domenica, 7 Giugno, 2020

Operaio esposto ad amianto: Corte di Appello condanna l’Enel

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La sezione lavoro della Corte di Appello di Roma, Presidente Maria Antonia Garzia, riformando parzialmente la sentenza di primo grado che aveva negato il diritto al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali per esposizione ad amianto del lavoratore M.B., ha condannato l’Enel S.p.A. e l’Enel Produzione S.p.A. al pagamento della somma di 16.644 euro, oltre gli accessori di legge, le spese processuali e di C.T.U.

La consulenza tecnica d’ufficio, espletata nel corso del processo di appello dal Dott. Andrea Cavalli, ha confermato che il lavoratore è affetto da placche pleuriche bilaterali e disturbo dell’adattamento con ansia e tono dell’umore moderatamente depresso, rappresentando che tali patologie sono etiologicamente riconducibili all’esposizione prolungata a polveri e fibre di amianto.
M.B. è stato assunto alle dipendenze di Enel nel 1976 con mansione dapprima di operaio e poi di elettricista manipolando direttamente amianto per rimuovere e sostituire i componenti usurati, sempre in amianto. Anche dopo la messa al bando del minerale l’esposizione è continuata a causa della contaminazione dell’ambiente lavorativa fino a quando, nel 2014, ha risolto il suo rapporto lavorativo, con pensionamento.

“Auspichiamo che l’Enel, quale datore di lavoro, nei casi di insorgenza di patologie asbesto correlate da esposizione all’amianto (mesotelioma, tumore del polmone, asbestosi, placche ed ispessimenti pleurici, e altre malattie), che sono riconosciute dall’INAIL, risarciscano integralmente i lavoratori evitando di costringerli ad adire le vie giudiziarie per il riconoscimento dei loro diritti”, dichiara l’Avv. Ezio Bonanni, difensore dell’operaio, componente della Commissione Nazionale Amianto del Ministero dell’Ambiente, e Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto che, a tutti i livelli, lavora per incentivare le bonifiche e la messa in sicurezza dei siti, la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti ad amianto, e il riconoscimento dei loro diritti, anche attraverso lo sportello amianto.

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