lunedì, 8 Marzo, 2021
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Omofobia, meglio questa legge che nessuna legge

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Omofobia-leggeUna legge contro l’omofobia è sempre più urgente. Lo è perché si tratta di un provvedimento che avrebbe dovuto essere varato venti anni fa, all’interno della cosiddetta legge Mancino che assicura protezione contro le discriminazioni motivate da condizioni razziali, etniche, nazionali o religiose. Allora, così come è accaduto in più recenti legislature, non si ebbe abbastanza coraggio e l’orientamento sessuale, dopo un lungo dibattito, fu deliberatamente lasciato fuori dalla formulazione.

Lo è perché risponde a una richiesta del Parlamento europeo e mette l’Italia al passo con le legislazioni antidiscriminatorie già vigenti da anni, in misura più o meno ampia, in molti Paesi, a guida sia conservatrice sia progressista. Lo è perché l’ennesimo suicidio di un ragazzo omosessuale, verificatosi nei giorni scorsi a Roma, dimostra quanta strada ci sia ancora da fare sul tema dei diritti, del rispetto e della discriminazione.

Eppure il faticoso lavoro di mediazione portato avanti alla Camera, proprio perché su queste materie è necessario trovare il più largo consenso possibile, da un lato non è stato sufficientemente apprezzato, dall’altro rischia di essere vanificato in Senato dove la legge deve essere definitivamente approvata.

Si è riuscito a fatica ad ottenere che nel provvedimento venisse prevista l’aggravante, si è ceduto con non poche perplessità, ad approvare un emendamento secondo cui la libertà d’espressione all’interno di organizzazioni, se non configurabile come istigazione all’odio, non sarà perseguibile. Si pensava con questo di aver pagato un prezzo assai pesante all’area cattolica e conservatrice e si sperava che il Senato, accogliendo le giuste richieste e proteste delle associazioni omosessuali, avrebbe portato su questo punto dei miglioramenti.

In realtà l’iter a Palazzo Madama si profila più arduo del previsto al punto che Lucio Barani, senatore Pdl, relatore del provvedimento ha annunciato che andrà avanti con il testo licenziato dalla Camera anche in disaccordo con il suo partito. “Proporrò – ha detto –  di adottare il testo della Camera proprio perché, se non viene modificato, tra un mese è legge. Lo farò anche se alla Camera, il gruppo cui faccio riferimento, il Pdl,  ha votato contro. Il Senato poi si assumerà le sue responsabilità”.

Una presa di posizione apprezzata dalla deputata socialista Pia Locatelli  “Se aspettiamo una legge perfetta non avremo mai una legge, per questo è necessario che il Senato approvi al più presto il testo licenziato dalla Camera, migliorandolo profondamente per quanto riguarda la libertà d’espressione, ma andando comunque avanti se non sarà possibile trovare un accordo su questo punto.  La lettera disperata di Simone, il ragazzo gay suicidatosi a Roma perché discriminato, attende una risposta. E’ vero che questa legge non è quello che ci auguravamo, ma è quella legge che nelle precedenti legislature non si è mai riusciti a fare e dobbiamo batterci perché sia approvata al più presto”.

L’Italia, è bene ricordarlo, è tra i Paesi dell’Unione Europea ad alto tasso di omofobia sociale, politica ed istituzionale e il caso di Simone è solo l’ultimo di una lunga serie di ragazzi che si tologono la vita perché non si sentono accettati o perché oggetto di scherno e di aggressioni. Questa sera Roma nella Gay Street a San Giovanni si svolgerà un sit-in per ricordare Simone e le altre vittime della discriminazione. “I socialisti ci saranno” ha detto Pia Locatelli annunciando la sua presenza. Per aderire basta portare un fiore giallo.

Cecilia Sanmarco

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