giovedì, 4 Marzo, 2021
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Olanda, il Covid-19 non ferma le crisi di governo

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Il Covid-19 non ferma le crisi di governo. Se n’è è avuto conferma in Olanda dove il Premier Mark Rutte, in sella dal 2010 con un Esecutivo di coalizione, ha dato le dimissioni in piena pandemia. Rutte , che è solito muoversi con la bicicletta, con questa mezzo si e recato dal re Willem Alexander per comunicargli le sue dimissioni e quelle dei suoi ministri a due mesi dalle nuove elezioni politiche. Quali sono i motivi che li hanno portato a questo atto? Indubbiamente ha pesato lo scoppio del cosiddetto scandalo dei sussidi che ha suscitato nel Paese una vasta eco e per il quale i partiti dell’ opposizione hanno ricoperto di critiche l’ Esecutivo. È successo che tra il 2013 e il 2019 migliaia di famiglie olandesi hanno incassato il sussidio per l’infanzia previsto da una legge proprio del Governo Rutte. Ma proprio dal Governo, in conseguenza di un’ applicazione errata della politica di rigidità fiscale, è arrivata l’ accusa di averlo incassato in modo illegittimo e di conseguenza il prelievo forzato di questi soldi dalle stesse famiglie che ovviamente si sono trovate in grandi difficoltà economiche. Un’ inchiesta parlamentare ha poi stabilito invece che gli olandesi avevano diritto a questi contributi. È scoppiato così lo scandalo che ha costretto Rutte alle dimissioni. Subito dopo questo atto il Premier ,in una conferenza stampa, ha fatto pubblica ammenda dell’ errore del Governo promettendo di risarcire le famiglie coinvolte. Ma la frittata era già stata fatta ed ora bisognerà vedere quanto questo potrà incidere sul prossimo appuntamento elettorale, fra un paio di mesi. La sfida si prevede sarà giocata dal Partito popolare per la libertà e la democrazia ( Vvd) che ha come leader proprio Rutte e l’ estrema destra populista e xenofoba di Geert Wilders. I sondaggi danno i popolari ampiamente in vantaggio ma bisognerà vedere quanti conterà la faccenda dei sussidi per l’infanzia. Sono più di dieci i partiti che aspirano ad avere seggi in Parlamento che, si prevede soffrirà di una grande frammentazione. A sostegno di Rutte giocherà anche il fatto della sua collocazione saldamente europeista in un Paese che ha solide tradizioni in questo senso. Ma acqua al suo mulino porterà anche il fatto che , con la sua politica di rigore di bilancio e di taglio degli sprechi, ha risollevato la situazione economica e ridotto notevolmente il debito pubblico. L’ Olanda ha fatto parte dei Paesi cosiddetti rigidi sui finanziamenti del Recovery fund e solo grazie alla mediazione tedesca ha dato il via libera al provvedimento dell’ Unione Europea fondamentale per le sorti economiche del nostro Paese . Una novità per le prossime elezioni del 17 marzo sarà la presenza di una lista di negazionisti della pandemia, il Viruawaarheid (la verità sul virus) che contesta i lockdown decisi dal Governo e le limitazioni conseguenti. La nuova formazione politica guidata da Willem Engel, un insegnante di danza, cercherà di essere rappresentata in Parlamento per combattere l’ uso dei vaccini e le norme sul distanziamento sociale. Succede anche questo in un Paese dove Rutte, per dare l’ esempio , non è mai andato a trovare la mamma in casa di riposo a parte per rivederla il giorno prima della morte come prevede la legge olandese.

 

Alessandro Perelli

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