lunedì, 30 Marzo, 2020

O LIBIA O MORTE

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Appena due giorni fa una strage, 117 persone, secondo le stime, sarebbero morte in un naufragio in mare, ma la notizia non sembra interessare l’Esecutivo che non vuole assolutamente nuovi sbarchi sul suolo italiano.
Oggi il Vicepremier e ministro degli interni, Matteo Salvini, plaude e fa sapere di aver rispedito indietro quasi 400 persone. Sono stati infatti riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Lo fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. “La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”, commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.
Anche gli alleati di Governo ci tengono a far sapere di aver riportato i migranti proprio dal posto da cui scappano. “Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare”. Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Rtl 102,5 della nuova emergenza migranti di ieri. È infatti risaputo, con tanto di denunce e segnalazioni di associazioni umanitarie e organizzazioni no profit, che in Libia esiste un vero e proprio inferno di torture e carceri per le persone che scappano e provano a raggiungere il suolo europeo. Un sistema che funziona anche grazie ai fondi elargiti dalle democrazie occidentali il cui scopo è impedire le partenze a qualsiasi costo.
“Ma quali soccorsi? I migranti che vengono riportati in Libia non sono stati soccorsi, questi sono dei veri e propri respingimenti che sono vietati per legge dalla Convenzione di Ginevra”. Lo ha detto all’Adnkronos Veronica Alfonsi, coordinatrice della sede italiana di Proactiva Open Arms parlando degli ultimi avvenimenti nel Mediterraneo. “L’Europa ha dato soldi alle milizie armate libiche per prendere persone a portarle indietro in Libia”, prosegue Alfonsi.
“Mi sembra che questa vicenda sia servita a riportare la questione sulla giusta strada – dice ancora Alfonsi -. Finora nessuno si è posto il problema. Possiamo affidare a un paese come la Libia il coordinamento dei soccorsi? L’Europa liberale e democratica può permettersi di fare degli accordi con uno Stato come la Libia e di dare dei soldi, di finanziarli? Di consegnare delle motovedette?”. Alfonsi parla di una “Guardia costiera libica che in realtà non esiste – dice – e invece gli viene affidato il coordinamento dei soccorsi”.
“Ma dico siamo impazziti? Questo è un mondo di barbari. Qui stiamo tornando con le stesse logiche di tempi che speravamo non dovessero più ripresentarsi. Questa idea di un europa che si chiude con muri è un’idea che ha un nome molto chiaro: l’idea della fortezza europa è un’idea hitleriana”, ha affermato ai microfoni di Radio Capital a ‘Circo Massimo’, il fondatore di Emergency, Gino Strada. “Quando alla fine si è governati da una banda dove una metà sono fascisti e l’altra metà sono coglioni non c’è una grande prospettiva per il paese”. Poi si rivolge al ministro degli interni, Matteo Salvini: “Mi stupisce la completa disumanità di questo signore. È un atteggiamento che non è soltanto non solidale o indifferente, ma è gretto, ignorante. È un atteggiamento criminale, questi sono dei criminali, dobbiamo svegliarci ci stanno ammazzando la gente sotto i nostri occhi e li sta ammazzando un governo che, purtroppo, molti italiani hanno anche assecondato e votato. È il nuovo fascistello, che indossa tutte le divise possibili eccetto quella dei carcerati, non ha preso il 90 per cento dei voti”.

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