va fatta, noi non abbiamo nessuna intenzione di aumentare l’Iva. Stiamo facendo tutti i conti, siamo convinti che se abbassi le tasse, dal secondo anno lo Stato incassa di più”.

Salvini è stato smentito immediatamente dal ministro dell’Economia, Giovanni Tria, che ha sottolineato: “Non c’è nessuna stima fatta su una riforma che né io né il Mef abbiamo mai ricevuto, non c’è nessuna stima del Mef sulle riforme in discussione. Proposte specifiche non sono arrivate all’analisi del Mef. La flat tax è allo studio da luglio su varie possibili ipotesi, quindi non c’è nulla di nuovo”.

Il ministro per il Sud, Barbara Lezzi, ospite del programma ’24 Mattino – Morgana e Merlino’ su Radio 24, ha commentato l’annuncio fatto da Matteo Salvini: “La flat tax costa 60 miliardi di euro e il nostro Paese non se li può permettere, dunque è una promessa che non si può mantenere”.

La sottosegretaria al Mef, Laura Castelli, ha detto: “Sulla flat tax credo che non si debba continuare a sparare alto con cose irraggiungibili, anche fossero 15 miliardi di riforma dell’Irpef oggi sono insostenibili perciò è necessario riordinare quello che già esiste. Perché bisogna concentrare le risorse verso la direzione corretta che nel caso nostro e di tutto il governo è un politica dedicata alla famiglia. Sulla flat tax si tratta di essere realisti rispetto a possibilità e compagini economiche che ci sono oggi. Noi prevediamo impatti minori nel riordino dell’esistente, anche una visione diversa di quella che è la pressione fiscale”.

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri (Lega Nord), sostenendo che il costo della Flat Tax è di 12 miliardi, al giornale radio Rai (Radio 1), ha detto: “Io non so se esiste questo studio del Mef, ma se esiste io non l’ho mai visto. Stiamo parlando di un progetto molto diverso dalla fase 2 della Flat Tax che invece abbiamo in mente noi, ovvero il voler applicare fino a 50 mila euro di reddito il 15% di aliquota fissa con le deduzioni che sono inversamente proporzionali al reddito”.

Il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, a Circo Massimo, su Radio Capital, ha detto: “La Flat tax è una bufala senza spazi fiscali per sostenerla, l’hanno subito fatto capire a Salvini. L’insofferenza viene dagli imprenditori del Nord che hanno capito la mutazione genetica della Lega, che per prendere voti in tutta Italia paralizza il Paese. Serve la progressività delle imposte, non l’illusione che se i ricchi hanno più soldi spendono di più. Queste sono le teorie di Paperon de Paperoni, non di Paperino e Qui, Quo, Qua”.

Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, le associazioni dei lavoratori cattolici italiani, commentando la proposta avanzata dal ministro Matteo Salvini e sostenuta dalla Lega di una ‘flat tax familiare’, ha spiegato: “E’ certamente positivo che venga ripreso dalla politica e dal governo il tema della famiglia, anche se ancora non si conoscono i dettagli e i contorni dell’iniziativa per ora soltanto proclamata. Ma ci sono ottimi strumenti a disposizione, mai applicati, senza la necessità di inventarne di nuovi e più parziali. Tra l’altro, il meccanismo del fattore famiglia è semplicissimo: si stabilisce una ‘no tax area’ e si moltiplica per il numero della tabella di equivalenza che tiene conto dei carichi familiari, numero dei figli o di genitori a carico e altri elementi. In tal modo, si stabilisce l’equità senza toccare le aliquote del sistema progressivo di imposizione fiscale italiano che non sono troppe ma, semmai, sono troppo poche”.

Dunque, la flat tax si sta rivelando un’altra iniziativa inopportuna e fuorviante dai problemi reali del Paese che sono la giustizia fiscale, la giustizia sociale, l’istruzione formativa, l’amministrazione della giustizia, lo sviluppo economico, la libertà di stampa e delle comunicazioni. Invece, la Flat tax è una tassazione ingiusta che premia le fasce sociali più ricche e penalizza chi ha un reddito più basso.

Salvatore Rondello

 

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