mercoledì, 24 Febbraio, 2021
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Olimpiadi. Nencini: “Evitare figuraccia, si ponga rimedio” 

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Mercoledì il Comitato olimpico internazionale decreterà, salvo clamorosi colpi di scena, la sospensione del Coni, il Comitato olimpico italiano. Uno schiaffo senza precedenti per l’Italia e allo sport azzurro. Così, alle prossime Olimpiadi di Tokyo previste il 23 luglio, l’Italia non potrà gareggiare con la propria bandiera e inno, una sospensione che ci metterebbe al pari, se non ci sarà un intervento rapido del governo, di nazioni come la Bielorussia di Lukashenko e la Russia di Putin e degli scandali legati doping di Stato.

 

“La notizia, certa, che il Comitato Olimpico Internazionale intenda sospendere la partecipazione degli atleti italiani alle Olimpiadi perché la riforma dello sport ha privato il CONI della sua autonomia obbliga il governo a correre immediatamente ai ripari”. Lo afferma in una nota il presidente della commissione Istruzione, Cultura, Sport e Spettacolo del Senato, Riccardo Nencini che prosegue: “L’avevamo detto da tempo, ma non siamo stati ascoltati. Una figuraccia planetaria. Si adotti rapidamente un decreto che restituisca al CONI la dovuta autonomia. Non c’è più tempo da perdere”.

Se non ci sarà un intervento gli atleti italiani saranno costretti a gareggiare come ‘indipendenti’. La storia nasce con la contestata riforma del Coni targata Cinquestelle e varata nel corso del primo governo Conte. Alla riforma viene contestata la violazione della carta olimpica a causa della mancata autonomia del Coni.

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