martedì, 7 Aprile, 2020

Occhio agli antibiotici. L’uso eccessivo emergenza sanitaria

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Gli antibiotici sono uno strumento essenziale per contrastare varie infezioni oculari. Ma negli ultimi anni, un uso improprio e eccessivo degli stessi, specie per la cura di congiuntiviti e blefariti (per le quali gli antibiotici risultano inutili, essendo queste affezioni, il più delle volte, di origine virale, tossica o allergica) ha contribuito ad un aumento dei fallimenti clinici. Quattro le principali cause di questa situazione: l’auto-prescrizione di farmaci da parte dei cittadini (fenomeno da tempo diffuso in Italia, e aggravatosi con Internet), la prescrizione impropria di antibiotici da parte del medico di base o del farmacista; l’uso profilattico di questi farmaci nelle procedure chirurgiche, o l’uso prolungato dopo un intervento; infine, una posologia errata.

È quanto emerso a Roma, alla sala Zuccari di Palazzo Giustiniani,  in occasione del convegno “Occhio agli antibiotici! Focus in Oftalmologia sulle evidenze, la profilassi e la terapia antibiotica”, organizzato dall’ AIMO, Associazione Italiana Medici Oculisti e dall’Associazione “Giuseppe Dossetti- i Valori – Tutela e Sviluppo dei Diritti”.

“A tutto questo – ha rilevato, in apertura, Silvio Gherardi, Presidente del Comitato scientifico della “Dossetti’- si aggiungono i danni derivanti dall'”antibioticoresistenza” (il fenomeno, cioè, della perdita di efficacia degli antibiotici di fronte a una resistenza da parte dell’organismo indotta proprio da un’assunzione sbagliata degli antibiotici stessi, N,d.R.). Nel 2050, secondo l’OMS, le morti per queste infezioni resistenti agli antibiotici, oggi al terzo posto nel mondo (700.000 casi l’anno, di cui 33.000 solo in Europa, e 10.000 circa in italia)  dopo disturbi cerebro-vascolari e tumori, passeranno al secondo posto”.

L’Associazione Dossetti, impegnata da anni sul diritto alla salute dei cittadini, in difesa dell’art. 32 della Costituzione, ha acceso da tempo i riflettori sull’emergenza antibioticoresistenza e sull’uso improprio degli antibiotici: “All’interno del nostro Comitato scientifico”, ha proseguito Gherardi, “abbiamo creato un dipartimento ad hoc, su questo tema. Questo convegno dell’AIMO, quindi, assolutamente innovativo poiché in Italia si parla davvero poco di questi temi, è pienamente in linea coi nostri obiettivi, specie con quello di far da ponte tra cittadini e istituzioni,  per la tutela dei loro diritti essenziali”.

“Il problema dell’antibioticoresistenza riguarda direttamente anche l’oftalmologia”, ha detto Alessandra Balestrazzi, coordinatore scientifico dell’incontro e referente di AIMO per i rapporti con le istituzioni. “In tutto il mondo gli oculisti stanno cambiando il loro approccio utilizzando una profilassi antimicrobica preoperatoria che non prevede antibiotici, ma sostanze antisettiche”. Ma quando un antibiotico deve effettivamente essere somministrato in ambito oculare? “L’antibiotico deve essere prescritto dal medico oculista”, ha precisato Romina Fasciani, dell’Unità operativa complessa (UOC) di Oculistica (Fondazione del Policlinico Universitario Gemelli IRCCS di Roma), “e deve essere somministrato solo quando è riconosciuta un’infezione ad eziologia microbica. Prescrivere un antibiotico in casi diversi da questo peggiora addirittura la situazione, perché lo stesso diventa tossico sulla superficie oculare, e col tempo genera l’antibioticoresistenza”. Per l’Italia servono, insomma, strategie diverse, eliminando l’uso indiscriminato di antibiotici e attenendosi scrupolosamente alle indicazioni dell’ OMS: per questo l’ AIMO ha voluto creare delle linee guida (seguendo, tra l’altro, l’esempio recente della Francia).

Sono intervenute le senatrici Paola Binetti, Maria Domenica Castellone, Elisa Pirro e Laura Stabile (XII Commissione Igiene e Sanità del Senato) e i deputati Roberto Bagnasco, Fabiola Bologna e Silvana Nappi (XII Commissione Sanità e  Affari Sociali della Camera).”L’ Italia – ha ricordato, in ultimo, Silvio Gherardi – ha oggi un piano nazionale per l’eliminazione dell’antibioticoresistenza, ma attualmente  non c’ è modo di finanziarlo: questa è una delle emergenze cruciali da affrontare, per il futuro della nostra sanità”.

Fabrizio Federici

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