martedì, 18 Giugno, 2019

Operai morti di cui non si parla, 25enne schiacciato da lastra

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Un’altra settimana terribile, ancora morti bianche, operai che non fanno notizia nell’Italia della disoccupazione crescente. L’ultimo morto poche ore fa, a Gela, un operaio stroncato da un malore, probabilmente un infarto. È morto tra gli impianti della raffineria Eni un operaio edile che era alle dipendenze di un’azienda impegnata nell’indotto.
Ieri invece nel settore edile un giovane di appena 25 anni, Pinta Jurica, dipendente della ditta “Metalvar Italia Srl”, è morto sul colpo, nel capannone schiacciato da una lastra in acciaio che, per cause ancora in corso di accertamento, gli è crollata addosso durante una fase di puntellatura. Lastra e macchinario sono stati posti sotto sequestro dagli uomini dell’Arma.
Il giovane carpentiere croato lavorava nella Provincia di Treviso nella ditta I.M. di Flavio Marcon, imprenditore trevigiano residente a Codognè.
Sempre nel settore edile mercoledì mattina a Cerveteri, un cittadino romeno di 55 anni residente a Ladispoli è morto dopo essere caduto da un ponteggio alto circa 2 metri. Cristian Rizoiu pare che in quel momento fosse impegnato in alcuni lavori di intonacatura di una casa privata di un amico. Ad un certo punto però è scivolato dal trabattello sul quale stava lavorando ed ha battuto violentemente la testa.
Mentre martedì scorso a Carapelle, lungo la statale 79 che conduce ad Ordona, nella provincia di Foggia, Antonio Leva, 39enne di Sant’Agata di Puglia è morto dopo essere stato schiacciato dalla pedana di un mezzo pesante all’interno di quella che in passato era un’azienda agricola e che ora a quanto emerso viene utilizzata come deposito di un’autofficina. Secondo una prima ricostruzione dell’accaduto, l’uomo stava effettuando delle manovre di carico e scarico di materiale quando sarebbe finito sotto la pedana del mezzo pesante rimanendo schiacciato.
Mentre due giorni fa, a un mese dall’incidente, è morto il 63enne Michele Vinci all’ospedale Civico mentre lavorava alla terra a Camporeale, nella provincia di Palermo. L’operaio stava utilizzando una seminatrice quando la sua sciarpa sarebbe rimasta incastrata fra gli ingranaggi.

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