mercoledì, 22 Gennaio, 2020

Ocse: L’Italia aumenti l’età effettiva del ritiro dal lavoro

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Previdenza
PENSIONI D’ORO: I TAGLI PREVISTI
È formalmente già scattato a giugno 2019 il taglio delle pensioni d’oro con assegni superiori ai 100mila euro, come prefigurato dalla prima legge di Bilancio del governo Conte. Un taglio valevole per cinque anni, per quei trattamenti previdenziali di importo compreso tra 3mila e 5mila euro netti al mese.
Soggetti interessati
I trattamenti pensionistici interessati sono circa 25mila con un risparmio stimato per lo Stato di 140 milioni. Il taglio vale per le pensioni superiori ai 100mila euro lordi a calcolo retributivo o misto, è opera su cinque aliquote marginali che vanno dal 15% al 40% e avrà una durata quinquennale.
Il limite oltre il quale il taglio interviene è 100mila euro. Secondo quanto previsto nella manovra dall’intervento sulle pensioni superiori ai 100mila euro è stato ipotizzato un risparmio di 76 milioni di euro nel 2019, 80 milioni nel 2020 e 83 milioni nel 2021.
le aliquote
Secondo quanto comunicato dall’Inps con la circolare n. 62/2019, da giugno 2019 le pensioni d’oro vengono tagliate a scaglioni, con percentuali modulate in base a 5 scaglioni di importo.
Nello specifico l’Inps chiarisce che i trattamenti pensionistici diretti a carico del Fondo pensioni lavoratori dipendenti, delle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, delle forme sostitutive, esclusive ed esonerative dell’assicurazione generale obbligatoria e della Gestione separata, i cui importi complessivamente considerati siano superiori a 100.000 euro lordi su base annua, sono ridotti in base alle sotto indicate aliquote percentuali:
15% per la quota di importo da 100.000,01 a 130.000,00 euro;
25% per la quota di importo da 130.000,01 a 200.000,00 euro;
30% per la quota di importo da 200.000,01 a 350.000,00 euro;
35% per la quota di importo da 350.000,01 a 500.000,00 euro;
40% per la quota di importo eccedente i 500.000,01 euro.
Ai fini dell’individuazione dell’importo pensionistico complessivo superiore a 100mila euro rilevano gli importi lordi su base annua di tutti gli assegni pensionistici diretti a prescindere dal sistema di calcolo adottato per la liquidazione degli stessi. Il prelievo non riguarderà, invece, le pensioni di invalidità e inabilità e quelle riconosciute a favore delle vittime del dovere o di azioni terroristiche.

Richiesta dell’Ocse
PENSIONI: L’ITALIA AUMENTI L’ETA’ EFFETTIVA RITIRO DAL LAVORO
Nel sistema pensionistico italiano la priorità dovrebbe essere “aumentare l’età effettiva di ritiro dal lavoro” dato che al momento è a 62 anni, di due anni circa inferiore a quella media Ocse e di cinque più bassa rispetto all’età legale di vecchiaia (67). Lo si legge nel Rapporto Ocse “Pensions at a Glance”, nella scheda sull’Italia nella quale si ricordano le nuove regole per il sistema previdenziale a partire da Quota 100. La sfida sarà di “mantenere adeguate prestazioni di vecchiaia limitando la pressione fiscale a breve, medio e lungo termine”.
L’Italia spende per il sistema pensionistico il 16% del Pil, il secondo livello più alto nell’area Ocse. Lo rileva l’Ocse nel suo Rapporto “Pension at a Glance” da poco presentato secondo il quale il reddito medio delle persone con più di 65 anni è simile a quello dell’intera popolazione mentre nella media Ocse è più basso del 13%. L’Ocse sottolinea che l’età di ritiro legale è 67 anni, tre anni superiore a quella della media Ocse ma che di recente “è andata indietro rispetto alle ultime riforme introducendo Quota 100”.
L’aumento dell’età pensionabile effettiva in Italia “dovrebbe essere la priorità, evidenziando la necessità di limitare il pensionamento anticipato agevolato e di applicare debitamente i collegamenti con l’aspettativa di vita”. Lo scrive sempre l’Ocse nel Rapporto “Pensions at a Glance 2019” a proposito dell’introduzione di regole che consentono il ritiro anticipato rispetto alla vecchiaia come la Quota 100. Bisogna poi “concentrarsi sull’innalzamento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili, il che ridurrebbe l’utilizzo futuro delle prestazioni sociali di vecchiaia”.

