mercoledì, 23 Ottobre, 2019

C’è ancora bisogno di socialismo

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Se qualcuno crede che oggi i socialisti potrebbero andare in pensione in quanto non c’è più un “padrone” da combattere o che la classe operai ha raggiunto, con un misero stipendio, la conclusione della sua lotta operaia, beh si sbaglia di grosso. Certo nell’errore sarebbe facile caderci, in quanto il capitalismo dei nostri giorni, accontentando la classe dei lavoratori con modeste paghe, che gli permette di vivere, ha trasformato gli operai parte funzionante del sistema capitalistico e non sentinelle vigili e attenti.

Eppure le diseguaglianze sono aumentate, il capitalismo imperfetto che si è venuto a creare, ha generato una differenza notevole, molto maggiore dei tempi di seconda rivoluzione industriale, facendo espandere in modo subdolo ma terrificante la finanza del web. Se il socialismo ha sempre lottato contro ogni forma di monopolio (e in parte c’è riuscito), per le uguaglianze sociali tra la popolazione, per la tutela sanitaria dei lavoratori, per i diritti dei più deboli e disabili, per una giusta equa e sociale, dal 2001 ormai, tutti questi principi vengono messi in pericolo da un’economia immateriale che si muove tra i cavi o satelliti del web. Airbnb, Facebook, Volgratis, e molte altre piattaforme mondiali, che offrono servizi, nelle loro logiche di mercato sono riuscite a gestire e imporre regole sui circuiti multimediali in barba ad ogni normativa legale.

Nel 2015 le aziende web hanno eluso tasse per un valore di circa 240 miliardi di euro per oltre 1000 miliardi di ricavi non dichiarati. Paesi come Lussemburgo, Irlanda, Malta, in Europa fanno a gare per cercare di ospitare tali aziende garantendo loro paradisi fiscali in cambio di investimenti. Quanto lavoro ha compiuto la politica dei paesi per far sì che tutti, imprese materiali e dipendenti, pagassero equamente le tasse? Generazioni, lotte. E invece questi colossi, nel giro di pochi anni (dal 2001) sono riusciti a scardinare un sistema fiscale parzialmente equilibrato. Ciò ha creato profitti incontrollati che, uniti ad un mercato finanziario che pensa più a distribuire gli utili tra i soci e non a reinvestirli, ha generato forti diseguaglianze portando 7 persone mondiali ad avere una ricchezza pari a oltre 3 miliardi di persone. Il web, se non disciplinato dalla politica purtroppo lenta a questi cambiamenti, sta generando sempre più lavoratori senza tutela (si pensi ai raider), garantire servizi senza pensare ai disabili (si pensi a Airbnb che poco si interessa se il locale in affitto presenta barriere architettoniche o bagni per disabili), forme di monopoli spaventose (provate a lasciare whatsapp e chiedere che i vostri contatti possano migrare su un altro operatore), assenza di garanzie per i consumatori (se un tassista di huber usa violenza contro il cliente di chi sarà la responsabilità?). In sintesi non è vero che per il socialismo non c’è nulla da fare.

Oggi la battaglia si presenta più cruenta e pericolosa, in quanto per controllare tali fenomeni c’è bisogno, più oggi di ieri, di un socialismo pensate, di un socialismo che difenda una popolazione omogeneizzata e ignara di ciò che a cui sta andando incontro.

Gianluca Capristo

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