Si è svolta il 3 dicembre scorso la Giornata mondiale della Disabilità
IN ITALIA SONO OLTRE 3 MILIONI
Il 3 dicembre scorso si è svolta in tutto il Paese la Giornata internazionale delle persone con disabilità. Sono tre milioni e centomila in Italia le persone con disabilità, pari al 5,2% della popolazione. Gli anziani sono i più colpiti: quasi un milione e mezzo gli ultra settantacinquenni sono in condizione di disabilità, dei quali 990 mila sono donne. E’ quanto è emerso dal rapporto Istat “Conoscere il mondo della disabilità”, in un incontro, svoltosi in occasione dell’evento, organizzato dal Cip e dall’Inail, alla presenza del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.
Oltre seicentomila persone con limitazioni gravi vivono in una situazione di grande isolamento, senza nessuna rete su cui poter contare in caso di bisogno. Di queste, ben 204mila vivono completamente sole.
Dall’ 1 gennaio 2020 verrà istituito un ufficio permanente per le persone con disabilità a palazzo Chigi: “Sarà uno strumento per coordinare meglio il lavoro delle diverse amministrazioni”. Saranno di 830 milioni nel triennio i fondi accantonati nella nuova legge di bilancio per le misure a sostengo delle persone disabili: lo ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine della riunione recentemente intercorsa a palazzo Chigi con le Federazioni che rappresentano le persone disabili Fish e Fand. Con lo stanziamento al fondo “partiremo con cautela nel primo anno ma a regime le somme diventeranno cospicue” ha promesso il premier.
In questi anni, verso i disabili, “si sono messi in atto e portati avanti processi inclusivi, ma non è ancora sufficiente, perché i pregiudizi producono, oltre alle barriere fisiche, anche limiti all’accesso all’educazione per tutti, all’occupazione e alla partecipazione”: così si è espresso anche il Papa nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle persone con disabilità. “Incoraggio tutti coloro che lavorano con le persone con disabilità a proseguire in questo importante servizio e impegno, che determina il grado di civiltà di una nazione”, ha aggiunto.
“Il nostro Paese ha nei nostri concittadini con disabilità un giacimento di energie, risorse e contributi di cui si priva perché non li mette in condizione di potersi esprimere: è l’obiettivo sociale e politico”. Ha invece dichiarato il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Dal rapporto elaborato dall’Istat affiora con chiarezza – ha proseguito – che il problema della disabilità non è di assistenza ma soprattutto di sostegno, per consentire l’opportunità di realizzazione” di queste persone. “Un paese – ha rimarcato il Capo dello Stato – con un alto numero di morti sul lavoro e di disabili da lavoro non ha raggiunto un livello di civiltà adeguato”. Il presidente ha citato poi come esempio positivo la Barbie con la faccia di Bebe Vio.
“C’è un piccolo evento di questi giorni, che sembra poco significativo ma è molto importante – ha infatti evidenziato Mattarella -. È stata confezionata una Barbie con il volto di Bebe Vio, questo dimostra che i successi sportivi hanno una ricaduta sulla vita sociale del nostro Paese. Questa Barbie indurrà molti bambini ad allenarsi e impegnarsi nello sport. Questo è fondamentale per trovare la misura di se stessi e essere incoraggiati a spendere i propri talenti”.
“Attraverso lo sport infatti riusciamo a far capire che una cosa vista come un difetto, come un’amputazione o una disabilità, diventa una cosa di cui noi andiamo fieri’: non penso che ci siano parole migliori di quelle della nostra campionessa azzurra Beatrice Vio per celebrare oggi la giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità.
Nel tempo difatti, le imprese dei nostri atleti hanno profondamente cambiato l’idea di disabilità. Dando a molti forza e coraggio per vincere la propria battaglia quotidiana”, ha scritto su Facebook il ministro per le Politiche giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, in concomitanza con l’evento.
Pancalli, diritti e inclusione per Paese più equo
“Alle istituzioni chiedo di favorire sempre più i percorsi di inclusione e integrazione, alle persone disabili invece di continuare a guardare il bicchiere mezzo pieno. Si può fare di più, stiamo crescendo dal punto di vista dei diritti ma per un Paese più equo e solidale non dobbiamo mollare”. È il doppio messaggio del presidente del Comitato italiano paralimpico Luca Pancalli, lanciato a margine della presentazione a Roma del Rapporto Istat ‘Conoscere il mondo della disabilità’ organizzato da Inail e Cip in occasione della Giornata internazionale delle persone con disabilità.

Carlo Pareto

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